"La situazione del mercato del lavoro è in lieve miglioramento rispetto a un anno fa, ma l'indagine conferma la persistenza della crisi economica. Gli arretramenti maggiori si prevedono soprattutto nel Sistema moda e nelle industrie del mobile. Bene invece il mondo dell'industria e dei servizi alle persone: Padova è al terzo posto in Italia per assunzioni nell'industria, e al primo nel Centro-Nord". Così Gianfranco Chiesa, presidente della CdC di Padova, commenta i dati dell'indagine Excelsior relativi alla sua provincia. L'indagine annuale, relativa alla dinamica della domanda di lavoratori dipendenti prevista a livello provinciale per il 2006, è promossa dal ministero del Lavoro e dall'
Unioncamere nazionale ed elaborata a livello provinciale dall'Ufficio Studi della
Camera di Commercio di Padova. Padova come il Veneto, e non c'è nulla di cui vantarsi. Il sistema imprenditoriale padovano fa sempre più fatica ad assorbire nuovi occupati alle proprie dipendenze, e pur rimanendo pressoché in linea con il valore regionale (1% Padova e 0,9% Veneto) si mischia fra le province con il minore tasso di crescita occupazionale nel 2006: Venezia e addirittura Rovigo fanno un pizzico meglio, ma Vicenza (0,4%) ad esempio è ultima. I risultati che emergono dall'indagine Excelsior per la provincia di Padova parlano chiaro: il numero di imprese che assumeranno nel 2006 è in crescita rispetto all'anno scorso (22,2% del totale contro il 21% del 2005) e il fenomeno riguarda in particolar modo il comparto delle costruzioni (30,8%) e del manifatturiero (29,3%). Indici più contenuti invece nei servizi e nel commercio, entrambi a 19,8%. "La crescita dell'occupazione – commenta ancora Chiesa – pur rimanendo positiva e in linea con i dati regionali e nazionali, si presenta tuttavia come una delle più basse dal 2001, mentre la dinamica appare più vivace sia nell'industria che nei servizi. Nel complesso il saldo entrate–uscite è comunque migliore nelle imprese sotto i nove dipendenti che pure, come già ricordato, non presentano una particolare propensione all'assunzione". Dove saranno i maggiori sbocchi occupazionali? Costruzioni, metalmeccanica e industrie della gomma-plastica garantiranno nell'industria le maggiori opportunità occupazionali mentre nei servizi i trend migliori sono individuati nei servizi sanitari e nel ramo dell'istruzione. E' quindi ancora il presidente Chiesa a sottolineare come "lo studio statistico fa riaffiorare per l'ennesima volta l'ormai cronica difficoltà padovana a reperire personale: il 37% dei posti disponibili indicati ha infatti difficoltà di copertura, con maggiori problemi nell'industria (48,8%) rispetto al terziario. La percentuale di assunzioni a tempo indeterminato sfiora il 50% dei posti disponibili ed è in linea con gli analoghi dati regionali e nazionali, mentre per le principali figure professionali le maggiori difficoltà di reperimento del personale riguarderanno, come per gli anni precedenti, operai specializzati, professioni intellettuali e scientifiche ad elevata specializzazione e le mansioni tecniche. Per quanto riguarda le motivazioni delle difficoltà di reperimento, invece, esse vengono principalmente riferite alla mancanza delle qualifiche richieste al personale disponibile". Sul piano dei titoli di studio, poi, le richieste maggiori interessano lavoratori in possesso di diplomi con una leggera crescita anche per i soggetti in possesso di titoli universitari. La domanda di giovani con meno di 29 anni copre quasi la metà dei posti disponibili (47,1%), mentre in campo femminile le assunzioni di personale (18,5% dei posti disponibili) si presentano maggiori nei servizi alle imprese e nel turismo rispetto all'industria. Per contro, le assunzioni di personale