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studi » Frenano nuovamente le assunzioni degli imprenditori padovani nel 2011

  • DATA:
    29-08-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    29-08-2011

Industria e Servizi: quasi 23 imprese ogni 100 prevedono di assumere entro la fine dell’anno nel Padovano. Ma la situazione occupazionale resta fortemente incerta: il 73,4% delle imprese intervistate non prevede infatti di effettuare assunzioni in alcun caso.
C’è un po’ più voglia di assumere rispetto all’ultimo biennio 2009-2010, soprattutto per le imprese dei servizi e dell’industria. Ma il recupero sul mercato del lavoro non riporta ancora la percentuale della propensione ad assumere ai livelli pre-crisi. Se non fosse per le incertezze e i rischi della nuova ondata di recessione in arrivo per l’autunno e i mesi finali di quest’anno, si potrebbe dunque dire che il mercato del lavoro padovano stia riaprendo le porte a nuove assunzioni.
E’ questa, in sintesi, la fotografia scattata dal consueto Rapporto Excelsior sulla domanda di lavoro in provincia di Padova nel 2011, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e le caratteristiche delle figure professionali richieste dalle imprese di industria e servizi a livello provinciale. I dati, elaborati dall’Ufficio studi della Camera di Commercio di Padova sui risultati dell’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere nazionale in collaborazione con il Ministero del Lavoro, si basano su interviste effettuate tra marzo e aprile 2011 ad imprese del settore privato di industria e servizi con almeno 1 addetto.

Imprese che prevedono assunzioni di lavoratori dipendenti
La percentuale di imprese che hanno indicato la disponibilità ad assumere personale dipendente nel 2011 si attesta al 22,6% per l’insieme dell’industria e del terziario. Il trend è analogo a quanto rilevato per il Veneto (22,9%) e l’Italia (22,5%).
Rispetto agli ultimi anni, emerge quindi un certo recupero nella propensione ad assumere da parte delle imprese, considerato che nel 2009 e nel 2010 queste percentuali si collocavano nella provincia rispettivamente al 17,6 e al 15,3%.
Tuttavia il recupero non sarebbe tale da riportare la percentuale ai livelli pre-crisi: nelle indagini effettuate nel 2007 e 2008 la percentuale di imprese propense ad assumere si attestava attorno al 26,5 / 26,8% del totale di quelle intervistate in quegli anni.
A livello settoriale il recupero appare maggiore nei servizi (23% contro 14,3% delle previsioni 2010) rispetto all’industria (21,9% contro 17%). Le percentuali maggiori di imprese propense ad assumere vengono indicate soprattutto nella metalmeccanica (mediamente attorno al 32%) e nell’energia (47,4%), mentre nei servizi sono le attività legate a turismo, trasporti, servizi finanziari, terziario avanzato e servizi alle persone (sanità, istruzione, servizi di intrattenimento) a registrare valori attorno al 30%.

Saldo entrate-uscite ancora negativo: -700 unità
Nell’insieme, comprendendo tutte le assunzioni previste, il totale per il 2011 è pari a 12.980 unità a fronte di 13.680 cessazioni, e ciò porta ad un saldo ancora negativo (-0,3%) per -700 unità, che tuttavia migliora rispetto all’ultimo biennio. A livello settoriale le previsioni indicano saldi occupazionali negativi sia per l’industria (-0,4%) che per i servizi (-0,2%). Tra i comparti dell’industria i saldi positivi riguardano energia (1,2%) e metalmeccanica (+0,2%), mentre legno mobile e Sistema Moda (-2%) dovrebbero manifestare i maggiori ridimensionamenti degli addetti.
Nel terziario, il saldo occupazionale dovrebbe risultare positivo sulle attività professionali (+3,8%) e il commercio (+1,1%), mentre contrazioni degli addetti toccano servizi alle persone (-4,1%) e trasporti (-2,5%).
Le assunzioni a tempo indeterminato riguarderanno il 38% del totale dei nuovi assunti, mentre quelle a tempo determinato (33,3%).

Professioni con maggiore difficoltà di reperimento
Sempre meno dirigenti, tecnici e operai specializzati. Sono questi i principali gruppi professionali che le aziende fanno fatica a reperire. Le maggiori difficoltà riguarderanno i dirigenti (39,3% sul totale delle assunzioni previste, il cui valore assoluto è peraltro indicato in sole 30 unità), le figure professionali tecniche (23,6%) e gli operai specializzati (19%), per le quali l’entità delle assunzioni sarà rispettivamente di 2.080 e 1.670 unità.

Giovani, donne e immigrati
Sul totale delle assunzioni previste nel 2011 i giovani rappresenteranno il 39,3% per un totale di 4.310 unità, mentre il personale femminile raggiungerà le 2.170 unità con una incidenza sul totale di neoassunti, pari al 19,8%. Continuerà però a rimanere ridotta la percentuale (10,2%) di assunzioni femminili nell’industria, mentre una maggiore richiesta di donne riguarda i servizi immobiliari (57,8% dei posti disponibili), le attività professionali (56,6%) e il turismo-ristorazione (43,6%).
Sul fronte degli immigrati, invece, la percentuale massima indicata dalle imprese si attesta al 12,6% sul totale dei posti disponibili (1.380 unità): è il dato più contenuto degli ultimi 10 anni (mediamente nel periodo pre-crisi 2000-2007 gli immigrati coprivano il 27,5% del totale delle assunzioni previste).
A livello settoriale, si registrerà una concentrazione maggiore di assunzioni nelle attività manifatturiere (35,9% del totale) seguite dai servizi alle imprese (26,7% principalmente trasporti e servizi di pulizia) con percentuali attorno all’ 11% per costruzioni, turismo-ristorazione e servizi personali.
All’interno dell’industria, il peso maggiore della componente straniera viene segnalato tra le assunzioni previste nelle industrie alimentari, cartarie e calzaturiere (24,7% nell’insieme) e nelle costruzioni (20,9%) con un valore in parte superiore al dato complessivo anche nel tessile-abbigliamento (17,8%).
Nel terziario, invece, le percentuali maggiori di immigrati assunti sono previste soprattutto nei trasporti (34%), negli altri servizi personali (48,1%) e in parte anche nei servizi di pulizia (17,8) e sanitari (15,1%).

Nel commentare i dati Excelsior, il presidente della Camera di Commercio di Padova Roberto Furlan, avverte sulle possibili conseguenze della crisi finanziaria in corso rispetto alle risposte date dagli imprenditori all’Excelsior nell’aprile scorso: “Il cambiamento dello scenario economico-finanziario internazionale, soprattutto  a partire dal mese di luglio, rende queste previsioni incerte, tenuto conto che il prevedibile rallentamento congiunturale nella seconda parte dell’anno potrebbe comportare un ridimensionamento dei programmi di assunzione da parte delle imprese.
Questo rallentamento dovrebbe riflettere le conseguenze negative non solo della crisi finanziaria e delle conseguenti misure di aggiustamento dei conti pubblici attualmente in esame, che andranno ad incidere su consumi privati e investimenti, ma anche del minore dinamismo dei mercati internazionali, con i conseguenti riflessi sull’andamento delle esportazioni”.

Camera di commercio di Padova, Massimo Nardin, e-mail: ufficio.stampa@pd.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Padova

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