studi » Osservatorio Unioncamere su brevetti e marchi
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Visite:9321Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ST Microelectronics, Centro Ricerche Fiat, G.D. Spa, Pirelli Pneumatici, Pirelli Cavi e Sistemi, Telecom Italia, Fiat Auto, Ausimont, Sigma Tau, Danieli &C. Officine Meccaniche: sono queste le aziende italiane che nel periodo 1999-2006 hanno depositato il maggior numero di brevetti europei. E’ quanto mette in evidenza l’Osservatorio Unioncamere sui brevetti e marchi, presentato ieri a Roma, mostrando che queste imprese hanno depositato oltre 3mila domande di brevetto all’European Patent Office, cioè ‘11,4% del totale. Brevetti: 27.616 quelli italiani, +4,9% all’anno All’interno del gruppo del G9, l’eccellenza italiana è legata soprattutto ai settori delle “macchine meccaniche, motori e componentistica meccanica”, con punte di specializzazione tecnologica elevate per quanto riguarda i “processi, macchine e apparecchi per lavorazioni; veicoli e accessori”, i “processi, macchine e apparecchi per lavorazione di fibre e carta” e i “prodotti e elementi strutturali per costruzioni”, in cui primeggia per soluzioni innovative nei “serramenti e sistemi di chiusura”, come “chiavi e serrature”. Più contenuta invece la nostra capacità di depositare brevetti nel settore chimico e in quello dell’elettronica e dell’informatica, nei quali i campioni sono rispettivamente Russia e Giappone, Cina e Canada. Il Nord Italia in generale e il Nord-Ovest in particolare fanno da padrone nella brevettazione italiana a livello comunitario. Nei sette anni considerati, l’82% del totale dei brevetti proviene delle regioni settentrionali. Il Nord-Ovest addirittura ne concentra il 50,1%, grazie all’apporto fornito dal Piemonte e dalla Lombardia. Veneto ed Emilia-Romagna sono a loro volta in gran parte tributarie della performance raggiunta dal Nord-Est (31,9%). La quota rimanente delle domande si deve invece al Centro per il 13,4% e al Sud e Isole per il 3,2%. Il Centro è peraltro l’area che registra il più alto tasso di crescita per il deposito di brevetti. A livello italiano ma anche rispetto agli altri Paesi esteri, il Nord-Ovest primeggia nella brevettazione nei settori dei Pneumatici e loro accessori, dei Contenitori per la conservazione e il trasporto di articoli e materiali e in quello dei Tubi, cavi, condutture e relativo isolamento termico. Il Nord-Ovest occupa una posizione di vantaggio a livello internazionale anche nelle Tecnologie per la pulizia e lavaggio domestico e macchine aspiratrici”. Il Nord-Est è particolarmente competitivo sia rispetto agli altri Paesi che depositano brevetti all’EPO che nei confronti delle altre macroaree italiane. Le condizioni di spiccato vantaggio si riscontrano soprattutto nei settori dei Mobili da ufficio, scrivanie, cassettiere, etc.; Pulizia e lavaggio domestico; macchine aspiratrici; Pattini; sci; pattini a rotelle; piste sportive; Modellazione di argilla, composti ceramici e miscele contenenti cemento; Strumenti, apparati e macchinari per il packaging; Soluzioni per maneggiare articoli di minimo spessore (fogli) o in forma di filamento (cavi). L’87,% del brevetti viene depositato da imprese. Tra il 1999 ed il 2006, agli inventori persone fisiche si deve una quota media di domande di brevetto più bassa (9,5%), ma con un tasso di variazione annua di oltre tre volte superiore a quello delle imprese. Più basso invece l’apporto al processo di brevettazione delle Università o delle strutture pubbliche di ricerca. L’impresa leader nella brevettazione è stata la ST Microelectronics, società prevalentemente impegnata nell’area tecnologica delle batterie, conduttori e semiconduttori elettrici. La seconda posizione è occupata dal Centro di Ricerche Fiat, specializzato nello sviluppo di soluzioni innovative per l’automotive. Da un approfondimento sulle classi brevettuali, si rileva come entrambe le strutture siano particolarmente interessate all’evoluzione delle nanotecnologie ed al loro impatto sul mercato. La G.D. di Bologna detiene invece la terza posizione nella classifica. Il principale ambito di brevettazione riguarda sistemi di movimentazione, immagazzinamento e packaging. L’impresa è localizzata nella cosiddetta “Packaging Valley” emiliana, dove risiede il distretto dell’automazione industriale, leader a livello mondiale per la produzione di macchine per il packaging. 34mila i marchi comunitario depositati da imprese italiane in 7 anni Trainante il ruolo del Nord-Ovest (40,7%), seguito dal Nord-Est (34,5%), dal Centro (19,2%) e infine dal Sud e Isole (5,6%). Tra le Regioni, la Lombardia e il Veneto sono quelle più attive, seguite da Emilia Romagna e Toscana. La provincia con il maggior numero di marchi comunitari depositati è Milano, che sta però progressivamente diminuendo la sua quota nazionale. Roma e Firenze sono le uniche province che presentano una variazione percentuale media annua superiore alla media italiana. Forte la focalizzazione su alcune tipologie di beni di largo consumo. Al primo posto nella classifica dei marchi depositati da imprese italiane si incontra la Classe 9, che raggruppa al suo interno prodotti molto differenti tra loro, tra cui gli occhiali, i dispositivi elettronici ed elettrici, le protezioni (es caschi), i supporti digitali, distributori automatici, gli estintori.
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Fonte: Unioncamere servizi
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