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interviste » A colloquio con Augusto Strianese, nuovo Presidente di Assocamerestero

  • DATA:
    18-11-2009
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Nel corso dell’ultima Convention delle Camere di Commercio italiane all’estero, tenutasi lo scorso ottobre a Salerno, Augusto Strianese, già alla guida della Camera di Commercio di Salerno, è stato eletto presidente di Assocamerestero, l’Associazione che raggruppa le CCIE. Nell’intervista il neo presidente illustra un bilancio dell’ultima Convention Mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero e traccia le linee guida del suo programma di lavoro.

Presidente Strianese, a pochi giorni dalla conclusione della 18ma Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), che bilancio possiamo trarre dell’evento?
A distanza di sette anni, le 74 CCIE sono tornate a Salerno per la loro Convention annuale e hanno trovato una realtà produttiva fortemente motivata ad intensificare non solo le relazioni commerciali, ma anche partnership e collaborazioni più strutturate con le controparti estere. Basti pensare che nel 2002 erano 150 le imprese della provincia di Salerno che esportavano, oggi sono 1.500. Un buon risultato, ma ancora insufficiente: la minore apertura internazionale rispetto ad altre aree del Paese, che comunque permane come elemento di criticità per il Mezzogiorno nel suo complesso, rischia di compromettere il percorso di crescita in termini di competitività, per cui serve un’ulteriore accelerazione. Risultato principale di questa Convention – che ha sviluppato il tema “Made in Italy e territori oltre la crisi: nuovi mercati e alleanze concrete” – è stato quello di riuscire a coniugare la definizione di politiche più rispondenti alle esigenze del territorio da parte degli enti di promozione con il sostegno ai processi di rilancio delle aree del Sud.

Ritiene che le imprese del Suo territorio abbiano vissuto questo evento come un’opportunità di ulteriori contatti con il mercato estero?
La Convention è nata proprio per questo: per offrire alle imprese di Salerno e del territorio campano in generale la possibilità di verificare le proprie strategie di mercato e la tenuta dei prodotti offerti attraverso incontri a diverso livello: tra i 112 buyers provenienti dai Paesi euro-mediterranei e i produttori italiani, nei BtoB con i 46 consorzi export e infine negli oltre 1.200 incontri avvenuti tra 200 operatori economici locali e i delegati esteri delle CCIE. Tutto questo – che non ha precedenti nelle altre edizioni della Convention – per soddisfare la sempre più stringente necessità delle imprese della mia Regione di fare business individuando sempre nuovi segmenti di mercato all’estero.

Questa Convention rappresenta per Lei un momento importante anche perché ha portato alla Sua elezione alla guida di Assocamerestero.
Effettivamente, la Presidenza di Assocamerestero è per me un onore ma anche una sfida, che raccolgo dalle mani di Edoardo Pollastri, mio predecessore e uomo con grande esperienza di territori esteri, maturata come Presidente della CCI italo-brasiliana di San Paolo. Il programma di lavoro, che mi accingo a definire e condividere nel nuovo Consiglio e con tutti i colleghi delle CCIE, punterà ad individuare nuovi spazi di collaborazione tra le realtà italiane, istituzionali e imprenditoriali, e  la rete camerale italiana all’estero, affinchè si affermi sempre meglio il vantaggio competitivo che questa rete può dare al sistema Italia. Naturalmente contiamo sull’appoggio di Unioncamere e del sistema camerale italiano, perché riteniamo che la principale carta da giocare che abbiamo noi Camere sia proprio quella della prossimità alle imprese e del radicamento sul territorio, in Italia e all’estero. Insieme possiamo costituire quei caselli di entrata e uscita delle imprese italiane sui mercati esteri di cui si parla ormai da molti anni.

Ritiene che la rete delle CCIE sia cambiata in questi anni?
Diciamo che si è evoluta e che riesce sempre più ad anticipare le trasformazioni del mercato facendo crescere anche la qualità dei propri servizi e della propria presenza all’estero. E’ cresciuta anche la classe dirigente di questi Organismi. Il sistema delle CCIE ha dimostrato negli anni di saper accompagnare gli imprenditori e sostenerli nel difficile processo di riorganizzazione e innovazione non solo delle produzioni, ma anche delle modalità di presenza all’estero. Solo nel 2008, a fronte di circa 2.000 attività realizzate, le Camere hanno attivato contatti di business con circa 52.000 aziende attraverso l’organizzazione di missioni commerciali, incontri BtoB, partecipazione a fiere, e hanno fornito assistenza personalizzata a circa 84.000 imprese. Questi risultati sono anche il frutto della strettissima collaborazione che c’è con il Ministero dello Sviluppo Economico, che fino ad oggi ci ha consentito di crescere aiutando le Camere a realizzare progetti utili e innovativi.

Quali sono dunque le sfide che aspettano il sistema camerale italiano all’estero nell’immediato futuro?
Il riconoscimento dell’importante ruolo svolto dalle CCIE  è stato sancito anche da alcuni importantissimi risultati sotto il profilo istituzionale, ottenuti anche grazie al costante lavoro di Assocamerestero. Tra questi, la legge 56 del 2005, che riconosce, nel Sistema delle CCIE, il terzo soggetto, dopo ICE ed ENIT, a sostegno dell’internazionalizzazione delle nostre imprese sui mercati esteri. La recente Legge 99/2009, la cosiddetta “Legge Sviluppo”, che inserisce le CCIE tra i soggetti della promozione coinvolti nel riassetto organizzativo degli enti operanti a sostegno delle PMI all'estero. Infine, l’ultimo Accordo di Programma con il Ministero dello Sviluppo Economico – siglato proprio in occasione della Convention – che intende rilanciare, nell’ottica di una maggiore sussidiarietà tra i soggetti della promotion, lo sviluppo di azioni raccordate, che valorizzino i singoli contributi nel rispetto delle caratteristiche di ognuno ed evitando la dispersione e duplicazione degli interventi.
La Convention di Salerno ha rappresentato, quindi, un ulteriore passo in avanti compiuto dalle CCIE, che diventano sempre più avamposti dell’italianità nel mondo.


Fonte: Assocamerestero

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