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studi » Previsioni positive per l'export nel 1° trimestre 2009

  • DATA:
    15-01-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    15-01-2009
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Nonostante i venti di crisi il Made in Italy continuerà a segnare un andamento positivo sui mercati internazionali nel primo trimestre 2009. É questa la previsione che emerge da un’indagine Unioncamere-Assocamerestero sull’andamento tendenziale delle esportazioni italiane nei primi tre mesi del nuovo anno. A sostenere l’export dei nostri prodotti di punta saranno principalmente i Paesi petroliferi e le economie emergenti, la cui domanda tenderà a contrastare il rallentamento delle vendite verso i paesi industrializzati. Sistema Moda, mobili, agroalimentare, meccanica e elettronica si configurano in particolare tra i comparti con le dinamiche più positive, a conferma del cambiamento in atto dei modelli di specializzazione del sistema produttivo e dei processi di ristrutturazione e riqualificazione della nostra industria.

Sarà la Russia, secondo le previsioni, a far registrare nei primi tre mesi del 2009 il dato più rilevante in termini di velocità di crescita dell’export di questo settore. In valore assoluto, fermo restando il primato della Germania quale principale mercato di sbocco delle nostre merci, il mercato russo si avvia così a scalzare gli Stati Uniti dalla seconda posizione della classifica, stabilmente occupata fino alla fine del 2008. Verso Mosca, in particolare, si stima che nel primo trimestre 2009 si potrà registrare un incremento delle esportazioni del 32% rispetto all’analogo periodo del 2008, pari ad un aumento del dato medio mensile che passa dai 213 milioni di euro fatturati dall’Italia lo scorso anno ai 281 milioni attesi per il periodo gennaio-marzo 2009.

L’aumento previsto si inserisce in un trend di crescita che ha caratterizzato l’export del settore tessile-abbigliamento-calzature in Russia a partire dal 2004, portando questo mercato ad accrescere la propria quota tra le principali destinazioni dei prodotti italiani del comparto di 14 punti percentuali (dal 10% del 2004 al 24% stima chiusura del 2008). Di segno negativo, anche per il primo trimestre 2009, saranno invece le esportazioni verso Germania e Stati Uniti, a conferma del processo di erosione delle quote export della moda italiana in questi mercati, avviato dal 2005. Secondo le stime di Assocamerestero, i valori medi mensili attesi nel primo trimestre del 2009 verso questi due paesi di sbocco si attestano infatti su livelli inferiori a quelli registrati nel 2004 (circa 220 milioni di euro contro i 282 milioni del primo trimestre 2004 per gli Stati Uniti; circa 319 milioni di euro contro 431 milioni per la Germania).

Russia, Cina e Turchia sono i paesi che registrano le variazioni positive più significative dell’export italiano di arredamento e design. Le esportazioni del comparto nel mercato russo, nonostante alcune flessioni, si stima possano raggiungere la quota del 32% del totale esportato (rispetto al 16% del 2004) e raddoppiare il loro valore medio mensile nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2004, attestandosi attorno ai 68 milioni di euro, incrementando così dell’11% la propria velocità di crescita rispetto all’analogo periodo 2008.

Variazioni più consistenti, ma riferite a valori meno rilevanti, si possono osservare sul mercato cinese. Il valore delle esportazioni passa dai circa 2 milioni di euro complessivi del 2004 ai 6 milioni previsti per il primo trimestre 2009, con una variazione positiva del 19% rispetto allo stesso periodo 2008. Buone le performance per l’arredo anche in Turchia, dove, nonostante il lieve calo ravvisato nel periodo luglio-agosto 2008, , tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 sono previsti incrementi che superano in media il 19%, per un valore che, nel primo trimestre 2009, è stimato in circa i 6 milioni di euro.

Crescita a ritmi sostenuti tra gennaio e marzo anche per l’agroalimentare italiano, in particolare verso Cina e Turchia. L’incremento del valore medio mensile nel primo trimestre 2009 previsto per le esportazioni verso la Cina supera il 65%, portando le stime delle vendite medie da 6 milioni di euro dell’analogo periodo del 2008 ad oltre 9 milioni. Il graduale mutamento dei consumi della popolazione e il recente abbattimento dei dazi doganali per alcuni prodotti dell’agroalimentare italiano costituiscono alcuni dei principali fattori che hanno trainato lo sviluppo della domanda cinese. Quanto al mercato turco, la consistente crescita che dal terzo trimestre 2007 al secondo trimestre 2008 ha portato ad incrementi superiori al 90% dovrebbe tenere anche per il primo trimestre 2009, con un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed un valore medio mensile di 19 milioni di euro.

Unioncamere, Ufficio Stampa, tel. 06 4704370
Fonte: Unioncamere

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