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studi » A Milano ogni famiglia spende quasi 3.000 euro al mese

  • DATA:
    18-11-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    18-11-2011
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Alti i consumi dei milanesi: la spesa media mensile totale delle famiglie di Milano nel 2010 è stata di 2.977 euro (2.887 al netto della spesa per mutui), in crescita del 3,7% rispetto al 2009 (+107 euro). Rispetto alla Lombardia, a Milano si consuma al mese il 2,8% in più (+81 euro), un dato che sale al +21,4% (+434 euro) rispetto al resto d’Italia (+17,7% al netto della spesa per mutui). Si conferma un cambiamento nelle abitudini di consumo: rallenta ancor di più la spesa per i beni alimentari, passando dai 422 euro del 2009 ai 403 euro attuali (-4,6%). Oramai il 13,5% della spesa delle famiglie milanesi è diretta al mangiare. Mentre salgono le spese per i consumi non-alimentari: +5,2% (da 2.448 euro a 2.574 euro). Con una quota pari al 15,7%, la voce casa è quella che incide maggiormente sul bilancio familiare (tra costi per l’abitazione, 13,3% e spese per luce e gas, 2,4%, senza però includere il fitto figurativo pari al 20%). La casa è seguita da alimentari (13,5%), trasporti (9,9%), mobili ed elettrodomestici (6,3%) che quest’anno precedono la sanità (6,1%).

Rispetto allo scorso anno, tra le voci di spesa aumenta la spesa di pesce (+12,7%) a scapito della carne (-6,9%), mentre tra le spese non alimentari, a crescere maggiormente è, anche per via degli incentivi, la spesa per mobili, elettrodomestici e servizi per la casa (+22,5%), seguita da abbigliamento e calzature (+13,1%) e dalla sanità (+6,4%). Crescono anche i consumi per il tempo libero, la cultura e i giochi (+4,1%), in particolare per l’aumento della spesa per televisori (presumibilmente legata all’evento calcistico dei mondiali e al passaggio al digitale terrestre) e, insieme alle spese per pasti e consumazioni fuori casa (+7%) e per la cura degli animali domestici (+11,7%),  dopo il forte calo dello scorso anno, recuperano anche le spese per alberghi e turismo (+13,2%). Ma permangono le differenze: in centro si spende 1.200 euro in più che in periferia (3.931 rispetto a 2.795 euro), un dirigente quasi 2.500 euro in più di un operaio o di un pensionato, mentre le famiglie che hanno un reddito fino a 15.000 euro annui, lo spendono praticamente tutto senza riuscire a risparmiare. Avere figli a casa poi costa: se una coppia senza figli consuma 3.643 euro al mese, per le coppie con figli il consumo medio sale di oltre 700 euro.
Ma vivere da single comunque non conviene: vivere con un'altra persona fa infatti risparmiare quasi il 20% sia nelle spese alimentari che non-alimentari. E a Milano ci sono anche le difficoltà: una famiglia milanese su 5 non è in grado di fronteggiare spese impreviste di 1.000 euro con risorse proprie, mentre al 16% è capitato nel corso dell’anno di dover essere sostenuta economicamente in momenti di difficoltà, soprattutto dai genitori (nel 54,5% dei casi), da altri parenti o amici (23,8%), dai figli (22,2%) ma anche dai suoceri nel 7,8% dei casi.
Emerge dall’indagine della Camera di Commercio di Milano e del Comune di Milano sui consumi delle famiglie milanesi, rilevazione consumi effettuati nel 2010 su 880 famiglie milanesi.
I dati dell’indagine sono consultabili online all’indirizzo web www.milano.consumi.info.

