In occasione del II Congresso delle imprese al femminile, tenutosi il 30 e 31 maggio 2007 a Portonovo di Ancona, sono state poste alcune domande sulla situazione dell’impresa donna a Cristina Gorajsky, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Ancona.
Quali sono le caratteristiche sostanziali dell’imprenditoria femminile dei Paesi dell’Adriatico e dello Jonio?
Da alcuni anni si assiste, a diversi livelli istituzionali e privati, ad un rinnovato impegno di studio e conoscenza sullo stato attuale della dimensione sociale, ambientale, economica dell’area adriatico-jonica, per progettare meglio e a livello europeo interventi di sviluppo sostenibile.
L’imprenditoria femminile, crescente dappertutto, risente anche qui delle caratteristiche generali dei territori, presenta alcune analogie con le imprese donna italiane (difficoltà di accesso al credito e piccole dimensioni per intenderci) ma offre ai Comitati delle Camere di Commercio un ruolo significativo per contribuire al generale processo di diffusione e radicamento della cultura imprenditoriale fra le donne della new economy.
Cos’è la Rete delle imprese femminili Aic? Cos’è il tavolo dell’imprenditoria femminile e quale è il contributo del Comitato di Ancona?
La Rete è l’obiettivo dichiarato e attualmente perseguito del Tavolo dell’imprenditoria femminile che lavora all’interno del Forumaic (Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio), composto dalle rappresentanti dei Comitati camerali delle Regioni adriatiche italiane con le responsabili dei gruppi similari creati o ancora in sperimentazione presso le Camere dell’Economia dei Paesi della sponda orientale adriatica, dalla Slovenia alla Grecia.
Il Comitato camerale imprenditoria femminile di Ancona, cui è stata affidata la segreteria del Tavolo, ospita quest’anno - in collaborazione con i Comitati regionali delle Marche, Veneto e altri contributi dalle regioni Emilia Romagna, Puglia e Molise - il II Congresso delle imprenditrici dell’Adriatico e dello Jonio, a Portonovo, con la partecipazione di donne che svolgono anche ruoli importanti per lo sviluppo e promozione di progetti in materia di mobilità del lavoro femminile e networks (Eurochambres, Afaemme, parlamentari europei).
Come si può ulteriormente valorizzare la dimensione transnazionale dell’imprenditoria femminile?
Speriamo di concludere quest’anno il monitoraggio delle Aziende dei Paesi nella costa orientale e presentare, seguendo l’idea iniziale della Camera di Spalato, una proposta di vetrina virtuale per gli affari e i prodotti delle imprese femminili dell’Adriatico e dello Jonio, e inserirci al meglio nella Piattaforma europea e mediterranea, con tutte le altre componenti del grande progetto transnazionale di cui stiamo parlando.