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interviste » Carlo Sangalli: Expo 2015, nuovi orizzonti per le imprese milanesi

  • DATA:
    24-04-2008

Sarà Milano ad organizzare l’Esposizione Universale del 2015. Con il 57% delle preferenze, il capoluogo lombardo ha avuto la meglio sulla candidatura della città turca Smirne. Così l’edizione 2015 della manifestazione, dedicata alla sicurezza e alla qualità alimentare, sarà organizzata e ospitata in territorio meneghino. Si aprono, dunque, nuovi orizzonti per le imprese milanesi: l’effetto Expo previsto sul fatturato è stimabile in oltre 44 miliardi di euro, e ci si aspetta la creazione di oltre 70mila posti di lavoro. Ne abbiamo parlato con il Presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli.

Quale sarà il ruolo della Camera di commercio nell’ambito dell’Expo e quali sono i progetti camerali previsti per l’importante manifestazione?
La Camera di Commercio di Milano è entrata subito nel Comitato di Candidatura Expo 2015 e dopo la vittoria nel Comitato Pianificatore, che avrà un ruolo importante per definire le linee di attività e le procedure sui progetti legati all’Expo. Quella dell’Expo per noi è stata fin dall’inizio una sfida che comporta una doppia responsabilità: verso il sistema economico e verso la città nel suo complesso, nella competizione globale. Anche per questo nella fase di candidatura il nostro impegno si è focalizzato soprattutto sulla promozione internazionale, e abbiamo sponsorizzato Milano in tutte le missioni realizzate con Promos – Agenzia speciale della Camera di commercio per l’internazionalizzazione. Ora stiamo predisponendo i progetti con i quali partire. Con la Borsa Merci Telematica italiana, ad esempio, stiamo lavorando ad uno dei progetto-pilastro della candidatura: una Borsa Telematica mondiale nel settore agroalimentare. Uno strumento che apre importanti opportunità; da un lato valorizza Milano come snodo globale del settore alimentare. Dall’altro allarga al resto del mondo, soprattutto ai Paesi meno industrializzati, un mercato molto più ampio, potenziando gli scambi ma con una grande attenzione a uno sviluppo equo.

Lei ha parlato della necessità, in vista dell’Expo, di realizzare una cabina di regia che metta insieme istituzioni e rappresentanze delle eccellenze cittadine, della moda e dell’università. Come sarà strutturato quest’organismo?
Per il momento siamo ancora nelle fasi di confronto su come dovremo procedere per definire la governance. Il nostro obiettivo è portare gli interessi del sistema imprenditoriale milanese nelle fasi di pianificazione e realizzazione degli investimenti necessari per l’Expo 2015. Con una linea guida, e cioè quella della “sostenibilità” dell’Expo, che per noi significa fare attenzione a quello che rimarrà dopo questa manifestazione. Bisogna assolutamente evitare che l’Expo 2015 rimanga un fatto circoscritto al solo periodo della kermesse: no quindi a “cattedrali nel deserto”, sì a una progettualità che “resti” e dia benefici duraturi per il nostro territorio. Per fare tutto questo servirà sicuramente un luogo condiviso, che metta insieme istituzioni e rappresentanza delle eccellenze cittadine, dalla moda alle università. L’Expo 2015 è stata vinta con un gioco di quadra, e dobbiamo continuare su questa linea.

In occasione dell’Expo saranno realizzate importanti infrastrutture necessarie alla città. Può dire quali?
Il lavoro da fare è tanto, ma prima di tutto vanno sciolti velocemente i nodi delle infrastrutture, verso il polo Rho-Pero, così come per Malpensa. Parliamo di grandi numeri: 20 miliardi di investimenti diretti e indiretti, un’area espositiva di oltre 1 milione e 200mila metri quadri per accogliere quasi 30 milioni di visitatori. Bisognerà rafforzare l’area di Rho-Pero, a partire dall’accessibilità fino alle strutture ricettive, agli itinerari che l’attraversano, da quello tecnologico a quello artistico. L’Expo legherà città e strutture fieristiche in modo indissolubile. E non si può più nemmeno immaginare un ridimensionamento dell’aeroporto di Malpensa che sarà centrale per la preparazione e l’accoglienza poi di tutti i visitatori. Serve il completamento delle infrastrutture di collegamento di questo aeroporto, dobbiamo rimetterlo al centro del nostro territorio e di quello europeo con il corridoio cinque e l’alta velocità.

 


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

  
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