L’orizzonte estivo si presenta più promettente per le imprese italiane che, dopo il rilancio registrato tra aprile e giugno, guardano al trimestre in corso come a quello del consolidamento dei risultati raggiunti negli ultimi mesi. Un consolidamento che fa riferimento non solo al buon andamento della domanda estera, ma anche a segnali di risalita della domanda interna, particolarmente incoraggianti se si pensa che si tratta del trimestre estivo, solitamente meno dinamico per motivi di stagionalità delle attività produttive.
E’ questo, in sintesi, il quadro d’insieme che emerge dalle indagini congiunturali del Centro studi di Unioncamere, condotte sulle PMI industriali e sulle imprese del commercio e dei servizi, relative all’andamento del II trimestre del 2010 e alle previsioni per il trimestre successivo.
“L’azienda Italia ha smesso di scendere i tornanti della crisi, ha finalmente imboccato un tratto di strada più rassicurante e si avvia a una seconda metà del 2010 più positiva di quanto previsto a inizio anno. Guai però a distrarsi o a slacciare le cinture di sicurezza”. Così il commento del Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Sul versante industriale, se la nostra vocazione all’export ci aveva fatto accusare con più forza l’impatto della crisi, oggi la ripresa premia chi ha saputo resistere riorganizzandosi, irrobustendo i rapporti di filiera e continuando a investire per innovare. Resta preoccupante il ritardo delle imprese più piccole, in particolare degli artigiani, che pagano un maggiore isolamento dalle filiere più dinamiche e soprattutto del Mezzogiorno, dove la ripresa appare addirittura allontanarsi. Sul fronte del commercio – ha proseguito Dardanello - il clima migliore dà certamente più fiducia agli operatori, anche se la bilancia appare molto squilibrata tra la grande distribuzione e i piccoli negozianti. Un tessuto di operatori, questo, indispensabile per la tenuta del territorio e dell’occupazione, soprattutto nelle zone montane e appenniniche meno collegate alle reti della logistica. Il dato diffusamente positivo dei servizi – ha concluso il presidente di Unioncamere – conferma il cambiamento del clima generale e induce a guardare con più fiducia all’autunno, soprattutto in chiave di recupero dei livelli occupazionali in quelli che sono i settori del domani: dalle tecnologie innovative, all’ambiente, ai servizi alla persona”.
INDUSTRIA MANIFATTURIERA
PRODUZIONE
Il terzo trimestre del 2010 dovrebbe confermare e consolidare l’andamento di quello precedente. Sia in riferimento alla produzione che al fatturato, infatti, il 60% circa degli imprenditori prevede di consolidare l’andamento del recente passato e un 20% prevede un miglioramento delle performance. Con riguardo alla produzione, in termini di saldo le aspettative di quanti prevedono un aumento si bilanciano esattamente con quelle di quanti prevedono una diminuzione, determinando così un quadro di generale stabilità. Lievemente più pessimisti gli artigiani, per i quali il saldo si attesta a –2 punti percentuali tra chi si attende una crescita e chi, invece, intravede una diminuzione della produzione.
A pesare negativamente sul quadro generale sono le aspettative delle imprese meridionali, il cui saldo raggiunge i –11 punti percentuali (-20 per le più piccole). Stabili le attese al Centro e al Nord-Est, più positive quelle del Nord-Ovest (7 i punti percentuali in favore degli ottimisti). Nell’energia (+17), chimica (+9) e industrie alimentari (+8) le attese più incoraggianti. Nell’industria tessile (-14 punti in generale, -18 per le imprese più piccole) e in quella dei metalli (-9 e –10, rispettivamente) le previsioni meno rosee.
FATTURATO
Simile l’atteggiamento degli imprenditori con riguardo all’evoluzione attesa del fatturato (praticamente stabile con un saldo tra attese positive e negative fermo a –1). Ancora una volta più pessimisti gli artigiani (-5 punti) e le imprese del Mezzogiorno (-10). Superando la soglia dei 50 dipendenti, tuttavia, è nel Mezzogiorno (affiancato dal Centro) che si registrano le attese positive più apprezzabili (+4).
Energia (+18), alimentare (+12) e chimica (+10) i tre settori che nel complesso segnalano attese più positive, con valori significativamente più elevati nella fascia delle imprese più grandi. Industrie dei metalli e filiera del tessile-abbigliamento-calzature i comparti che nutrono le attese meno brillanti (rispettivamente –14 e –12 punti percentuali). Tra le imprese al di sotto dei 50 dipendenti, le attese più positive si concentrano nelle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+15) e della chimica (+8).
