approfondimenti » Reti d’Impresa: profili giuridici, finanziamento e rating
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Visite:2520Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() "Reti d’Impresa: profili giuridici, finanziamento e rating" è il titolo della nuova ricerca di AIP - Associazione Italiana Politiche Industriali che è stata presentata oggi presso la Camera di Commercio di Milano. La ricerca ha voluto fare chiarezza sulle Reti d’Impresa di nuova generazione, promosse da AIP ormai da cinque anni, anche con alleanze importanti (Confindustria, Confartigianato, Intesa Sanpaolo e UniCredit in primis, la stessa Camera di Commercio di Milano e il Ministero dello Sviluppo Economico) e che sono spesso oggetto di interpretazioni superficiali e incomplete e che vengono spesso confuse con ATI, Consorzi e Distretti. Le Reti d’Impresa di nuova generazione rappresentano invece una forte innovazione giuridica e operativa soprattutto per attenuare, ai fini della competitività, l’handicap rappresentato dalla troppo piccola dimensione del tessuto imprenditoriale italiano e forse anche europeo. Le Reti sono in grado di coniugare autonomie parziali dei singoli e dimensioni di scala superiore per competere con dimensioni maggiori nel mercato globale. Il lavoro di AIP si è focalizzato su come valorizzare l’importante innovazione economico-giuridica del Contratto di Rete attuata dal legislatore. Tale innovazione deve essere resa più pregnante, in modo da poterne cogliere i vantaggi, soprattutto per quanto concerne le valutazioni patrimoniali di asset e il più generale rapporto banche/imprese, con un’attenzione particolare al rating di rete, assai diverso da quello delle singole imprese, ancorché appartenenti a reti, come hanno sostenuto i rappresentanti di Banca d’Italia, ABI e delle maggiori Banche italiane. Infatti questa normazione sulle Reti dal grande significato innovativo, di stile anglosassone e quindi poco prescrittiva e molto flessibile, si presta a essere intesa come contratto di scambio commerciale o, al contrario, a scelta dalle imprese partecipanti alla rete a cui è data ampia facoltà negoziale, può essere intesa come contratto associativo. In questo caso, sono da prevedere clausole più stringenti sull’esistenza di un patrimonio conferito o dedicato, di una governance, di un Programma di Rete e quindi di una sede e partita IVA unica. Secondo Domenico Palmieri, presidente di AIP – Associazione Italiana Politiche Industriali, si tratta in questo caso della vera novità: ci si trova di fronte ad uno strumento di aggregazione quasi societaria, con le caratteristiche della società di persone, e relativa flessibilità organizzativa, ma con responsabilità limitata al patrimonio comune. Una reale novità per il Diritto italiano. È questo che il nuovo lavoro di AIP vuole dimostrare: già oggi esiste nella legge la possibilità di interpretare il Contratto di Rete come strumento che conferisce una soggettività giuridica alla Rete. Il vantaggio dell’interpretazione del nuovo istituto nella sua forma più completa e integrale consente di individuare un soggetto che ha la forza di dialogare unitariamente sui mercati e anche presso le banche e il sistema finanziario e quindi anche con la pubblica amministrazione: è la sola forma giuridica anche per avvalersi dei vantaggi fiscali, anche se per ora modesti, riconosciuti come possibili anche dalla Unione Europea, così hanno sostenuto gli importanti giuristi presenti. Solo sulla base di questa interpretazione il sistema bancario potrà considerare la Rete “finanziabile come tale” e non attraverso i singoli soggetti appartenenti. AIP per agevolare questo cammino propone un sistema di “scoring” e poi un “rating di rete” in assoluto nuovo e primo del genere che catturi “il valore aggiunto di rete” che non è ovviamente la somma degli addendi ma molto di più. “In un ambiente internazionale e competitivo - ha dichiarato Giuseppe Fontana, consigliere della Camera di Commercio di Milano - le imprese, a partire dalle piccole e medie, trovano nell’alleanza un elemento di rafforzamento strutturale anche come difesa, in una fase difficile come quella attuale”. Il convegno si è aperto con un saluto del Ministro Romani che, proprio oggi, annuncia in Parlamento la discussione dello SBA (Small Business Act) e il Piano per le PMI previsto per il 2011. Su queste misure e sugli incentivi previsti si è intrattenuto anche il rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico Esposito e i rappresentanti di Assolombarda e Confartigianato.
Associazione Italiana Politiche Industriali, Alessandro Meretti, e-mail: alessandro@meretti.it
Fonte: Camera di Commercio di Milano ricercaservizi
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