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approfondimenti » Guida e-commerce

  • DATA:
    02-02-2007
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    19-04-2007
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Il commercio elettronico o e-commerce consiste nella compravendita, nel marketing e nella fornitura di prodotti o servizi attraverso computer collegati in rete. Questa in realtà è solo una parte del commercio elettronico, che comprende un insieme di transazioni e procedure rivolte ad un nuovo modo di fare business. Certamente Internet sta portando dei cambiamenti radicali, dato che stando seduti davanti ad un computer si possono incontrare potenziali acquirenti che risiedono dall'altra parte del globo. Nella sua accezione più sommaria il commercio elettronico è il risultato di un insieme di transazioni commerciali svolte attraverso un processo telematico, ma il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato lo definisce in questo modo:
«L'E-commerce […] consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l'effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione».
Il commercio elettronico è una realtà sempre più importante ed è destinato a crescere enormemente. Molteplici sono i vantaggi derivanti da questo nuovo modo di fare business, sia per i venditori che per gli acquirenti. Chiaramente le imprese sono interessate a qualsiasi cosa faccia aumentare il profitto. Un'attività di e-commerce, se intrapresa nel modo giusto, può portare a questo obiettivo agendo su diversi fattori: per prima cosa l'e-commerce abbatte qualsiasi barriera geografica, il mercato della rete è un mercato globale, per cui è possibile raggiungere e acquisire nuovi clienti ovunque essi si trovino; le barriere all'entrata sono veramente basse, dato che i costi derivanti dall'avviamento di un'attività on-line sono notevolmente più bassi rispetto ad un'attività tradizionale.
Si è stimato che ad esempio l'apertura di una banca sul Web costa circa 200 volte meno che una banca tradizionale; si riducono i costi relativi alla gestione delle richieste di offerta, alla fornitura dei prezzi dei prodotti e alla determinazione della disponibilità di magazzino; vendendo sulla rete, un'altra categoria di costi diminuisce, dato che si ha la possibilità di raggiungere i propri clienti senza l'impiego di intermediari. Altro vantaggio che ne deriva è la possibilità di conoscere direttamente i propri clienti. I punti visti precedentemente, producono un aumento nei margini di profitto.
Per i consumatori invece:
con Internet riescono accedere ad un numero illimitato di informazioni commerciali, servizi e prodotti. Seduti davanti al computer è possibile confrontare le offerte di tutti i venditori, arrivando così ad ottenere ciò che meglio soddisfa le proprie esigenze al prezzo più vantaggioso. Nel commercio tradizionale una ricerca simile comporta un notevole dispendio di tempo, così che solitamente si effettua la scelta più conveniente tra quelle a portata di mano; si ha una rapida risposta alla necessità; il commercio elettronico può produrre un mercato più competitivo e una maggiore offerta;  dal fatto che le aziende riescano a tagliare i propri costi, può conseguire soprattutto una diminuzione dei prezzi dei beni e servizi venduti; il consumatore può assumere maggior potere contrattuale, ciò porterebbe una ulteriore diminuzione dei prezzi.
Le tipologie di e-commerce. In base al fatto che la transazione coinvolga aziende piuttosto che singoli individui, si possono distinguere quattro forme di commercio elettronico: businness to businness, businness to consumer, consumer to consumer e consumer to businness.

Business-to-business (B2B): il primo ad essere nato, riguarda transazioni commerciale tra aziende, quindi non interessa il consumatore finale di beni e servizi e rappresenta il più grande volume d'affari.

Business-to-consumer (B2C): è il modello più noto di commercio elettronico e riguarda l'acquisto di beni e servizi da parte del consumatore finale. La sua espansione ha coinciso con la capillare diffusione di Internet negli uffici, nelle case e nelle scuole. Se da un lato questo nuovo media ha permesso ad aziende di tutto il mondo di entrare in contatto con consumatori altrimenti difficilmente raggiungibili, dall'altro, per i consumatori stessi, si è aperta la possibilità di avere accesso ad una offerta eccezionalmente ampia di prodotti, stando comodamente seduti davanti al proprio computer.

Consumer-to-consumer (C2C): questa è una forma più recente di commercio elettronico e sta diventando sempre più popolare grazie all'attivazione di numerosi siti che gestiscono aste on-line. In questo caso il sito gestisce l'ambiente in cui gli utenti interagiscono e gli importi delle transazioni sono piuttosto contenuti, dato che di solito si scambia un solo articolo per volta. Le modalità di regolazione della transazione sono stabilite dal venditore e dall'acquirente. Un esempio per tutti: il sito di e-bay.

