Il progetto di rivitalizzazione dei centri storici e delle aree urbane è uno dei punti fondamentali del programma dell'Indis – Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi. Sulla riqualificazione dei centri storici, e su altri argomenti relativi al programma di attività dell’Indis per il 2008, abbiamo rivolto alcune domande al presidente dell’Istituto, Andrea Zanlari.
Quali sono le priorità del programma di attività dell’Indis per il 2008?
L’attività dell’Indis è sempre stata realizzata in coerenza con le linee strategiche dell’Unioncamere, coniugate, ovviamente, in relazione alle finalità dell’Istituto. Il programma di attività per il 2008 è quindi orientato in modo da dar corpo alle esigenze di sistema, seppur viste dal lato di un organismo specializzato. Per le tematiche di diretto interesse dell’Istituto non mancano, peraltro, delle occasioni di confronto, come il convegno annuale sul commercio e le altre sedi di riflessione con il sistema camerale, le regioni, i comuni ed il mondo associativo. Quanto alle priorità del 2008, abbiamo puntato l’attenzione su tre fronti principali. Il primo è quello dei prezzi e delle tariffe, sviluppato anche sulla base delle direzione di marcia del Governo che ha inteso trovare un sistema per verificare le spinte inflazionistiche. L’intervento dell’Istituto – e del suo “storico” Osservatorio dei prezzi attivo da più di vent’anni – è inquadrato in una attivazione dell’intero sistema camerale (Unioncamere, Centro Studi, Bmti, etc.), sia a livello centrale che territoriale. Il secondo tema è quello del monitoraggio legislativo. Grazie ad una rete di corrispondenti regionali, l’Indis continuerà l’attività di raccolta ed analisi della normativa regionale sul commercio, della quale fornire un quadro sia ai legislatori regionali sia a quanti sono interessati alla materia. In questa direzione, il più recente volume edito dall’Istituto (e realizzato con l’Ancd): il “Rapporto 2007 sulla legislazione commerciale”. Infine – e siamo al terzo fronte – l’avvio di una rinnovata attenzione al mondo dei servizi alle imprese. Anche in questo settore, l’Istituto aveva già sviluppato delle analisi che però, ora, vanno ricondotte al ruolo che i servizi hanno in una irreversibile terziarizzazione dell’economia che prescinde dall’appartenenza o meno a settori economici. In altre parole, la trasversalità dei servizi, riguarda sia l’industria, che l’agricoltura, che il commercio e, di conseguenza, molti dei capisaldi del passato vanno sottoposti ad una revisione critica.
Già da qualche anno l’Indis si occupa del progetto di rivitalizzazione dei centri storici e delle aree urbane. Quali interventi sono previsti per il nuovo anno nell’ambito di questo importante progetto?
Su questo argomento l’Indis già da qualche anno ha attivato un programma di lavoro costituendo, in collaborazione con l’Anci e con il coordinamento interregionale del commercio, un apposito Osservatorio per monitorare gli interventi per la riqualificazione dei centri storici e diffonderne poi le risultanze sul territorio nazionale. Gli interventi realizzati hanno riguardato diverse realtà quali Colle di Val d’Elsa, Taranto, Perugia ecc. in cui è stato verificato sul campo la possibilità di attuare alcuni modelli di intervento come la costituzione di centri commerciali naturali, associazioni di strada, ipotesi di marketing urbano e così via. Il lavoro è confluito in un Report che l’Indis pubblicherà nel corso di quest’anno, e che attualmente è scaricabile dal nostro sito internet . Il Report si pone come strumento per chiunque, soggetti pubblici e privati, voglia attingere informazioni utili ad avviare progetti qualificanti aree di interesse storico del proprio Comune. Per il futuro l’Istituto, quale naturale sviluppo del monitoraggio realizzato, prevede di attuare un sistema on line per l’individuazione e la predisposizione di progetti mirati a rivitalizzare il centro storico, passando così da una fruizione statica ad una fruizione dinamica dei progetti e dei loro strumenti per una maggiore diffusione. Questa metodologia consentirà di aggiornare in tempo reale le case history e consentirà a Regioni, Comuni e Camere di commercio di avere a disposizione uno strumento sempre aggiornato. Infine, il valore di questo nostro lavoro sarà evidente con l’accesso ai finanziamenti previsti dal Cipe che riguardano proprio l’assetto delle città.
