studi » “Il Biellese: scenari futuri”
Il quadro che emerge evidenzia in generale una sostanziale tenuta del sistema biellese rispetto alle dinamiche non positive che interesseranno l'economia nazionale e internazionale nei prossimi mesi. E' una capacità di resistenza che deriva dallo speciale valore aggiunto dato dalla tipologia di prodotto “firmato” Biella: manufatti creati all'insegna del “saper fare bene” che rientrano perfettamente nella definizione di “beni belli e ben fatti”, che saranno sempre più richiesti e apprezzati nei mercati esteri e in particolare dei paesi emergenti, indicata dallo studio “Esportare la Dolce Vita” presentato da Paolazzi. In particolare, Roberto Strocco ha spiegato come il totale del valore aggiunto biellese (collegato al Pil), che nel 2011 si stima intorno ai 4,7 miliardi di euro, potrà crescere nel periodo fino al 2014 complessivamente a prezzi costanti del 1,7%, più vivace rispetto a quanto prospettato per il Piemonte (1,3%) e per l'Italia (1,2%). Sarà il valore aggiunto dell'Industria biellese (+ 7,4% dal 2011 al 2014) a crescere molto di più rispetto alla media nazionale (0,2%) e ben di più rispetto al Piemonte (1,0%). Lo sviluppo sarà trainato dal volano dell'export, che aumenterà a valori correnti del 16,3% fino al 2014, mentre la crescita piemontese si fermerà al 7,2% e quella nazionale al 10,4%. Tali dinamiche si inseriscono nello scenario di più ampio respiro delineato da Luca Paolazzi, una previsione orientata all'ottimismo perché sconta la ripresa dalla seconda metà del 2012 e si basa sul rapido rientro degli spread e sui tassi Btp a dieci anni sotto il 5% ad aprile 2012. In tale ambito saranno vincenti le strategie che puntano sui mercati dei Paesi emergenti che promettono una tumultuosa crescita della domanda di prodotti della fascia medioalta (nel 2011 i consumatori benestanti stimati sono saliti di 21,8 milioni e cresceranno di 150 milioni al 2016): proprio il segmento di mercato presidiato dall'industria biellese. In questo contesto il “prodotto biellese” ha un valore riconosciuto e avrà ancora possibilità di rilancio sui mercati internazionali, come evidenziato per tutti i beni “belli e ben fatti”. Marilena Bolli, Presidente dell'Unione Industriale Biellese, aprendo i lavori dell'incontro, afferma: «Non possiamo, come Imprenditori e come Biellesi, sottrarci all'esigenza ormai irrinunciabile di immaginare "come" il nostro territorio potrà e dovrà svilupparsi in futuro. Credo che dovremo decidere una volta per tutte su cosa puntare, su quali risorse investire e su quali disinvestire, consapevoli dell'urgenza della decisione e della necessità di un'implementazione veloce e costante». A Gianfranco De Martini, Presidente della Camera di Commercio di Biella, sono affidate le conclusioni: «In un contesto mediatico, come quello attuale, nel quale la discussione economica nel Paese si concentra su variabili finanziarie e spread di ogni tipo, tornare finalmente a ragionare sull’economia reale ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno. Mi sembra chiaro che la via che deve essere tracciata per una ripresa biellese passa attraverso la focalizzazione e la valorizzazione di due elementi: l’industria, ossia la capacità del settore industriale nel produrre manufatti belli e ben fatti; l’internazionalizzazione, ossia la capacità di proiettarsi e raccogliere le opportunità di mercato verso clientele di Paesi ancora ad alta crescita. Fortunatamente in questo territorio ci sono le capacità di fare entrambe le cose, per cui il futuro potrebbe essere maggiormente favorevole rispetto ad altri contesti territoriali. Di lavoro da svolgere ce n’è molto, ma con una buona dose di coraggio e fantasia ce la potremo fare». In allegato intervento L. Paolazzi e slides presentazione dati Camera di commercio di Biella, Ufficio studi, tel. 0153599325 - fax 015/3599370, e-mail: studi@bi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Biella congiunturastudi
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