Il Presidente del parlamento Europeo, Hans–Gert Poettering, il 25 ottobre 2007, ha annunciato all'Aula che la maggioranza dei deputati del Parlamento europeo ha sottoscritto la dichiarazione scritta sul "Made in" che, pertanto, sarà iscritta al processo verbale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale diventando così posizione ufficiale dell'Assemblea.
L'Unione europea accorda la massima importanza alla trasparenza per i consumatori e nota che, a tal fine, «l'informazione sull'origine delle merci è un elemento fondamentale». Anche perché sta aumentando il numero di casi di «indicazioni fuorvianti e fraudolente» dell'origine delle merci importate nell'Unione europea, compromettendo potenzialmente la sicurezza dei consumatori. Il Parlamento osserva, inoltre, che alcuni dei principali partner commerciali dell'Unione europea, come gli Stati Uniti, il Giappone e il Canada, hanno già introdotto requisiti obbligatori in materia di marchio di origine. Attualmente, l'obbligo di indicazione dell'origine non esiste a livello europeo. Alcuni Paesi membri dell'UE hanno in vigore sistemi diversi, che tuttavia in un mercato unico come quello rappresentato dall'Unione hanno un impatto necessariamente limitato.
In particolare, il marchio è un’indicazione che accompagna una merce nel momento in cui questa entra nel territorio dell'Unione europea e viene immessa sul mercato interno. L'esistenza di un marchio di origine obbligatorio è particolarmente importante per alcune categorie di merci la cui associazione ad un luogo di produzione del mercato globale è suscettibile di rivelare al consumatore molto di più di un semplice dato geografico; si pensi a categorie come il tessile/abbigliamento, la gioielleria, la ceramica, la vetreria, l'arredamento.
L'idea di un marchio di origine obbligatorio su alcune categorie di merci importate da Paesi terzi ha la sua origine in una lunga riflessione portata avanti dall’industria in cooperazione con la Commissione europea. A seguito di una consultazione, a cui hanno partecipato tutte le categorie di attori interessati (industria, sindacati, consumatori e altre istituzioni pubbliche), la Commissione ha redatto una proposta di Regolamento, che ha in seguito presentato nel dicembre 2005 al Consiglio dell'Unione Europea.
In questa iniziativa è fondamentale il ruolo del Comitato italiano “Made in” che raggruppa sindacati, associazioni di categoria e di consumatori, così come il ruolo svolto in Europa dal Sistema camerale, Unioncamere Bruxelles, Assicor, ITF e dall’organizzazione Made In For Trasparency supportate dal lavoro diplomatico delle nostre ambasciate”.
I vantaggi nell'introduzione di un marchio di origine obbligatorio sono sostanzialmente di tre ordini:
- maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori e quindi scelte di acquisto maggiormente informate. Non si tratta, in particolare, di discriminare prodotti extra-UE rispetto a quelli prodotti internamente, ma solo di permettere ai consumatori di avere maggiori informazioni su ciò che acquistano e di introdurre un ulteriore elemento di tracciabilità sul mercato europeo;
- eliminazione dello svantaggio, in termini di commercio e soprattutto competitività, che l'UE soffre nei confronti delle sue principali controparti commerciali. Diversi settori europei devono apporre l'indicazione della provenienza delle merci che esportano in paesi come gli Stati Uniti o la Cina, senza che debba avvenire il contrario;
- un ostacolo in più al diffondersi preoccupante di etichette e altre indicazioni false e fraudolente sull’origine delle merci.