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studi » Il commercio estero della provincia di Pisa nel I trimestre 2011

  • DATA:
    06-07-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    06-07-2011
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Secondo le stime più recenti, i ritmi di crescita della domanda delle diverse aree del pianeta, dopo aver mostrato nelle fasi immediatamente successive alla crisi una netta divaricazione tra paesi emergenti e sviluppati, cominciano a convergere verso tassi di sviluppo più contenuti. Nei primi tre mesi del 2011, infatti, la domanda reale proveniente dai paesi emergenti (+6,9%) è stata addirittura sopravanzata da quella dei paesi membri dell’OECD (+8,1%). Anche le esportazioni reali della provincia di Pisa , dopo tre trimestri in cui avevano registrato una lenta ma progressiva accelerazione, mostrano un rallentamento che rappresenta un viatico poco incoraggiante per i mesi a venire.

I dati Istat relativi all’evoluzione delle esportazioni e delle importazioni, espresse in valori nominali, segnalano una crescita che risulta consistente non solo a livello nazionale ma, anche per la Toscana e la provincia di Pisa.
Dopo due trimestri nei quali le esportazioni pisane avevano segnato la tendenza ad un graduale rallentamento, i dati di inizio anno registrano invece un’accelerazione (+14,2% la variazione delle esportazioni espresse in termini nominali) arrivando a toccare un controvalore pari a 642 milioni di euro.
Rispetto agli altri raggruppamenti territoriali qui presi a riferimento, la crescita delle esportazioni pisane risulta in linea rispetto a quella della Toscana (+13,8%) ma ancora un passo indietro rispetto all’Italia nel suo complesso (+18,8%).

Nonostante si tratti del quinto trimestre consecutivo di crescita tendenziale, le esportazioni della provincia di Pisa segnalano un recupero ancora troppo lento. Nel primo trimestre del 2011 infatti, considerando l’andamento della media mobile a 4 termini  delle esportazioni, la provincia di Pisa si trova ancora 16 punti percentuali al di sotto rispetto al massimo toccato nell’ultimo quarto del 2007.

Dopo lo spunto estremamente positivo dell’ultima parte del 2010, le importazioni pisane, pur facendo ancora segnare variazioni a due cifre, mostrano un netto rallentamento. La provincia di Pisa, dopo il +48,0% dell’ultima frazione del 2010 (una crescita decisamente superiore a quella di Toscana ed Italia), registra infatti una crescita (+22,5%) in linea rispetto alle altre aree qui prese a riferimento (+22,0% la Toscana e +23,1% l’Italia) raggiungendo, nei primi tre mesi del 2011, oltre 497 milioni di euro di controvalore.

La crescita delle importazioni, che almeno in una prima fase poteva essere attribuita alla ripresa del processo di ricostituzione delle scorte propedeutico al riavvio dell’attività industriale, ha assunto più di recente un significato molto meno positivo. Sull’aumento del valore delle importazioni hanno cominciato infatti a pesare non solo la crescita vertiginosa dei prezzi delle materie prime ma anche la progressiva sostituzione di produzione interna con beni importati. La crescita sostenuta delle importazioni in una fase, come quella attuale, di forte debolezza della domanda interna desta infatti più di una preoccupazione per la tenuta di alcuni settori sul mercato domestico.
Considerando l’evoluzione congiunta di esportazioni ed importazioni il saldo commerciale complessivo della provincia di Pisa, pur ancora positivo per quasi 145 milioni di euro, evidenzia, per i primi tre mesi del 2011, una contrazione del 7% rispetto al medesimo periodo del 2010.

L’analisi degli andamenti delle vendite all’estero dei pricipali settori  esportatori della provincia di Pisa evidenzia, per i primi mesi del 2011, il ruolo cruciale giocato dalla filiera delle pelli. Un comparto che, grazie ad una crescita molto rilevante di tutte le sue componenti (cuoio +22,0%, calzature +27,6% e carne lavorata  +3,3%) contribuisce a spiegare ben 7,99 punti di crescita sui 14,22 complessivamente messi a segno dall’export provinciale.
Sempre all’interno del Sistema moda spicca la buona performance dell’abbigliamento che con un +29,3% (+0,57 il contributo alla crescita) mette a segno il quinto trimestre consecutivo di crescita.
Incoraggiante rilevare, dopo un finale 2010 non particolarmente brillante, il ritorno alla crescita delle vendite all’estero dei mezzi di trasporto n.c.a. -il secondo settore di esportazione della provincia- al cui interno si trovano prevalentemente cicli e motocicli (+5,8% la variazione tendenziale e +1,28 il contributo alla crescita).
Tra gli altri settori, avanzano le esportazioni di beni strumentali come le macchine di impiego generale  (+14,0%) e le altre macchine per impieghi speciali  (+11,7%). Tra i beni intermedi e di base per l’industria decuplicano le esportazioni dei metalli di base non ferrosi (dopo 11 trimestri di flessioni consecutive), crescono del 18,5% la chimica di base e del 14,9% gli altri prodotti chimici.
 In flessione invece i comparti legati alla filiera edile come il vetro (-8,0%, si tratta della seconda flessione tendenziale consecutiva) e, soprattutto, i mobili (-16,4%). A determinare le contrazioni di questi settori hanno contribuito, almeno in parte, sia la crisi in cui ancora si dibatte il comparto delle costruzioni sia i processi di ristrutturazione produttiva che hanno interessato alcune imprese operanti sul territorio pisano. Positiva, infine, la dinamica delle bevande (+7,6%, prevalentemente vino).

