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approfondimenti » La riforma creditizia “Basilea 2”

  • DATA:
    07-02-2008
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    07-02-2008
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Basilea è, dalla fine del 1974, la sede del Comitato per la vigilanza bancaria composto da tutti i governatori delle Banche Centrali dei 10 paesi più industrializzati (G10).
L'organizzazione internazionale promuove la cooperazione fra le banche centrali ed altre agenzie equivalenti, allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria nonché generare un legame diverso tra banca e impresa fondato sulla fiducia reciproca.

Nel 1988 il Comitato di Basilea introduce il sistema di misurazione del capitale:  è il primo Accordo di Basilea, comunemente chiamato Accordo di Basilea sul Capitale.
L'accordo però, presentava dei forti limiti: la quantità di capitale assorbito era giudicata troppo poco sensibile al rischio, e ciò nonostante alcuni correttivi introdotti negli periodi successivi.
Negli anni ’90, infatti, alcuni istituti di credito hanno subito numerosi tracolli bancari a causa di pesanti tare all’interno del quadro normativo con cui le banche valutavano i rischi delle imprese affidate.
Per salvaguardare la stabilità del sistema bancario, dal 1 gennaio 2007 è in vigore l’Accordo Basilea 2, formulato però nel 2001, che ha coinvolto oltre alle autorità di vigilanza, 200 gruppi bancari nel mondo di cui 14 sono italiani.

Con Basilea 2, il rating - procedura di analisi e di calcolo del merito di credito, grazie al quale una banca valuta quanto un’impresa sia rischiosa o produttiva nel futuro e se le verrà concesso il credito richiesto - assume rilevante importanza anche se, pur improntato ad una notevole flessibilità, rimane vincolato a un controllo incrociato di enti esterni e interni all’istituto.
Il giudizio sulla qualità/rischiosità del cliente è espresso dunque con un punteggio (rating) per cui quanto maggiore è il punteggio assegnato, tanto minore è il rischio per la banca e il tasso di interesse applicato sul prestito. Al rating è associata automaticamente una determinata probabilità di insolvenza (PD), si tratta di un numero compreso tra 0 e 1 che identifica la probabilità che un cliente non sia in grado di onorare i suoi impegni nell’anno seguente.
 
Il contenuto del Nuovo Accordo Basilea 2 si articola su tre pilastri:
1. I Requisiti patrimoniali minimi
E' la parte più importante del nuovo Accordo. Si tratta di un affinamento della misura prevista dall'accordo del 1988 che richiedeva un requisito di accantonamento dell'8%. In primo luogo ora si tiene conto del rischio operativo (frodi, caduta dei sistemi; misura in parte riveduta nel giugno 2002) e del rischio di mercato. In secondo luogo, per il rischio di credito, le banche potranno utilizzare metodologie diverse di calcolo dei requisiti che permettono di garantire una maggior sensibilità ai rischi senza innalzare né abbassare, in media, il requisito complessivo.
2. Il controllo delle Banche Centrali
Tenendo conto delle strategie aziendali in materia di patrimonializzazione e di assunzione di rischi, le Banche Centrali avranno una maggiore discrezionalità nel valutare l'adeguatezza patrimoniale delle banche, potendo imporre una copertura superiore ai requisiti minimi.
3. Disciplina del Mercato e Trasparenza
Sono previste regole di trasparenza per l'informazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione.

L’accordo Basilea 2 contiene comunque dei punti critici. Le conseguenze negative dell’accordo sono almeno tre:
1. La discriminazione tra banche ovvero quelle piccole non potranno utilizzare le metodologie più avanzate, quindi subiranno un onere patrimoniale maggiore rispetto ai grandi gruppi;
2. La penalizzazione del finanziamento alle piccole e medie imprese indotto dal sistema dei rating interni;
3. La prociclicità finanziaria: nei periodi di rallentamento economico, l'Accordo avrebbe l'effetto di indurre le banche a ridurre gli impieghi, causa il crescere del rischio, con la potenziale conseguenza di inasprire la crisi stessa.

Per le procedure di rating, le banche devono dimostrare 3 anni di conformità operativa per poter accedere agli approcci più avanzati previsti dall'accordo, pertanto per esse Basilea 2 è entrato in vigore già da almeno due anni.
Il 2008 sarà, dunque, l'anno di definitivo rodaggio in tutte le banche.

Redazione Camera di commercio
Fonte: Redazione Camera di commercio

  
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