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approfondimenti » La VII Settimana della Conciliazione e il punto su dati e novità

  • DATA:
    18-10-2010
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    18-10-2010

Al via la 7^ Settimana Nazionale della Conciliazione: il punto sulle ultime novità e sugli ultimi dati disponibili

“Questo incontro rappresenta un’occasione estremamente importante: l’obbligatorietà della conciliazione in molte materie è destinata a far impennare la richiesta di mediazioni da parte di cittadini e imprese e occorre, quindi, assicurare la massima diffusione sul territorio nazionale di questi strumenti, garantendo al tempo stesso la qualità e l’omogeneità delle procedure e la formazione dei conciliatori”.

Lo ha dichiarato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, preannunciando la 7^ edizione della “Settimana Nazionale della Conciliazione delle Camere di Commercio”: l’appuntamento nazionale promosso da Unioncamere, aperto a soggetti istituzionali, associativi, economici e professionali, in programma dal 18 al 24 ottobre 2010.

Il Paese è a una svolta storica, un’occasione da non perdere. Da marzo 2011, infatti, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 28/2010, la conciliazione diventa obbligatoria per numerose materie: condominio; diritti reali; divisioni; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; contratti assicurativi, bancari e finanziari; risarcimento dei danni provocati da veicoli e natanti, da responsabilità medica, da diffamazione a mezzo stampa o pubblicità.

E le Camere di Commercio sono in prima fila. Perché in Italia, finora, dire “conciliazione” è stato dire “Sistema camerale” a partire dalla storica riforma delle Camere nel ’93. La conciliazione extragiudiziale delle Camere di Commercio, attiva dal ’96 per dirimere le liti tra imprese e consumatori e tra le imprese stesse, sta conoscendo un boom senza precedenti ed è una risorsa che gli italiani sfruttano con sempre maggior convinzione. Clausole contrattuali inique, malintesi nelle forniture, merci difettose: oggi tutto si può risolvere in poco tempo.

Ecco allora il mediatore (ce ne sono 6.000 in Italia): un professionista indipendente, messo a disposizione dalle Camere di Commercio, chiamato non ad applicare leggi ma a far emergere bisogni e interessi delle parti in lite, che ascolta e guida i contendenti fino a trovare un accordo dotato di efficacia vincolante per entrambi, al pari di una vera e propria sentenza.

Nel 2009 le domande di conciliazione gestite dalle 105 Camere di Commercio italiane sono risultate 18.642, di cui 4.473 relative a controversie nate da rapporti tra le imprese e 14.169 tra imprese e consumatori, con durata media di 67 giorni, quando al sistema giudiziario civile servono di solito almeno 10 anni per una sentenza. Una volta giunta a regime la riforma, secondo stime del Ministero della Giustizia, le conciliazioni saliranno a circa un milione.

Passando ai costi, il valore economico medio delle conciliazioni è di 14.400 euro, per un totale riferito al 2009 di circa 250 milioni di euro. Ma in realtà il 70% delle conciliazioni tra imprese e consumatori ha comportato il pagamento, da parte del soccombente, di una cifra inferiore a mille euro. Di tutt’altro peso economico le conciliazioni relative a controversie tra imprese, che rappresentano il restante 30%: in questo caso il costo della mediazione sale da un minimo di 25mila fino a 2,5 milioni di euro.

Analizzando la diffusione della conciliazione sul territorio, è significativo che il 63% riguarda il Mezzogiorno. Ma colpisce soprattutto il dato Unioncamere sulla tipologia delle conciliazioni: il 77% ha a che fare con controversie tra consumatori e imprese di telecomunicazione, in genere aziende telefoniche.

Complessivamente negli ultimi dieci anni, le Camere di Commercio italiane hanno risolto con la conciliazione 70mila casi. “Lo sforzo che da diversi anni facciamo in materia di giustizia alternativa – sottolinea il Presidente di Unioncamere Dardanello – è sotto gli occhi di tutti. La conciliazione obbligatoria per alcune tipologie di controversie, in vigore dal marzo 2011, può rivelarsi determinante per far conoscere questo strumento e contribuire a ridurre il contenzioso giudiziario civile che oggi, di fatto, immobilizza le strutture della giustizia ordinaria. Per far questo – osserva Dardanello – è necessario che la conciliazione venga svolta da organismi indipendenti, qualificati e competenti iscritti in un Registro tenuto dal Ministero della Giustizia, come le Camere di Commercio”.

Rimangono però da chiarire alcuni aspetti tutt’altro che secondari della conciliazione, come le tariffe e la procedura di accreditamento presso il Registro, per i quali la normativa ha rimandato ad appositi decreti attuativi.

Nel frattempo viene riconosciuto il diritto all’iscrizione automatica nel Registro a una serie di organismi, quali quelli istituiti dai Consigli degli Ordini degli Avvocati e dalle Camere di Commercio. E ciò non a caso. La legislazione prevede garanzie di imparzialità e professionalità dei mediatori, che sono già prassi consolidata nel Sistema camerale. L’imparzialità, ovvero equidistanza dalle parti e assenza di rapporti che possano influenzare la procedura, era già prevista dal Regolamento Unico di Conciliazione di Unioncamere, che impone al mediatore non solo di essere imparziale ma anche di essere ritenuto tale dalle parti.

Quanto alla professionalità del mediatore, Unioncamere già dispone di standard per la formazione, uniformi su tutto il territorio nazionale, basata sugli aspetti teorici e pratici dell’attività - recepiti dal Ministero della Giustizia nel Decreto 222/2004 - che saranno aggiornati appena il Decreto Ministeriale sarà pubblicato.

Di questo e di molto altro si parlerà negli incontri e nei convegni organizzati dal Sistema camerale in occasione della Settimana, che rappresenta la tradizionale “agorà” del settore.

Info e approfondimenti sono disponibili su www.conciliazione.camcom.it.  

Unioncamere, Ufficio Stampa, tel. 06.4704264-370, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere

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