studi » Unioncamere, la metà delle nuove imprese è “rosa”
Forse le pari opportunità non sono ancora pienamente entrate nel dizionario comune degli italiani. Alla fine di settembre, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere segnala che sono quasi 9mila le imprese femminili in più rispetto al settembre dello scorso anno, con un incremento dello 0,6% rispetto al settembre dello scorso anno. Il dato, significativo di per sé, ha una connotazione positiva ulteriore: le 8.814 imprese femminili aggiuntive rappresentano infatti il 47% del saldo totale delle nuove imprese registrate alle Camere di commercio, pari a 18.794 unità tra settembre 2010 e settembre 2011. Lazio, Umbria, Calabria e Veneto le regioni che mettono a segno gli incrementi percentuali più consistenti, compresi tra l’1,4% e l’1,2%. E, ad eccezione del Lazio, sono incrementi più rilevanti di quelli che in termini percentuali hanno fatto registrare le aziende a prevalenza maschile. Queste alcune delle considerazioni che emergono dalla lettura dei dati sul sistema produttivo a prevalente conduzione femminile, presentati oggi in occasione dell’avvio a Macerata del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”. L’iniziativa, promossa da Unioncamere insieme alle Camere di commercio e ai Comitati per l'imprenditoria femminile, si articolerà in 7 tappe sul territorio nazionale (dopo Macerata, toccherà Arezzo, Vicenza, Ferrara, Avellino, Reggio Calabria e Aosta), quale occasione per dare visibilità alle imprenditrici e per riflettere, tenendo conto della complessità ed eccezionalità del contesto economico e sociale, sul contributo delle donne alla crescita del Paese. “Il Giro d’Italia delle donne che fanno impresa – ha sottolineato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - punta a valorizzare l’universo dell’imprenditoria in ‘rosa’ che il sistema camerale sostiene attraverso la rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, presenti in tutte le province italiane. Oggi più che mai a queste imprenditrici occorre guardare con grande attenzione, sostenendole nel loro percorso di rafforzamento. Il loro impegno è una grande risorsa sulla quale il Paese può scommettere per riprendere, dopo la bufera di questi mesi, la via dello sviluppo”. 1,4 milioni di capitane d’impresa Si rafforza la struttura delle imprese femminili L’analisi della dinamica dei settori tra settembre 2010 e settembre 2011 mostra due tendenze parallele: la lenta ma costante diffusione delle aziende guidate da donne all’interno di comparti a vocazione maschile, ma anche un rafforzamento di molti ambiti in cui la componente “rosa” sembra tradizionalmente trovarsi di più a proprio agio. E’ il caso dei settori dell’Istruzione (+462 imprese, +6%), di quello della Sanità e Assistenza sociale (+571, +4,3%), delle Attività artistiche e di intrattenimento (+554, +3,3%), delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+1.320, +3.2%). Due le eccezioni a questa tendenza: il modesto incremento percentuale del Commercio, “zoccolo duro” dell’attività di imprese delle donne, il cui aumento di solo lo 0,1% (per complessive 313 unità in più) appare però dettato soprattutto dalla congiuntura negativa che comprime i consumi delle famiglie, e l’ulteriore diminuzione delle imprese legate all’agricoltura (-6.441 unità, -2,5%), settore che, tuttavia, nel suo complesso, mostra da tempo una dinamica discendente. Si rafforza anche la presenza femminile nelle Costruzioni e tra le imprese di trasporto e magazzinaggio: 1.722 le imprese “rosa” in più nel primo caso (+2,7%) e +358 nel secondo (+1,8%). Unioncamere, Ufficio stampa, tel. 06 4704370/264/287, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere
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