Anche i distretti commerciali sono un altro dei punti chiave dell’attività dell’Istituto. Quali sono gli elementi che contraddistinguono un distretto commerciale rispetto ad un area commerciale? Esiste, in Italia, qualche esempio di distretto commerciale?
Il tema dei ”distretti del commercio e del tempo” – a nostro avviso – è uno degli architravi per ridisegnare l’economia di porzioni “qualificate” del territorio. E, per “territorio” s’intende l’insieme delle leve che possono rendere “diverso” un contesto da un altro. Non si parla solo di commercio, ma anche di artigianato, di turismo, insomma di quelle possibilità imprenditoriali che, interfacciandosi tra loro e con il sistema pubblico, recano vantaggi ai consumatori e, più in generale, a quanti si trovano su detto territorio. Il distretto, quindi, non sfrutta solo l’attrattività commerciale (si pensi, ad es., al valore dei servizi alla persona). Il primo esempio di “distretto commerciale”, quale espressione di interessi economici, di sviluppo e governo del territorio, nella logica sopra brevemente enunciata, si è avuto in Piemonte dove la Regione, grazie anche ad uno studio condotto dalla Camera di Commercio di Vercelli e dall’Indis, ha riconosciuto con legge la nascita di questi nuovi contesti, con riferimento a Vercelli e Novi Ligure. Per considerazioni più puntuali non posso che rinviare alla apposita pubblicazione dell’Istituto, a suo tempo inviata alle Camere di Commercio. Su questo tema si sta muovendo anche la Regione Lombardia per realizzare dei distretti del commercio a livello urbano. Si tratta di un altro modo di intendere il distretto, dandogli valenza interna ad un territorio comunale. Nel distretto al cui sviluppo concettuale ha contribuito l’Istituto, invece, l’ambito territoriale è sovracomunale, ambito in cui possono più agevolmente svilupparsi le energie tra le diverse componenti del tessuto economico e sociale. Non escludiamo – ovviamente – una possibile sinergia: nell’ambito del distretto sovracomunale possono ben trovare spazio anche distretti urbani nei comuni che partecipano alla governance sovracomunale.
Da molto tempo l’Istituto si occupa dell’Osservatorio prezzi Indis-Unioncamere. Considerando l’importanza dell’argomento, nel futuro sono previste iniziative per sviluppare queste attività?
Anche l’analisi dei prezzi e delle tariffe è uno dei filoni qualificanti l’attività dell’Istituto che da anni svolge, con successo, una costante ed articolata attività di ricerca e di informazione sul campo dei prezzi a beneficio di tutti gli operatori pubblici e privati che si occupano di questo argomento. Ultimamente – com’è noto – il Governo ha riacceso l’attenzione sul tema dei prezzi e delle tariffe. L’esempio è l’istituzione del Garante dei prezzi (giornalisticamente detto “Mr. Prezzi”) previsto dalla Legge finanziaria per il 2008. In detto provvedimento vi è un grande riconoscimento delle capacità delle Camere di Commercio che sono chiamate a contribuire ad una ampia operazione di monitoraggio e di analisi congiunturale su quanto accade sul territorio. In questa direzione l’Osservatorio prezzi Indis-Unioncamere, oltre alle indicazioni che emergeranno dalle riunioni, potrà sviluppare delle analisi di filiera a livello nazionale. Su queste possibilità l’Istituto ha già concretizzato positive esperienze, come le analisi sulle carni bovine e suine fresche e sui prodotti ittici freschi. Lo scorso anno ha poi affrontato il tema dei carburanti per autotrazione, indicando anche la via per un lavoro che possa essere condotto sia a livello “centrale” che su scala regionale (anche questo documento è presente sul sito internet dell’Istituto).