extracomunitario (2.910 unità), in leggero aumento in valore assoluto rispetto al 2005, diminuiscono di circa quattro punti in percentuale sul totale dei posti disponibili rispetto a un anno fa, raggiungendo il 24,7% (contro il 27,4% previsto per il Veneto): "E' la conferma – spiega Gianfranco Chiesa – di un tendenziale ridimensionamento della quota di extracomunitari in atto dal 2003". Per la provincia di Padova la percentuale di imprese che intendono assumere personale si attesta al 22,2% del totale con valori più elevati nelle costruzioni (30,8%) e nel manifatturiero (29,3%) ed invece più contenuti nei servizi (19,8%) e nel commercio (19,8%). Per quanto riguarda le classi dimensionali di impresa, la maggiore disponibilità all'assunzione di personale si riscontra nelle imprese con più di 50 addetti, classe dimensionale in cui il 76,2% delle imprese intervistate prevede assunzioni nel 2006. Le previsioni sulla crescita dell'occupazione risultano positive e segnalano una leggera ripresa rispetto a quelle formulate nel 2005. In totale, per la provincia di Padova sono previste 11.790 assunzioni a fronte di 9.680 uscite con un saldo pertanto positivo di +2.110 unità (superiore quindi al + 1.190 del 2005 anche se al di sotto del +2.368 previsto nel 2004). Nell'industria si prevedono 5.570 assunzioni contro le 6.220 dei servizi. Il tasso di crescita dell'occupazione per la provincia di Padova viene indicato nel +1% (contro il +0,6% del 2005), in linea quindi con il dato regionale e nazionale (+0,9%) e con quello delle altre province venete. Considerando invece i saldi in valore assoluto delle entrate e uscite, la provincia si colloca al 3° posto in Italia per l'industria (prima nell'Italia centro-settentrionale preceduta nel ranking nazionale solo da Napoli e Bari) e al 16° per i servizi. In entrambi i casi si registra un miglioramento della posizione relativa rispetto al 2005. Per l'industria, sono soprattutto le costruzioni (+5,5%) a registrare tassi di crescita superiori al dato complessivo delle attività industriali (+1%), ed in parte anche alcuni settori della metalmeccanica (1,4%) e della fabbricazione di macchine ed apparecchiature elettriche ed elettroniche con +1,2%, oltre alle industrie della gomma-plastica (+1,5%). Dinamiche più contenute si verificano invece nella metallurgia (+0,8%) con un andamento sostanzialmente stabile per i settori della chimica, della lavorazione dei minerali non metalliferi (vetro, ceramica) e delle calzature (tutti settori in cui la variazione dell'occupazione è indicata in un +0,1%). Continuano invece ad arrancare i comparti del tessile, dell'abbigliamento e del legno-mobile, dove l'arretramento dell'occupazione segna -1%. Variazioni negative toccano anche gli alimentari, legno e carta (-0,8%), l'oreficeria (-0,4%), la fabbricazione di apparecchi di precisione e mezzi di trasporto (-0,3%) e in parte anche le industrie della stampa ed editoria. Per i servizi, gli incrementi maggiori si prevedono nei servizi rivolti alle persone (sanità, istruzione e altri servizi) in cui l'occupazione crescerà del +1,9% seguiti dal commercio (dettaglio, ingrosso e riparazioni) con +1,4%. Inferiore al dato complessivo dei servizi (+0,9%) si presenterà invece l'andamento dell'occupazione nelle attività alberghiere, della ristorazione e turistiche (+0,7%). Per la provincia, fatto 100 il totale delle assunzioni previste, nel 47% dei casi si tratterà di posizioni lavorative a tempo indeterminato mentre per il 35,3% saranno a tempo determinato, per il 13,3% contratti di apprendistato e per il 3,1% di altre forme contrattuali e 1,2% con contratto di inserimento. In termini assoluti la maggiore entità di assunzioni si indirizzerà verso le figure operaie e il personale