Tutti i dati della ricerca
Alimentari
Se consideriamo le sole spese per gli alimentari, le voci più importanti anche nel corso dell’ultimo anno sono la carne (22,3%, quasi 90 euro al mese) assieme alla frutta e verdura (18,8%, 76 euro). Seguono latte, formaggi e uova (12,3%), pane e cereali (11,8%), zucchero, caffè e drogheria (9,8%), le bevande (10,8%) e infine il pesce (6,8%). Rispetto al 2009 i consumi alimentari delle famiglie milanesi sono scesi del 4,6%, passando dal 14,7% al 13,5% del totale. Tra le singole voci, diminuisce in particolare la spesa per zucchero, caffè e drogheria (-12,5%), per latte, formaggi e uova (-11,9%), per tabacchi (-11,6%). Mentre cresce la spesa per il consumo di pesce (+12,7%, arrivando a 27,5 euro medi mensili, rispetto al -6,9% della carne) e di frutta e ortaggi (+1,2%).

Non alimentari
Salgono invece i consumi non alimentari delle famiglie milanesi arrivando a 2.574 euro mensili (+5,2% rispetto al 2009, pari all’86,5% del totale dei consumi). La composizione per quote di spesa vede al primo posto l’abitazione (15,4%), seguito da altri beni e servizi (13,7%), e dai trasporti (11,4%). A crescere maggiormente rispetto al 2009 è però la spesa per mobili, elettrodomestici e servizi per la casa (+22,5%), seguita da abbigliamento e calzature (+13,1%) e dalla sanità (+6,4%). Crescono anche i consumi per il tempo libero, la cultura e i giochi (+4,1%) così come diverse voci di spesa incluse nella categoria degli altri beni e servizi: +13,2% per alberghi e turismo (lo scorso anno la stessa voce aveva registrato un calo del 28%), +7% per pasti e consumazioni fuori casa, + 11,7% per la cura degli animali domestici. Scendono invece i consumi per l’istruzione (-8,1%) e per i combustibili e l’energia (-5,4%), così come per parrucchieri e istituti di bellezza (-13,2%).

La spesa per abitare
Fitto figurativo a parte (56,1%, ovvero l’ammontare del canone mensile ottenibile in caso di affitto ipotetico della casa di proprietà o in uso gratuito), sono per l’acqua e il condominio le spese per la casa prevalenti (15,7%). Seguono quelle di affitto per canone mensile (13,9%), per l’energia elettrica (3,4%), e per la manutenzione straordinaria (3,3%). La rata media d’affitto mensile dei milanesi è cresciuta del 5% rispetto allo scorso anno (da 490 a 514 euro), superiore sia al dato del Nord Italia (fermo a 398: -29%) che del resto d’Italia (370 euro: -39%). Buone nuove invece per la spesa per il mutuo: scende dell’11% (da 697 euro mensili a 617), confermandosi comunque di gran lunga superiore a quella del resto del Nord Italia (+21,5%, pari a 508 euro) che dell’Italia in generale (+25%, pari a 494 euro).

Per zona
Se consideriamo la spesa media per famiglia milanese sulla base della zona in cui vive, il consumo medio più elevato si registra nel centro città con una spesa media di 3.931 euro, seguito dal semicentro con 3.110 e dalla periferia con 2.795 euro. Una differenza che è da ricondurre alla differenza di reddito delle famiglie: in centro infatti il 20,2% degli intervistati dichiara di avere un reddito familiare di oltre 60 mila euro, rispetto al 7,8% del semicentro e il 4,6% della periferia. Ma le distanze tra centro e periferia diminuiscono: rispetto al 2009, i consumi in centro scendono del 16% rispetto al +6% della periferia (+5% in semicentro). Chi vive in centro spende di più per l’abitazione (41,% rispetto al 33,2% della periferia), mentre chi vive in periferia spende di più per i trasporti (10,9% rispetto al 6,2% del centro).

Per età
Fino a 34 anni la spesa è di 3.005 euro mensili, per salire a 3.484 euro tra i 35 a 49 anni, un dato simile a quanto si consuma tra i 50 a i 64 anni (3.384 euro), mentre si scende per gli over-65 anni a 2.416 euro. Rispetto al 2009, tuttavia, salgono i consumi degli over 65: +13%, rispetto a solo il +4% degli under 34. E consumano di più rispetto alle altre fasce di età nella sanità (7% rispetto al 3,7% degli under 34), ma meno nell’abbigliamento e nelle calzature (3% rispetto a una media cittadina del 4,1%).