Nei primi tre mesi del 2011 le esportazioni pisane si dirigono prevalentemente sul mercato europeo e, in misura decisamente inferiore, verso i paesi asiatici. L’Europa, grazie ad un +17,8%, fornisce infatti un contributo alla crescita di 12,28 punti percentuali su 14,22, mentre l’Asia (+10,1% la variazione tendenziale) contribuisce per altri +2,04 punti. All’interno del continente europeo prevale il ruolo dei paesi UE-27 (+17,9% la crescita e +11 punti il contributo) mentre i paesi non facenti parte di questo gruppo, pur segnando un interessante +16,8%, contribuiscono per poco più di un punto percentuale alla crescita complessiva delle esportazioni: la metà del contributo fornito dall’Asia. Si conferma, è il secondo trimestre consecutivo che accade, la dinamica positiva del continente americano (+15,1%, +0,96 punti il contributo) grazie ad una spinta proveniente tanto dall’America Centro-meridionale (+0,47 il contributo percentuale alla crescita) quanto da quella Settentrionale (+0,49 punti). La crisi politica in atto nel Nord Africa, contribuisce senz’altro al risultato negativo segnato dal continente (-28,3%).

Tra i principali paesi di destinazione delle esportazioni pisane, con 112,5 milioni di euro di prodotti venduti nei primi 3 mesi del 2011 e grazie ad una crescita del 22,9%, si conferma il primato della Germania. Subito dopo vengono altri due paesi della UE-27 quali Francia (+17,0% la crescita trendenziale pari ad un contributo alla crescita di 2,14 punti) e Spagna (+44,1%, pari ad un contributo di 3,32 punti) mentre al quinto posto si posiziona il Regno Unito (+6,2%). In quarta e sesta posizione troviamo invece due paesi dell’estremo oriente che mostrano andamenti divergenti: Hong Kong (che perde il 2,4%) e Cina (che invece cresce del 34,2%).
Tra i paesi asiatici, sono da segnalare le evoluzioni positive di Corea del Sud (+0,5%), Giappone (+45,8%) ed India (+3,2%), mentre si dimezza il valore delle vendite dirette in Vietnam. Dinamiche positive per le esportazioni dirette negli Stati Uniti (+7,6%) ed in Turchia (+52,2%) mentre arretrano quelle verso Paesi Bassi, Russia e, probabilmente a causa della crisi politica, Tunisia.

Il risultato dell’analisi condotta a livello settoriale  sull’andamento importazioni provinciali, conferma l’importanza della lavorazione delle pelli. Nel primo trimestre del 2011 è infatti piuttosto consistente la crescita delle importazioni di quei settori che, almeno potenzialmente, possono essere collocati a monte della filiera come la carne lavorata  (+46,9%, +7,61 il contributo alla crescita), il cuoio-pelli (+55,0%, +6,22) e la chimica di base (+21,6%, +1,37). Come già evidenziato in altre occasioni questi dati, oltre a dimostrare la vivacità del settore, segnalano la presenza di criticità sul versante dei costi di importazione delle materie prime.
Altri settori di base registrano una crescita rilevante delle importazioni. Tra questi si segnalano i metalli non ferrosi (+184,8%, questi ultimi provenienti prevalentamente dal Cile), la gomma (+22,2%) e gli altri prodotti in metallo (+17,4%).
Andamenti differenziati, invece, all’interno della filiera dei mezzi di trasporto con i mezzi di trasporto n.c.a. che arretrano del 9,2% mentre gli accessori e parti di autoveicoli avanzano del 64,0%.
Nel comparto dei beni finali si assiste alla crescita dell’abbigliamento (+46,5%) e delle apparecchiature per le telecomunicazioni (quasi triplicate) mentre arretrano sia i beni ad elevato contenuto tecnologico come computer e periferiche (-24,8%) e medicinali (-10,7%) che i prodotti più tradizionali come le calzature (-1,7%). Dopo quattro trimestri di forte sviluppo, battuta d’arresto per le importazioni di macchine di impiego generale (-2,9%), rinconducibili, almeno in parte, alla fine dello stimolo fornito dalle agevolazioni previste dalla Tremonti-ter.

Nel primo trimestre, tutte le aree geografiche forniscono un contributo positivo alla crescita delle importazioni provinciali. Rispetto alle esportazioni, che come abbiamo visto si dirigono prevalentemente in Europa, molto più uniforme risulta il contributo delle diverse aree del pianeta. Se l’Europa (+14,7%, pari ad un contributo alla crescita di 9,65 punti percentuali su 22,5) rimane saldamente il principale luogo di provenienza, con ben 6,07 punti percentuali di contributo troviamo anche l’Asia e con 5,04 il continente Americano. Più contenute, ma sempre rilevanti, le dinamiche dell’Africa (+23,4%, contributo +0,88) e dell’Oceania (+53,2%, contributo +0,86).
Considerando i più rilevanti paesi di provenienza delle merci importate dalla provincia di Pisa spiccano le performance di Germania (+21,7%, +2,82 punti di contributo alla crescita), Francia (+40,2%, +4,31) e Cina (+22,2%, +2,70). In aumento anche le importazioni dagli Stati Uniti (+54,0%), dall’India (+15,1%) e dalla Romania (+58,6%). Un salto in avanti molto consistente, grazie alla crescita dei metalli di base non ferrosi, è realizzato dal Cile.

Camera di Commercio di Pisa, Segreteria Presidenza/Relazioni esterne, Patrizia Luperini, tel. 050 512237, fax 050 512272, e-mail: patrizia.luperini@pi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Pisa

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