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interviste » Aumentano le "capitane d'impresa": ne parliamo con Tiziana Pompei

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    06-04-2009
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Sono cresciute dello 0,23%, nell’arco di dodici mesi (dicembre 2007-dicembre 2008), le imprese registrate femminili. Il 2008, quindi, evidenzia una tenuta delle imprese guidate da donne. I dati, contenuti nell’Osservatorio dell’imprenditoria Femminile, evidenziano un tasso di femminilizzazione delle imprese italiane pari al 23,2%. Ne abbiamo parlato con Tiziana Pompei, dirigente dell’Area Relazioni istituzionali di Unioncamere e responsabile per l’imprenditoria femminile.

Qual è stata l’evoluzione della dinamica imprenditoriale femminile nell’ultimo anno?
L’imprenditoria femminile cresce ancora se pur di poco (+0,23%) tra il dicembre 2007 e il dicembre 2008, con oltre 3.000 imprese femminili in più. Il tasso di femminilizzazione è poco più basso del 25%. Le società di capitali rappresentano il 14% del totale delle imprese femminili, le società di persone il 22,7%; sono le ditte individuali con oltre il 61% la forma giuridica ancora prevalente.

Dai dati emerge una forte presenza della donna nel terziario e nei settori tradizionalmente maschili. Come interpreta questa tendenza?
E’ un fenomeno che è in atto da diversi anni insieme all’impegno delle donne in imprese più “strutturate” (come le società di capitali ad esempio): sta a significare che molti pregiudizi e stereotipi sono in superamento e che le donne hanno acquisito sicurezza e fiducia nelle proprie capacità e riescono a costruire un impegno imprenditoriale corrispondente ad una istruzione più elevata rispetto all’altro “genere”, a talenti, caratteristiche e competenze che possono oramai navigare in mare aperto e misurarsi con gli uomini in ogni campo, settore, professione. Questi sono confermati, relativamente alla presenza della donna nel terziario dal tasso di femminilizzazione nei settori: “altri servizi pubblici, sociali e personali” (46,2%), sanità (40,4%), alberghi e ristoranti (32,5%)  e, relativamente alla presenza in settori tradizionalmente appannaggio maschile, dall’incremento nella produzione di energia (+36%) e nelle costruzioni (+8,5%).
 
In considerazione dell’impegno che Unioncamere investe sull’imprenditoria femminile attraverso le Camere di commercio e i Comitati per l’imprenditorialità femminile, ci può anticipare qualcosa sui progetti e le manifestazioni future?
E’ in avanzata fase di  progettazione il 2° “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” che si terrà tra il 30 giugno e il 15 luglio 2009 e di cui continueranno ad essere protagonisti i Comitati e le imprese. La presentazione potrebbe avvenire durante il FORUM PA dall’11 al 14 maggio p.v. Le tappe sul territorio nazionale replicheranno la modalità itinerante della prima edizione con l’individuazione di una tematica strategica da approfondire con tutti i soggetti territoriali dello sviluppo locale. Sarà un Giro di ulteriore ascolto e raccolta di idee, informazioni proposte da sollecitare attorno a diversi fili conduttori tra cui quello che è una scelta e una necessità insieme: “la crisi e le donne che fanno impresa”. L’obiettivo indiretto è anche quello di rilanciare l’impegno dei Comitati per far crescere riflessioni, esperienze, progetti che mostrino concretamente come le donne non siano solo una risorsa per lo sviluppo ma costituiscano un vero e proprio “vantaggio” competitivo e di qualità. 
E’ anche in avanzata fase di progettazione il secondo rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile “Impresa in genere”, cofinanziato dalla stessa Unioncamere e dal Ministero dello Sviluppo Economico e con la collaborazione del Dipartimento per le Pari Opportunità. Il Rapporto che sarà presentato in settembre prossimo, e potrà costituire un contributo per individuare le tipologie e le modalità di intervento di cui oggi le imprese femminili hanno bisogno per competere.


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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