ORDINATIVI
Lo scenario di consolidamento della ripresa registrata ad aprile-giugno viene confermato dalle attese relative agli ordinativi, in modo particolare da quelli dei mercati esteri che mostrano un saldo positivo di undici punti tra chi prevede un aumento e chi prevede una diminuzione. Altra conferma, questa volta in negativo, viene dal segmento delle imprese più piccole: gli artigiani mostrano, infatti, un ‘sentiment’ esattamente opposto (-11 punti) alla media generale del trimestre. A livello territoriale, incoraggia invece la prevalenza del segno “più” degli ordini esteri anche tra gli imprenditori del Mezzogiorno, il cui saldo (+10 punti) è secondo solo a quello del Nord-Ovest (+14). A livello settoriale le attese più robuste si concentrano nella filiera dell’energia (+29 punti in favore degli ottimisti), delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+25), delle industrie alimentari e di quelle del legno e del mobile (rispettivamente +22 e +21 punti). Ancora negative, infine, le prospettive del tessile, abbigliamento e calzature (-9 il saldo tra ottimisti e pessimisti).
Più moderato il quadro che emerge dalle attese sugli ordini interni (solo +1 il saldo tra le diverse aspettative) che, però, scontano un lungo periodo di ristagno dei consumi domestici e dunque segnala un’inversione di tendenza rispetto al passato. L’aria di ripresa si fa comunque sentire anche su questo fronte, con le ripetute eccezioni delle piccole imprese (artigiani fanno segnare un saldo pari a –3 punti) e del Sud (-10). Le attese più promettenti si registrano al Nord-Ovest (+6 punti), mentre sia il Centro (+1) sia il Nord-Est (-2) mostrano un profilo di tipo stabile. Energia (+17), chimica (+12) e alimentare (+9) i settori con le aspettative positive più marcate. Scenario più difficile, ancora una volta, quello del comparto tessile-abbigliamento-calzature (-16).
COMMERCIO
Quadro prevalentemente positivo anche nel comparto del commercio al dettaglio, dove le attese degli imprenditori intervistati mostrano un saldo di 6 punti percentuali in favore dell’aumento delle vendite tra luglio e settembre. Anche in questo caso, la dimensione d’impresa è una variabile importante: per le imprese oltre i 20 dipendenti il saldo positivo sale, infatti, a 26 punti mentre per quelle nella fascia 1-19 il bilancio pende in favore dei pessimisti (-6 punti).
Nel complesso, le manifestazioni di maggior fiducia nelle vendite estive si registrano al Nord-Ovest (+12) e al Centro (+10). Praticamente stabili il Nord-Est (+2) e il Sud e Isole (0). Valori che tornano a divaricarsi sensibilmente nel confronto tra grandi e piccoli: nella fascia oltre i 20 dipendenti, tutte le aree dimostrano un deciso ottimismo, con il valore maggiore del saldo (+35 punti) fatto segnare dal Centro. Al di sotto dei 20 dipendenti, il quadro si rovescia e in tutte le aree si registrano saldi negativi, con il più elevato (-12) tra gli imprenditori del Nord-Est. A livello settoriale, nel complesso delle imprese le attese più positive si riscontrano tra gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+21 punti il saldo). Filtrando le aspettative con la lente della dimensione d’impresa, invece, è nel settore del commercio al dettaglio di prodotti alimentari che si manifestano le distanze maggiori: +61 il saldo per le imprese oltre 20 dipendenti, -17 quello per le imprese al di sotto di tale soglia.
SERVIZI
Più equilibrate, e tutte in campo positivo, appaiono infine le attese degli imprenditori dei servizi. Nel complesso, le aspettative sull’andamento del volume d’affari del trimestre estivo si attestano a +7 punti percentuali (suddivisi tra +6 nella fascia al di sotto dei 50 dipendenti e +9 in quella oltre tale limite). A credere in un trimestre in forte ripresa sono, questa volta, gli imprenditori del Mezzogiorno (+19 il saldo complessivo che sale a +28 tra le imprese con meno di 50 dipendenti), seguiti da quelli del Nord-Est (+10).
Tra i settori, l’agglomerato che segnala attese più positive (+16) è quello degli ‘altri servizi’ (servizi per l’ambiente, immobiliari, finanziari, noleggio, vigilanza). Bene anche i servizi alle persone (+10), di trasporto e logistica e informatica e telecomunicazioni (entrambi a +8) e segnali positivi, infine, anche dal turismo (+4 in media e addirittura +18 nella fascia over 50). Unico settore a presentare attese negative (-16 punti nel complesso) quello dei servizi di mensa e bar, legato alla chiusura stagionale di uffici e attività produttive.