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studi » Movimentazione delle Imprese in provincia di Pistoia anno 2011

  • DATA:
    07-02-2012
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    07-02-2012
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L’imprenditoria Pistoiese mantiene nel 2011 un andamento positivo per quanto riguarda la natalità di impresa, anche se più lento rispetto al 2010: nuove forze entrano nel mercato, ma continuano ad essere troppo poche. Il saldo tra le nuove iscrizioni e le cessazioni nell’anno appena trascorso è di 113 unità, con un tasso di crescita pari a +0,3%.
Se, rispetto al 2010, il dato certifica un rallentamento della vitalità del sistema (+0,3% contro un +0,4%), si può comunque dire che il saldo 2011 è nettamente migliore alla media del biennio 2008/2009, quando la crescita media era stata negativa.
 
Il tasso di natalità con 2.193 nuove iscritte è stato pari a 6,5%, mentre quello di mortalità con 2.080 cessazioni (non d’ufficio) è stato di +6,2%.
Alla diminuzione del tasso di crescita del 2011 rispetto a quello del 2010 ha contribuito l’andamento riscontrato nell’ultimo trimestre.
A fronte di 416 nuove imprese iscritte, con un calo pari a -23,1% riscontrato sullo stesso trimestre del 2010, sono avvenute 431 cessazioni, anch’esse diminuite rispetto al 4° trim. 2010, ma in misura inferiore rispetto alle iscrizioni (-12%). Il saldo fra di esse è stato negativo di 15 unità.

L’andamento settoriale annuo del tasso di crescita mostra un andamento negativo in molti settori.
In agricoltura il tasso è di -2,1%, -2% nel settore delle costruzioni, -1,5% nel commercio, -1,4% per i settori legati al turismo, -1,9% nel settore dei trasporti.
All’interno del manifatturiero il cui tasso totale di crescita è di -1%, ci sono comunque comparti in cui la crescita è stata positiva: l’industria dell’abbigliamento +0,6%, l’industria delle materie plastiche +1,3%, l’industria elettronica (+2,3%) e l’industria della produzione di apparecchiature elettriche (+3,6%). Nei servizi è positivo il tasso di crescita delle attività legate ai servizi di informazione e comunicazione (+2,5%) e alle attività professionali (+1,3%)
Ancora una volta il comparto che soffre di più è quello artigiano:
L’andamento del totale dei settori è negativo e pari a -1,4 %, con il settore delle costruzioni che contribuisce maggiormente al risultato con una contrazione del numero di imprese pari a 146 unità.
Negativo anche il tasso di crescita manifatturiero (-0,1%) anche se nella sua disaggregazione mostra un andamento positivo in molti settori:
Alimentare (+3,4%)
Stampa (+9,1%)
Carta (+5,3%)
Materie plastiche (+9,7%)
Fabbricazione apparecchiature elettriche (+21,7%)
Positivi anche alcuni andamenti nel comparto artigiano dei servizi:
produzione di software (+15,4%)
servizi d’informazione  (+12,5%)

La scomposizione del dato per natura giuridica vede ancora in aumento le società di capitale +2,2%, grazie alla crescita delle società a responsabilità limitata con socio unico (+1,7%), e delle società a responsabilità limitata (+2,4%) e all’andamento stazionario delle società per azioni.
In diminuzione il dato delle società di persone (-1,1%), in aumento, invece, le altre forme (+3,4%).
Diminuiscono le imprese individuali (–0,3%).

La disaggregazione territoriale del dato, nei Comuni della Provincia, mostra valori negativi per il quadrante montano (-1,6%) con Abetone che riporta un -1,2%, Cutigliano -2,6%, Marliana -1,1%, Piteglio -2,9% e San Marcello -1,8%.
Positivi invece i tassi dei quadranti metropolitano (+0,4%) e della Valdinievole (+0,5%).
Il comune Capoluogo ha una crescita di +0,1%.
Il confronto con le altre realtà territoriali della Toscana penalizza ancora una volta la nostra provincia  che si attesta al penultimo posto nel tasso di crescita seguita solo da Siena (+0,1%). Il tasso medio regionale è pari a 1,0%, con valori che oscillano dal +1,7% di Massa Carrara al +1,6% di Prato e al 1,5% di Livorno e Pisa.  Grosseto esprime l’ 1,2%, Firenze l’1,1%, Arezzo lo 0,9% e Lucca lo 0,6%.

Da precisare che nell’analisi del comportamento delle imprese nel corso dell’anno, il dato delle cessate è riferito alle “vere” cessate nel periodo considerato, escludendo le cessazioni d’ufficio operate in forma amministrativa sulle imprese non più esistenti da tempo.
L’indicatore che otteniamo consente di misurare il dinamismo del sistema imprenditoriale.
Invece il numero delle imprese registrate e attive al 31.12.2011 è il risultato del valore dell’anno precedente con l’aggiunta delle nuove iscrizioni e la decurtazione di tutte le cessazioni, comprese quindi le cessazioni di ufficio, per cui, mettendo a confronto gli aggregati totali in diversi momenti, il confronto fra i dati a fine periodo fornisce valori che possono apparire in contrasto con i precedenti.

Fatta questa considerazione, vediamo quindi come al 31.12.2011 il numero delle imprese registrate in provincia di Pistoia è risultato pari a 33.468 con una diminuzione di 0,7% rispetto al valore di fine 2010 (anche se il tasso di crescita del periodo è di +0,3%).
Le imprese attive risultano 29.303. Di queste 10.511 sono le artigiane.
Il 22,8% del totale imprese registrate sono imprese femminili e risultano aumentate rispetto al 2010 di 1 punto percentuale.
L’11,4% è rappresentato da imprese giovanili, in cui la maggioranza della partecipazione è composta da persone sotto i 35 anni; queste purtroppo, se rapportate al 31.12.2010, hanno riportato una pesante diminuzione pari a - 5,8%.
Un’altra componente importante è costituita dalle imprese straniere che nella nostra provincia si concentrano soprattutto nel settore dell’edilizia e in agricoltura; esse costituiscono l’ 8,9% del totale imprese e risultano in aumento del 3,3% rispetto alla fine dell’anno precedente.

Tutto il materiale è consultabile sul sito camerale all’indirizzo: www.pt.camcom.it

Camera di Commercio di Pistoia, Ufficio Studi e statistica - tel 0573 – 991435/60, Fax 0573 – 991472, e-mail: statistica@pt.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Pistoia

  
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