studi » Unioncamere, le imprese del turismo reagiscono alla crisi
Il turismo in Italia, pur avendo sofferto della crisi, dimostra una tenuta maggiore di altri settori economici: i primi tre mesi dell’anno grazie alla montagna, in agosto grazie alla politica promozionale degli hotel, nelle prenotazioni per l’autunno grazie alla ripresa del turismo business e commerciale nel nord del Paese. Nel confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia ha tenuto meglio di Francia e Spagna: se fino a luglio la Francia ha avuto un calo delle presenze alberghiere del 6,3% e la Spagna del 4%, l’Italia ha contenuto la riduzione entro il 2,9%. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio nazionale sul turismo 2009, presentato lunedì 28 settembre a Palazzo Chigi nel corso di una conferenza stampa dal Ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla e dal Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Nel 2008 e 2009, le imprese turistiche hanno dovuto tenere duro per restare sul mercato” - ha detto Ferruccio Dardanello, nel corso della presentazione dei dati. “Le imprese del ricettivo alberghiero – ha proseguito il Presidente di Unioncamere - hanno perso 683 milioni di euro di fatturato perché, per contrastare la diminuzione dei flussi, hanno diminuito i prezzi delle camere del -7,2%. Utilizzando questa strategia, in estate gli albergatori sono riusciti ad ottenere un tasso di occupazione delle camere in linea con il 2008, nonostante siano cresciute le vacanze degli italiani e degli stranieri nelle seconde case e negli alloggi in affitto. Questa è, infatti, una dimensione del turismo sulla quale si hanno ancora poche informazioni, ma che ha importanti riflessi economici sul territorio. Si stima, infatti, che la spesa per l’alloggio rappresenti solo un quarto della spesa totale. Per un euro pagato per dormire, altri tre ne vengono spesi in servizi di ristorazione, intrattenimento, shopping, parcheggi e trasporti pubblici. Le imprese turistiche, insomma, hanno dimostrato di saper reagire con sano pragmatismo alle avverse condizioni congiunturali che hanno influito, a detta del 37%, sugli andamenti di quest’anno. Per contro, a fronte di un sistema sano di imprese, non c’è un altrettanto sano sistema infrastrutturale, di servizi ai turisti e di attenzione all’ambiente e alle risorse naturali di eccellenza del nostro Paese. Oltre il 47% degli operatori, infatti, punta il dito su queste carenze come i fattori negativi che creano il gap competitivo del turismo italiano”. “Sono questi i temi – ha concluso il Presidente Dardanello - sui quali dobbiamo lavorare insieme, istituzioni e operatori, per far crescere tutto il sistema paese. Da parte nostra, come Camere di Commercio stiamo mettendo a disposizione del Ministro le nostre reti, le nostre iniziative, le nostre competenze e capacità di lavoro”. Unioncamere, tel. 06 47041
Fonte: Unioncamere turismoservizi
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