studi » Primo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia
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Visite:10356Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Il rapporto è stato presentato il 25 febbraio 2008 a Milano, in occasione del convegno “Lo sviluppo degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie: una risorsa per la giustizia civile”, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, attraverso la sua azienda speciale Camera arbitrale, e da ISDACI - Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale. I dati del rapporto I numeri della giustizia alternativa. Nel biennio 2005-2006 le domande pervenute alle sedi di risoluzione delle controversie alternative (conciliazione, arbitrato e Online Dispute Resolution) sono state 34.603 mentre i procedimenti di giustizia alternativa nel settore civile e commerciale hanno sfiorato i 50mila (48.686). Il 47,3% delle domande e il 13,2% dei procedimenti sono state portate davanti alle Camere di commercio che costituiscono dunque la sede di giustizia alternativa più utilizzata. Nella quasi totalità dei casi (il 99,8%) le controversie coinvolgono parti di nazionalità italiana. Gli arbitrati. Le domande di arbitrato amministrato fuori dal sistema delle Camere di commercio sono state nel biennio 2005-06 175, mentre i procedimenti sono arrivati a 226. Tra gli enti arbitrali, sempre al di fuori del sistema delle Camere di commercio, i più attivi sono le cosiddette camere merceologiche e quelle settoriali (del caffè, del grano, le camere immobiliari) con oltre il 90% degli arbitrati gestiti. Dispute sui domini online. I centri di Online Dispute Resolution sono centri privati che si occupano della risoluzione delle controversie sui nomi a dominio internet (chi debba essere il legittimo proprietario di un dominio .it). Complessivamente i procedimenti di riassegnazione dei nomi a dominio sono stati 72 nel biennio considerato, in crescita del 40% tra 2005 e 2006. La durata media dei procedimenti di rassegnazione è di 35 giorni per un valore medio di 1.500 euro. La conciliazione. Nel biennio 2005-2006, escludendo le Camere di commercio, ci sono state 17.991 domande di conciliazione (pari al 98,6% del numero complessivo di domande di giustizia alternativa) e quasi 42 mila procedimenti (pari al 99,3% del numero complessivo di procedimenti). Tra le singole voci della conciliazione, per quanto riguarda le domande a fare la parte del leone sono le conciliazioni del settore delle telecomunicazioni (svolte presso i Corecom) con 16.521 domande, seguite dalle conciliazioni paritetiche (svolte presso i Centri di Conciliazione Paritetica) con 675 domande, dalle conciliazioni gestite dalle associazioni di consumatori (669 domande) e da quelle amministrate (126) che riguardano controversie tra imprese per materie tipiche del settore commerciale. Per quanto riguarda i procedimenti, invece, il numero maggiore nel biennio si è indirizzato presso la conciliazione paritetica (oltre 27 mila procedimenti: in particolare legate alle controversie su tematiche finanziarie), seguiti dalle conciliazioni del settore delle telecomunicazioni presso i Corecom (13.173), da quelle gestite dalle associazioni di consumatori (1.650) e infine da quelle amministrate (99). Chi ricorre alla giustizia alternativa. Nel 97% dei casi nel 2005 e nel 95,3% dei casi nel 2006, le tipologie di controversie hanno visto coinvolti un consumatore e una impresa. Seguono le controversie tra impresa e associazioni di consumatori (1,6% del totale nel 2006: 185), quelle tra cittadino e amministrazione (1,1%: 134), tra impresa e impresa (0,9%: 102), tra impresa e privato (0,4%) e infine tra impresa e professionisti (0,2%). Nel 93% dei casi (e nel 98,7% dei casi nel 2005) sono i consumatori la parte che attiva la procedura, nel 2,7% sono i professionisti, nell’1,6% sono le associazioni di consumatori e infine nell’1,4% sono le società di capitali. Se però distinguiamo tra arbitrato e conciliazione, possiamo osservare come l’arbitrato si svolga prevalentemente tra imprese (quasi 1 controversia su 2 è tra due imprese), mentre la conciliazione tra consumatori e imprese (nel 98,2% dei casi). Oggetto delle controversie. Per quanto riguarda le materie oggetto delle controversie della giustizia alternativa, la maggior parte è costituita dalle telecomunicazioni (il 17,9% nel 2005 e il 50,2% nel 2006) assieme al credito e servizi finanziari (il 79,2% nel 2005 e il 25,8% nel 2006) e ai servizi in generale (18,3% nel 2006). Tra le altre materie che danno luogo a contenzioso ci sono anche le assicurazioni (1,61% nel 