studi » Il commercio estero della provincia di Pisa nel I trimestre 2011
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Visite:1255Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Secondo le stime più recenti, i ritmi di crescita della domanda delle diverse aree del pianeta, dopo aver mostrato nelle fasi immediatamente successive alla crisi una netta divaricazione tra paesi emergenti e sviluppati, cominciano a convergere verso tassi di sviluppo più contenuti. Nei primi tre mesi del 2011, infatti, la domanda reale proveniente dai paesi emergenti (+6,9%) è stata addirittura sopravanzata da quella dei paesi membri dell’OECD (+8,1%). Anche le esportazioni reali della provincia di Pisa , dopo tre trimestri in cui avevano registrato una lenta ma progressiva accelerazione, mostrano un rallentamento che rappresenta un viatico poco incoraggiante per i mesi a venire. I dati Istat relativi all’evoluzione delle esportazioni e delle importazioni, espresse in valori nominali, segnalano una crescita che risulta consistente non solo a livello nazionale ma, anche per la Toscana e la provincia di Pisa. Nonostante si tratti del quinto trimestre consecutivo di crescita tendenziale, le esportazioni della provincia di Pisa segnalano un recupero ancora troppo lento. Nel primo trimestre del 2011 infatti, considerando l’andamento della media mobile a 4 termini delle esportazioni, la provincia di Pisa si trova ancora 16 punti percentuali al di sotto rispetto al massimo toccato nell’ultimo quarto del 2007. Dopo lo spunto estremamente positivo dell’ultima parte del 2010, le importazioni pisane, pur facendo ancora segnare variazioni a due cifre, mostrano un netto rallentamento. La provincia di Pisa, dopo il +48,0% dell’ultima frazione del 2010 (una crescita decisamente superiore a quella di Toscana ed Italia), registra infatti una crescita (+22,5%) in linea rispetto alle altre aree qui prese a riferimento (+22,0% la Toscana e +23,1% l’Italia) raggiungendo, nei primi tre mesi del 2011, oltre 497 milioni di euro di controvalore. La crescita delle importazioni, che almeno in una prima fase poteva essere attribuita alla ripresa del processo di ricostituzione delle scorte propedeutico al riavvio dell’attività industriale, ha assunto più di recente un significato molto meno positivo. Sull’aumento del valore delle importazioni hanno cominciato infatti a pesare non solo la crescita vertiginosa dei prezzi delle materie prime ma anche la progressiva sostituzione di produzione interna con beni importati. La crescita sostenuta delle importazioni in una fase, come quella attuale, di forte debolezza della domanda interna desta infatti più di una preoccupazione per la tenuta di alcuni settori sul mercato domestico. L’analisi degli andamenti delle vendite all’estero dei pricipali settori esportatori della provincia di Pisa evidenzia, per i primi mesi del 2011, il ruolo cruciale giocato dalla filiera delle pelli. Un comparto che, grazie ad una crescita molto rilevante di tutte le sue componenti (cuoio +22,0%, calzature +27,6% e carne lavorata +3,3%) contribuisce a spiegare ben 7,99 punti di crescita sui 14,22 complessivamente messi a segno dall’export provinciale. Nei primi tre mesi del 2011 le esportazioni pisane si dirigono prevalentemente sul mercato europeo e, in misura decisamente inferiore, verso i paesi asiatici. L’Europa, grazie ad un +17,8%, fornisce infatti un contributo alla crescita di 12,28 punti percentuali su 14,22, mentre l’Asia (+10,1% la variazione tendenziale) contribuisce per altri +2,04 punti. All’interno del continente europeo prevale il ruolo dei paesi UE-27 (+17,9% la crescita e +11 punti il contributo) mentre i paesi non facenti parte di questo gruppo, pur segnando un interessante +16,8%, contribuiscono per poco più di un punto percentuale alla crescita complessiva delle esportazioni: la metà del contributo fornito dall’Asia. Si conferma, è il secondo trimestre consecutivo che accade, la dinamica positiva del continente americano (+15,1%, +0,96 punti il contributo) grazie ad una spinta proveniente tanto dall’America Centro-meridionale (+0,47 il contributo percentuale alla crescita) quanto da quella Settentrionale (+0,49 punti). La crisi politica in atto nel Nord Africa, contribuisce senz’altro al risultato negativo segnato dal continente (-28,3%). Tra i principali paesi di destinazione delle esportazioni pisane, con 112,5 milioni di euro di prodotti venduti nei primi 3 mesi del 2011 e grazie ad una crescita del 22,9%, si conferma il primato della Germania. Subito dopo vengono altri due paesi della UE-27 quali Francia (+17,0% la crescita trendenziale pari ad un contributo alla crescita di 2,14 punti) e Spagna (+44,1%, pari ad un contributo di 3,32 punti) mentre al quinto posto si posiziona il Regno Unito (+6,2%). In quarta e sesta posizione troviamo invece due paesi dell’estremo oriente che mostrano andamenti divergenti: Hong Kong (che perde il 2,4%) e Cina (che invece cresce del 34,2%). Il risultato dell’analisi condotta a livello settoriale sull’andamento importazioni provinciali, conferma l’importanza della lavorazione delle pelli. Nel primo trimestre del 2011 è infatti piuttosto consistente la crescita delle importazioni di quei settori che, almeno potenzialmente, possono essere collocati a monte della filiera come la carne lavorata (+46,9%, +7,61 il contributo alla crescita), il cuoio-pelli (+55,0%, +6,22) e la chimica di base (+21,6%, +1,37). Come già evidenziato in altre occasioni questi dati, oltre a dimostrare la vivacità del settore, segnalano la presenza di criticità sul versante dei costi di importazione delle materie prime. Nel primo trimestre, tutte le aree geografiche forniscono un contributo positivo alla crescita delle importazioni provinciali. Rispetto alle esportazioni, che come abbiamo visto si dirigono prevalentemente in Europa, molto più uniforme risulta il contributo delle diverse aree del pianeta. Se l’Europa (+14,7%, pari ad un contributo alla crescita di 9,65 punti percentuali su 22,5) rimane saldamente il principale luogo di provenienza, con ben 6,07 punti percentuali di contributo troviamo anche l’Asia e con 5,04 il continente Americano. Più contenute, ma sempre rilevanti, le dinamiche dell’Africa (+23,4%, contributo +0,88) e dell’Oceania (+53,2%, contributo +0,86). Camera di Commercio di Pisa, Segreteria Presidenza/Relazioni esterne, Patrizia Luperini, tel. 050 512237, fax 050 512272, e-mail: patrizia.luperini@pi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Pisa commercio esteroapprofondimentinews
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