studi » Forlì-Cesena - “I Numeri dell’economia 2010”
Confronti puntuali, sui singoli indicatori, con le altre province della regione consentono anche di valutare il posizionamento della provincia di Forlì-Cesena rispetto al contesto territoriale, regionale e nazionale. Distribuita gratuitamente in formato cartaceo, sarà a breve scaricabile dal sito camerale all’indirizzo: http://www.fc.camcom.it/studiestatistica/prodotti.htm La pubblicazione si inserisce nell’ambito dell’attività della Camera a favore della diffusione della conoscenza dei diversi processi che investono la vita della nostra comunità, offrendo gli strumenti per approfondirne gli aspetti e per programmare politiche adeguate. Il fascicolo contiene infatti una serie di schede tematiche utili a comporre un quadro sintetico della situazione strutturale del sistema socio-economico provinciale e dei settori produttivi. I “Numeri dell’economia” sono quindi uno strumento apprezzato sia da utenti non specializzati che da operatori economici e amministratori, contenendo informazioni interessanti relative a popolazione, ricchezza prodotta, struttura produttiva, occupazione, oltre a quelle sui principali comparti della provincia di Forlì-Cesena. Di seguito note sintetiche relative al posizionamento della provincia di Forlì-Cesena rispetto ad alcuni temi-chiave: Ricchezza. Il prodotto interno lordo pro capite fornisce una misura della ricchezza prodotta da un territorio, confrontabile con altri livelli territoriali. Il PIL pro capite di Forlì-Cesena nel 2010 (32.306 euro) è superiore a quello regionale e nazionale. La provincia dell’Emilia-Romagna con un PIL pro capite maggiore di quello di Forlì-Cesena, che si colloca al secondo posto, è quella di Bologna. Nella graduatoria delle province italiane per PIL pro capite, Forlì-Cesena si colloca al settimo posto, guadagnando 15 posizioni rispetto al 1995 e 4 rispetto al 2009. Bologna si colloca al quarto posto, stabile dal 1995. Con riferimento al 1995, le province di Forlì-Cesena, Ravenna, Piacenza e Rimini hanno guadagnato posizioni in termini di PIL pro capite; le province di Parma, Modena e Ferrara, invece, sono scese in classifica. Il reddito provinciale pro capite delle famiglie (20.988 euro nel 2009, ultimo dato disponibile in calo del 5% rispetto al 2008) è leggermente superiore a quello regionale e nettamente superiore a quello nazionale. Fra le altre province della regione, solo Bologna registra un valore maggiore di quello di Forlì-Cesena (in linea con i dati del PIL pro capite). La flessione dei redditi è stata generalizzata per tutte le province della regione, per l’Emilia Romagna (-4,8%) e per l’Italia (-3,2%). Il valore aggiunto della provincia di Forlì-Cesena risulta così ripartito: agricoltura (3,3% del totale), industria (30,7%) e servizi (66%). Dal confronto con i corrispondenti valori regionali appare più rilevante a livello provinciale il peso del settore agricolo (3,3% contro 2,1%), quello del settore industriale si attesta su un valore pressoché identico (30,7% contro 31%), così come il terziario (66% contro 66,9%). A livello nazionale risulta ancora più bassa l’incidenza dell’agricoltura (1,8%) e dell’industria (25,1%), mentre è più rilevante quella dei servizi (73,1%). Lavoro. Nella provincia di Forlì-Cesena il tasso di occupazione 2010 per la popolazione compresa fra 15 e 64 anni è pari al 72,5%, superiore sia a quello regionale (71,6%) che a quello nazionale (62,2%). I livelli occupazionali assumono valori diversi per genere: 80,8% per i maschi e 64,2% per le femmine. Il tasso di occupazione femminile provinciale risulta essere di poco inferiore rispetto a quello regionale (64,5%), ma largamente superiore al dato nazionale (51,1%). Il tasso di disoccupazione totale, pari a 6,2%, è più elevato di quello regionale (5,7%), ma decisamente inferiore a quello nazionale (8,4%). Anche il tasso di disoccupazione assume valori diversi tra i maschi (4,9%) e le femmine (7,9%); in relazione alla componente femminile i dati provinciali sono migliori di quelli nazionali (9,7%). La distribuzione degli addetti delle imprese attive della provincia, con riferimento ai principali settori di attività, risulta la seguente: il 7,89% è impiegato nell’agricoltura e nella pesca; il 26,42% nell’industria; l’11,83% nelle costruzioni; il 28,95% nel commercio e nel turismo; il restante 24,91% nei servizi e altre attività. Imprenditorialità e struttura produttiva. Analizzando il rapporto imprese ogni 1.000 abitanti si osserva che la nostra provincia continua a presentare un’elevata concentrazione di imprese (102,5), superiore sia al dato regionale (96,8) che a quello nazionale (87,1). Al 31/12/2010 le imprese registrate sono complessivamente 44.791, di cui 40.538 attive. Durante l’anno 2010 vi sono state 2.832 iscrizioni e 2.729 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), con un saldo positivo pari a 103 aziende. Il numero medio di addetti per impresa della provincia (incluse le imprese agricole) è di 3,78 unità; il corrispondente valore regionale è di 4,10 e quello nazionale è di 4,11: un dato che conferma la diffusa imprenditorialità nella nostra provincia e la significativa presenza di piccole aziende. Con esclusione dell’agricoltura (che comunque pesa per il 20,4% sul totale delle imprese attive), la struttura produttiva della provincia è principalmente caratterizzata da ditte individuali (in linea con il dato regionale e nazionale). L’incidenza delle società di capitali appare ridotta (17,4%, contro il 21,1% regionale e il 20,7% nazionale), mentre quella delle società di persone (25%) è in controtendenza rispetto agli altri aggregati territoriali. Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Ufficio Stampa, Paola Mettica - tel. 0543/713503; e-mail: ufficio.stampa@fc.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Forlì-Cesena territorioservizi
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