Per professione
Tra le professioni, chi consuma di più sono gli imprenditorie i liberi professionisti (4.561 euro), in compagnia dei dirigenti (4.730 euro). I consumi medi rimangono sopra i 3.000 euro per i lavoratori in proprio (3.473 euro) e per gli impiegati (3.105 euro), mentre si scende sotto ai 3.000 euro per i pensionati (2.347) che comunque consumano come nucleo familiare di più degli operai (fermi a 2.245 euro).

Per  reddito
Per le famiglie che registrano un reddito annuo fino a 15.000 euro la spesa media mensile è di 1.473 euro (+7,8% rispetto allo scorso anno). In un anno questo implica un consumo superiore di oltre 2.500 euro rispetto a quanto si guadagna (o pari ad esso, se escludiamo le spese medie per l’affitto figurativo che arrivano al 20%). Tale consumo sale a 2.413 euro (+3,4%) per la fascia di reddito tra 15.000 e 30.000, a 3.666 euro (+2,3%) per le famiglie con redditi da 30.000 a 50.000 euro, a 5.139 euro (+ 6%) per quelle con redditi da 50.000 a 70.000. Infine le famiglie con redditi superiori a 70.000 dichiarano una spesa media mensile di 7.301 euro (-1,8%). La categoria di reddito familiare più bassa risulta essere quella in cui la spesa per abitazione incide maggiormente (41,8%).

Per dimensione del nucleo familiare
I single spendono in media al mese 2.066 euro, un dato che passa a 2.893 euro se consideriamo i monogenitori. Grossomodo la stessa differenza si riscontra tra le coppie senza figli (consumi medi mensile: 3.643 euro) e le coppie con figli (consumi medi: 4.360). Avere un figlio in casa produce quindi mediamente una spesa di 700 euro in più al mese. Una spesa che tocca il massimo per le famiglie con 5 componenti o più (spesa media mensile: 5.374 euro).

Vivere da single non conviene
Sia nei consumi alimentari che non-alimentari, chi vive da single spende proporzionalmente di più. Posti uguali a 100 i suoi consumi alimentari, vivere con un'altra persona fa risparmiare il 18% (indice di consumo per una famiglia con due persone: 164, per un consumo pro-capite pari a 82), mentre chi vive con due persone risparmia il 37% (indice di consumo: 188, per un consumo pro-capite di 63) e con tre il 45% (indice di consumo: 219, per un consumo pro-capite di 55). Nei consumi non-alimentari la situazione è simile: si risparmia il 16% vivendo in due rispetto ai single, il 39% vivendo in tre e il 48% vivendo in quattro.

Le ragioni di chi ha aumentato le spese
Tra le famiglie milanesi che hanno aumentato le loro spese rispetto allo scorso anno, 1 su 3 lo ha fatto perché è aumentato il costo della vita, il 12% perché si è allargato il nucleo familiare, l’8% per ragioni familiari e il 7% perché sono migliorare le condizioni economiche

Le ragioni di chi ha diminuito le spese
Tra le famiglie che invece hanno diminuito le loro spese, il 30% lo ha fatto a scopo precauzionale (per far fronte ad eventuali spese impreviste), il 27% perché le entrate economiche familiari sono diminuite, il 13% perché i figli hanno lasciato casa, e il 6% per incrementare il risparmio.

Spese e sicurezza finanziaria
Una famiglia milanese su 5 non è in grado di fronteggiare spese impreviste di 1.000 euro con risorse proprie (a fronte del 78,6% che ci riesce). E a quasi 1 famiglia su 7 (16%) è capitato di dover essere sostenuta economicamente in momenti di difficoltà. Il salvagente, in questo caso, è rappresentato soprattutto dai genitori (nel 54,5% dei casi), seguiti da altri parenti o amici (23,8%) e dai figli (22,2%). L’aiuto finanziario arriva anche dai suoceri nel 7,8% dei casi.

Camera di commercio di Milano, Ufficio stampa, e-mail: ufficio.stampa@mi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Milano

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