Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato il decreto legislativo che dà il via al rafforzamento delle funzioni del sistema camerale per supportare la competitività del tessuto imprenditoriale. Ne parla il Presidente della Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola, Tarcisio Ruschetti, per aiutarci a comprendere l’impatto di questa riforma sullo sviluppo economico del territorio.
La nuova normativa delle Camere di Commercio contribuisce all’ammodernamento del nostro Paese?
Certamente. La nuova disciplina permette di fare un salto di qualità a tutto il sistema delle imprese e al nostro Paese riconoscendo la giusta collocazione del Sistema camerale nel contesto istituzionale italiano. Infatti con questa riforma si tende ad un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle Camere di Commercio per sostenere lo sviluppo produttivo. Così milioni di imprese potranno trovare negli enti camerali degli alleati ancora più autorevoli e utili per affrontare con successo un mercato globale sempre più competitivo, grazie ad un assetto normativo più moderno ed efficace ed adeguato alle loro esigenze.
Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma?
Tra le molte novità introdotte, prima fra tutte certamente il riconoscimento alle Camere di Commercio della natura di autonomie funzionali.. Gli enti camerali infatti costituiscono il luogo naturale attraverso cui le imprese si auto-regolano e si auto-organizzano. Aver responsabilizzato e rafforzato le imprese proprio nella loro dimensione istituzionale, le Camere di Commercio per l’appunto, è quindi un segno di grande maturità. Valorizza la libera iniziativa, espressione della dignità dell’uomo dell’arte di intraprendere. Sul piano giuridico inoltre viene definito per la prima volta il concetto di “sistema camerale”, di cui fanno parte non solo le Camere di Commercio, le Unioni regionali, l’Unioncamere nazionale e le strutture di sistema, ma anche le Camere di Commercio italiane all’estero e quelle estere in Italia. Si favorisce in tal modo il dialogo tra i diversi livelli di governo del territorio e gli interlocutori rappresentativi delle specifiche comunità di imprese. Anche in quest’ottica vengono potenziati i ruoli delle Unioni regionali e di Unioncamere nazionale. L’estensione al mondo delle professioni nella partecipazione ai consigli camerali, poi, rafforza la governante delle Camere di Commercio. Per favorire l’attuazione di una politica di efficienza e contenimento dei costi si introduce, inoltre, il “Patto di stabilità” per il sistema camerale e si prevede che le Camere più piccole debbano accorpare alcuni servizi. Quanto alle competenze degli enti camerali, si fortificano tre importanti aree: internazionalizzazione e promozione all’estero; semplificazione amministrativa attraverso la telematica; promozione dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
In questi anni le Camere si sono contraddistinte per il “fare” e il “realizzare”, uno sforzo che ha trovato oggi il giusto riconoscimento
E’ vero, il sistema camerale con il suo operato si è affermato nel tempo quale legame insostituibile tra stato e mercato, malgrado un apparato normativo ormai antiquato. Ora, attraverso questa riforma, le Camere di Commercio, rafforzate, hanno una marcia in più per meglio rispondere alle aspettative del mondo imprenditoriale, delle professioni e di tutta la pubblica amministrazione.