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approfondimenti » 2° Rapporto e-gov.impresa

  • DATA:
    16-10-2008
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    16-10-2008
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Retecamere presenta il 2° Rapporto e-gov.impresa. Il Rapporto fornisce un quadro completo di tutti i servizi on line forniti dalla Pubblica Amministrazione locale e centrale, individua le competenze degli Enti pubblici, delinea le strategie di  miglioramento e fa un confronto con le attività online di altri Paesi esteri.
A partire dai risultati dell’indagine Luiss Research Network, Retecamere e Nova lanceranno, a partire da settembre, un Innovation Forum virtuale, integrando in una community aperta ma selezionata tutti gli operatori pubblici e privati che vorranno contribuire al ridisegno e al monitoraggio di una nuova stagione di e-Government nel Paese. Per saperne di più, leggete l’articolo sul rapporto e-gov pubblicato sul numero 133 (10 luglio 2008) di Nova ilsole24ore firmato da Claudio Cipollini e Andrea Gumina.
 
Perché un forum virtuale?
La risposta è nei risultati del rapporto e-gov. L’indagine è stata condotta su 2.214 Enti pubblici, e ha fotografato un incremento del 53% rispetto al biennio 2005/2006.
I contributi dei vari Enti sono stati suddivisi in tre macroaree che riguardano tutte le fasi della vita d’impresa: Informazioni, Servizi online e Moduli online.
Su un totale di 27.179 contributi, il Sistema camerale ricopre un ruolo di primo piano, con il 31,6% della documentazione globale e con una percentuale del 43,8% di tutti i contenuti informativi.
Comuni e degli Enti Comunali (soprattutto grazie al recente allargamento del Censimento) contribuiscono con il 41,8% al totale delle risorse sul portale.
Le Province e gli Enti Provinciali contribuiscono con una percentuale del 9,5% al totale dei collegamenti.
La categoria Altri (costituita da Comunità montane, Aziende Sanitarie Locali, Università e Centri di ricerca, Agenzie locali di sviluppo) contribuisce con il 7,1% al totale dei documenti.
Le Regioni e gli Enti Regionali contribuiscono del 5,1%.
La PA centrale, infine, con il 4,9% sulla documentazione totale, contribuisce per il 6,6% su tutti i contenuti informativi.
 
Ma non è tutto oro quello che luccica.
I dati fanno sì emergere un’attenzione crescente delle Amministrazioni a sfruttare le potenzialità digitali, ma diventano però preoccupanti quando si guarda alla ripartizione dei servizi in categorie: il 69,3% dei contenuti sono solo informativi (soprattutto obblighi e adempimenti amministrativi, fiscali e previdenziali), per il 38% si tratta di modulistica e solo per un misero 1,7% di servizi online.
Inoltre, si evidenzia una forte disparità nella partecipazione all’e-Government tra Nord e Sud Italia (le percentuali delle risorse e il valore medio dei contributi si attestano sul 58,7% del Nord che, sul 26% quelli al Centro e sul 15,4% al Sud).
Il rapporto si addentra poi anche in una comparazione a livello internazionale, dalla quale emerge che solo il 50% delle nostre attività imprenditoriali (contro il 78% della Finlandia) sfrutta i servizi transattivi.
In generale, il rapporto non fa altro che fotografare lo scarso coordinamento con cui finora Enti locali e centrali hanno affrontato il tema e-Government, evidenziando un’eccessiva produzione di documenti relativi a modulistica e servizi online (pensiamo per esempio a quelli forniti dai comuni. Un notevole risparmio di risorse tecniche ed economiche, in questo caso, potrebbe invece essere ottenuto attraverso un’erogazione unitaria). Un’occhiata veloce al Rapporto è sufficiente per capire che la situazione italiana è figlia di una concezione dell’e-Government fatta di adempimenti burocratici informatizzati.
In che modo? Per esempio, come ci insegnano le esperienze di altri Stati europei, il web 2.0 permette di utilizzare meccanismi di social networking per valutare l’efficacia percepita o desiderata dei servizi. L’appuntamento è a settembre 2008, con il forum realizzato da Luiss Research Network, Retecamere e Nova.

 

Retecamere, tel. 064204031, e-mail: retecamere@retecamere.it
Fonte: Reteforum

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