2006), immobiliare (0,9%), commercio (0,5%), trasporti (0,45%), ma anche collaborazioni e consulenze (0,1%), appalti (0,08%), turismo (0,15%), rapporti con i professionisti (0,12%). Il valore, i tempi e i costi. Nel corso del 2005 il valore medio delle controversie è stato pari a poco più di 2,5 milioni di euro, mentre la durata media è stata di 94 giorni. Nel 2006 il valore medio è sceso a 983 mila euro, mentre la durata media è stata di 96 giorni. Se però non consideriamo gli arbitrati e ci concentriamo solo sulle conciliazioni, ci si attesta su valori decisamente più bassi: in media 7.800 euro, che scendono a 300-500 euro se consideriamo le conciliazioni non legate alle controversie finanziarie. Anche la durata media è diversa tra arbitrato e conciliazione: l’arbitrato è un procedimento più complesso e articolato che dura in media circa 6 mesi, mentre per le conciliazioni si scende a 60 giorni. Per quanto riguarda i costi, nel caso delle conciliazioni il servizio è perlopiù gratuito, grazie alla sovvenzione o dell’impresa che lo offre, come nel caso della conciliazione paritetica, o a contributi delle regioni insieme all’Autorità delle Telecomunicazioni, per i Corecom, o di altri contributi statali nel caso delle conciliazioni presso le associazioni di consumatori. Le Camere di commercio. Nel settore dell’arbitrato la rete delle Camere di commercio è costituita da 69 Camere Arbitrali, 4 Aziende Speciali e 16 forme di associazioni con altre Camere Arbitrali oppure con le categorie e gli ordini professionali. In 10 anni (1997-2006) sono stati amministrati complessivamente 2.704 arbitrati (il 78,4% relativi a rapporti tra imprese e il 23,6% per rapporti tra imprese e consumatori). Nel solo 2006 ci sono stati 421 procedimenti arbitrali gestiti dalle Camere di commercio (il valore più elevato in assoluto in 10 anni: +4,2% rispetto al 2005). Il valore medio delle domande di arbitrato si assesta sui 424 mila euro. Per quanto riguarda invece le conciliazioni, le domande nel 2006 sono state 9.236 (+21% rispetto al 2005), mentre le domande che si sono trasformate in procedimenti a seguito dell’adesione della parte convenuta sono state un terzo (il 34,4% del totale). Sempre nel decennio 1997-2006 sono state gestite complessivamente quasi 26 mila domande di conciliazione (il 22% relativo a controversie tra imprese e il 78% per controversie in materia di consumo). Il valore medio delle domande di conciliazione è risultato di 17.500 euro mentre la durata media dei procedimenti è stata di 59 giorni. La Camera Arbitrale di Milano. La Camera Arbitrale di Milano è l’azienda speciale della Camera di Commercio di Milano che si occupa di giustizia alternativa. E’ la punta avanzata del sistema delle Camere di commercio sul fronte della giustizia alternativa e il centro italiano più conosciuto, anche a livello internazionale. Nel 2006 sono state 102 le domande di arbitrato ricevute (+3% rispetto al 2005), di cui ben il 20% presentavano una controversia di natura internazionale. Nel 70% dei casi sono le società di capitali ad essere coinvolte nelle controversie, seguite dalle persone fisiche (oltre il 20%). La materia industriale, insieme alla societaria e agli appalti sono tra le materie più frequentemente oggetto di arbitrato. Il valore medio degli arbitrati è di 11 milioni di euro, con una durata media di 351 giorni. Per quanto riguarda le domande di conciliazione, nel 2006 sono state 320 (+22%). Nel 32% dei casi c’è il coinvolgimento di una impresa e un consumatore, nel 68% di due aziende. La durata media delle procedure è di 34 giorni, mentre il valore delle controversie è sui 128 mila euro in media. Solo nel 5% dei casi le parti si alzano dal tavolo della conciliazione senza aver risolto la controversia che le separa. Dal 2005 è attivo anche l’Italy-China Business Mediation Centre (Centro di conciliazione commerciale italo-cinese) che nel 2006 ha visto triplicare il numero di domande depositate (15: in particolare relative al mancato pagamento di merci e forniture) e raddoppiato il valore medio delle stesse (110 mila euro). Infine è attivo dal 2002 un servizio di risoluzione telematica delle liti, Risolvionline, che ha registrato nel 2006 un incremento del numero di domande depositate (+35%), prevalentemente da parte di consumatori, e in relazione a controversie nate dall’e-commerce, dal turismo online e dalle aste online. Camera di commercio di Milano, Ufficio stampa, 02 85155224/5288, e-mail: ufficio.stampa@mi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Milano adempimentiservizi
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