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Genova - Crisi aziendali: i vantaggi della diagnosi precoce

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In Italia nel 2018 si sono registrati 10.508 fallimenti, a Genova 123, in Liguria 201: se i segnali di crisi fossero stati percepiti e affrontati per tempo, si calcola che dal 20 al 30% avrebbero potuto essere evitati. Ecco perché il nuovo codice della crisi d’impresa prevede un sistema per la diagnosi precoce del default, che può sfociare in una composizione assistita o comunque accorciare i tempi delle procedure. Il nuovo sistema di allerta ruota intorno agli OCRI (Organismi di composizione delle crisi d’impresa), al centro del dibattito che si è svolto ieri, nella Sala delle grida della Borsa Valori, da Camera di commercio e Ordine dei commercialisti di Genova. La legge affida infatti alle Camere di commercio il compito di istituire, entro il 15 agosto dell’anno prossimo, gli OCRI, e ai commercialisti un ruolo importante nel tentativo di composizione delle crisi che i nuovi organismi sono chiamati a gestire.

Le Camere di commercio - commenta il presidente della Camera Luigi Attanasio - scendono in campo accanto alle imprese in crisi per fornire loro, se possibile, gli strumenti per superarla, perché è interesse del pubblico garantire la continuità aziendale ed evitare ripercussioni negative per fornitori e lavoratori. L’obiettivo immediato è quello di dare alle imprese in difficoltà, e all’economia in generale, una seconda chance. Quello strategico è ridurre il numero eccessivo di fallimenti che purtroppo contraddistingue l’Italia in Europa”.

Il nuovo codice manda in pensione il concetto stesso di “fallimento” e lo sostituisce con quello di “liquidazione giudiziale”, a sottolineare il fatto che si tratta di incidenti che possono accadere nella vita di un’impresa senza che questo comporti un giudizio negativo nei confronti dell’imprenditore.

Dopo i saluti di Luigi Attanasio e gli inteventi introduttivi di Marco Arato, professore di diritto commerciale e delle crisi d’impresa presso l’Ateneo genovese, e Danilo Beltrami, associato di diritto commerciale presso l’Università di Parma, tutti gli interlocutori chiamati dal nuovo codice ad intervenire nella gestione delle crisi d’impresa hanno dato vita a due panel, dedicati rispettivamente al punto di vista delle imprese e a quello delle istituzioni.

II primo panel è stato moderato da Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di commercio, con la partecipazione di Luigi Cocchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Genova e dei rappresentanti delle associazioni di categoria: Filippo Dellepiane, Assedil,  Felice Negri, Confartigianato, Oscar Cattaneo, Confcommercio, Andrea Dameri, Confesercenti, Giuseppe Caruso, Confindustria, Francesco Modenesi, Lega Coop.

Il secondo è stato condotto da Marco Arato con la partecipazione di Mauro Tuttobene, presidente della sezione civile del Tribunale di Genova, Santo Eugenio Delfino, direttore regionale dell’INPS e Paolo Ravà, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Genova.

Per le Camere di commercio - ha chiuso Maurizio Caviglia - si tratta di una sfida molto impegnativa: tramite i nuovi organismi vogliamo collaborare con Associazioni di categoria e Ordini professionali al fine di educare le imprese a leggere tempestivamente i segnali di criticità, fornendo loro quegli strumenti che possano porre rimedio o prevenire situazioni che altrimenti potrebbero diventare irreparabili”.

Data di pubblicazione: 16/10/2019 12:43
Ultimo aggiornamento: 16/10/2019 12:55