Consumer-to-business (C2B): nato solo recentemente, in questo tipo di commercio elettronico  i consumatori stabiliscono il prezzo che sono disposti a pagare per un prodotto o servizio e allo stesso tempo le aziende possono accettare o rifiutare l'offerta. Si tratta del processo inverso rispetto al B2C, in cui sono le aziende a stabilire i prezzi dei propri prodotti e servizi ai clienti. La web economy, dunque, offre opportunità di crescita. L’attuale struttura del mercato on line è destinata a cambiare. Infatti, dopo una fase iniziale di grande euforia, è possibile immaginare che ne seguirà una di assestamento. Ecco che il mercato elettronico, pur mantenendo la sua intrinseca natura di mercato globale, si diversificherà, avvantaggiando così quelle imprese che sapranno valorizzare le loro specificità, flessibilità e rapidità decisionale. Proprio questi sono i tratti tipici delle PMI italiane, che troveranno, quindi, in un mercato virtuale diversificato il terreno a loro più congeniale.  Se a questo si aggiunge che le PMI rappresentano la struttura portante dell’economia italiana, si comprende come la web economy rappresenti una sfida avvincente per l’economia nazionale. Una sfida che, però, deve vedere in prima linea l’intero sistema camerale e in particolare ogni singola Camera. È proprio l’Ente camerale, con il suo intreccio di globale e locale, l’Istituzione che meglio di ogni altra può supportare le imprese in questa sfida entusiasmante. Ciascuna Camera, infatti, promuove lo sviluppo di imprese che, pur essendo radicate nel proprio territorio, hanno come orizzonte il mercato globale. Inoltre, con riferimento alla tutela dei consumatori, che rappresenta uno dei problemi più spinosi connessi all’e-commerce, le Camere di commercio possono assolvere pienamente al loro compito di garante del mercato; di Istituzione dove sono rappresentati tutti gli interessi degli attori del mercato e, quindi, anche quelli dei consumatori. L’azione delle Camere di commercio deve essere rivolta alle imprese, con un’attività che partendo dalle prime fasi di acculturamento giunga fino a quelle di sperimentazione concreta. Ma gli Enti camerali devono coinvolgere anche altre Istituzioni, facendo in modo che la Pubblica Amministrazione rappresenti un sostegno per le imprese e segua i tempi dettati dalla web economy.
Una corretta analisi del fenomeno dell’e-business deve invece essere finalizzata a verificare come tale strumento possa innalzare la competitività delle imprese italiane, e delle PMI in particolare, creando i presupposti affinché esse non risultino perdenti nel processo di trasformazione dei mercati, cui si sta assistendo.
Per la normativa di riferimento è importante segnalare l'esistenza di Businesslex.net, progetto co-finanziato dalla Commissione europea per la creazione di un portale di informazione legale su tutti gli aspetti dell’e-business dedicato alle imprese europee, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Il portale offre un’ampia serie di strumenti di informazione che sono stati realizzati unendo l´esperienza della rete degli Euro Info Centre nel quotidiano lavoro con le imprese con le competenze di un selezionato gruppo di giuristi specializzati.
Ebusinesslex.net è stato realizzato da un gruppo di Euro Info Centre, compreso quello della Camera di Commercio di Torino, operanti in tutti i Paesi dell’Unione europea e in Norvegia. In particolare, su Ebusinesslex.net è disponibile un sistema esperto che consente – rispondendo ad una serie di quesiti personalizzati – di sapere cosa si deve fare per operare nel campo del “business to business” o “business to consumer” nei vari paesi dell’Unione Europea. Sono inoltre disponibili articoli e focus informativi su aspetti di particolare attualità (per esempio la firma elettronica, i contratti on-line, i pagamenti on-line, ecc.) e una sezione con i riferimenti dei principali provvedimenti normativi degli Stati membri in materia di e-business.
Il portale è accessibile all’indirizzo internet www.ebusinesslex.net ma attualmente è in fase di aggiornamento.
Ufficio Politiche Comunitarie e Eurosportello
Fonte: Redazione Camera di commercio
Guida al commercio elettronico ed alle transazioni on line

  
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