con ridotti livelli di qualificazione (6.140 posti disponibili), seguiti da impiegati esecutivi e addetti alle vendite e ai servizi (3.550 posizioni) e alle figure ad elevata specializzazione di tipo tecnico e dirigenziale (2.100 unità). Per il totale della provincia, la maggiore richiesta di assunzioni riguarderà soggetti in possesso dei diplomi secondari (4.300 unità pari al 36,5% delle assunzioni previste), dell'istruzione professionale (1.710 per il 14,5%), di lauree e diplomi universitari (1.100 unità pari al 9,4%) e della formazione professionale (880 unità, 7,5% del totale), mentre una quota del 32,2% di assunzioni si indirizzerà verso soggetti in possesso della sola licenza dell'obbligo (nel complesso 3.790 posizioni). Rispetto alle tendenze rilevabili su scala nazionale e regionale, le imprese della provincia manifestano una maggiore domanda di personale con titoli e qualifiche medio-alte. Per i titoli universitari, a livello provinciale la percentuale di assunti con questi titoli viene prevista per il 9,4% dei posti disponibili. Il dato è superiore a quello veneto (7,2%) e all'Italia (8,5%) e alle previsioni formulate dalla imprese della provincia nel 2005 (allora 7,8%). Il 26,9% delle richieste riguarderà soggetti in possesso degli indirizzi economici seguiti dagli indirizzi sanitari e paramedici (16,7%) e dell'ingegneria elettronica e dell'informazione (11,1%); percentuali attorno al 10% si rilevano anche per l'ingegneria industriale e l'indirizzo politico-sociale (10,2% per entrambi). Per i titoli del livello secondario e diplomi, le preferenze delle imprese intervistate si rivolgono soprattutto a soggetti in possesso di titoli degli indirizzi amministrativo-commerciale (36,4%) e meccanico (11,9%). Da notare un aumento delle richieste per l'indirizzo informatico e un calo per quello alberghiero. Sul totale delle assunzioni previste, le imprese hanno indicato una specifica preferenza per la componente femminile per il 18,5% dei posti disponibili, un punto in meno rispetto alle previsioni del 2005. Si tratta di un valore che risulta inferiore rispetto al Veneto (19,9%) e all'Italia (19,5%). Le percentuali più elevate di assunzioni femminili si riscontrano rispettivamente nell'industria, soprattutto nel sistema moda e in particolare nel tessile-abbigliamento (63,5% dei posti disponibili) e nel cuoio-calzature (53,2%) e in parte anche nel settore orafo e degli accessori per la casa (28,6%); nei servizi, nelle attività di consulenza tecnico-amministrativa (60%) e nel turismo-alberghi e ristorazione (37,9%) con un valore di poco superiore al dato e medio del terziario anche per i rimanenti servizi alle imprese (20,8%). Le assunzioni di donne risulteranno percentualmente maggiori, rispetto al totale di quelle previste, nelle imprese con meno di 9 addetti (26,4%) con percentuali nell'ordine del 19,2% per la classe 10-49 dipendenti e del 10,5% oltre i 50 dipendenti. Per il Veneto nel suo complesso è prevista l'assunzione di 17.810 lavoratori di origine extracomunitaria con una incidenza del 27,4% sul totale delle assunzioni programmate nella regione. Fatto 100 il totale delle assunzioni di personale extracomunitario previste nell'intera regione, l'entità maggiore è concentrata nella provincia di Venezia (21,1% pari a 3.760 unità) seguita da Verona (20,4%) e Vicenza (17%), mentre Padova si colloca al 4° posto con il 16,3% del totale. Rispetto all'incidenza della componente extracomunitaria sul totale delle assunzioni previste, le percentuali più elevate (tutte al di sopra della media nazionale e regionale) si rilevano per Verona (32%), Belluno (29%), Vicenza (28,1%) e Venezia (27,5%) mentre Padova (24,7%) con Treviso (25,1%) e Rovigo (24,3%) evidenzia i valori più contenuti.