Anche nel 2006 l'economia mantovana mantiene il livello di crescita già raggiunto nel 2005, con la previsione di 5.020 nuove assunzioni che, depurate dalle uscite previste, arricchiscono di 860 unità (ossia dell'1%) la forza lavoro locale. É quanto emerge, in sintesi, dal rapporto mantovano del sistema informativo Excelsior sulle previsioni occupazionali e i fabbisogni professionali delle imprese. La ricerca è stata presentata a Mantova, presso la sede camerale di via Calvi, nell'ambito del primo incontro di "Camera&conomica", la serie di appuntamenti che l'ente camerale intende dedicare ai principali approfondimenti sulle dinamiche del sistema economico provinciale. Entrando nel dettaglio dell'indagine, da questa risulta che il settore dei servizi si conferma alla guida delle nuove richieste di occupati (54% delle entrate 2006 previste) e nel complesso la crescita di comparto è dell'1,3%, mentre per l'industria arriva allo 0,8%. A livello dimensionale sono principalmente le aziende da 1 a 49 dipendenti ad alimentare la richiesta di nuovi ingressi: 2.650 a fronte dei 2.370 delle imprese con 50 dipendenti e oltre. Anche i saldi registrati sembrano evidenziare una tendenza al "rafforzamento" delle imprese più piccole (che aumentano di 890 unità, di cui oltre il 90% destinate alle imprese da 1 a 9 dipendenti) a fronte di un lieve ridimensionamento delle imprese più grandi (con 50 dipendenti è più) che mostrano un saldo negativo di 30 unità, riconducibile esclusivamente al comparto industriale. Dei nuovi ingressi il 13,5% riguarda il gruppo professionale relativo ai livelli più qualificati, ossia i dirigenti, gli impiegati con elevata specializzazione e i tecnici; si tratta di una quota inferiore alla media italiana (15,9%) e ancor più ridotta rispetto a quella regionale (23,7%). Il gruppo di professioni per il quale la richiesta è più consistente comprende gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine (40,7% a fronte di un 28,1% in Lombardia e un 34% in Italia); si tratta di un dato che conferma come l'economia della nostra provincia continui ad essere ampiamente caratterizzata dal settore secondario, nonostante la costante espansione del comparto dei servizi. La richiesta di personale privo di ogni qualifica, infine, riguarda il 19,3% delle nuove assunzioni mantovane, mentre il dato lombardo si limita al 14,8% e quello nazionale al 16%; questo risultato sembra evidenziare un certo ritardo del nostro tessuto economico rispetto alla necessità di investire in capitale umano sempre più qualificato per garantire alle aziende un adeguato livello competitivo. Prova ne è anche la domanda di occupati per titoli di studio che vede stabile, rispetto allo scorso anno, la richiesta di laureati: circa 340 assunzioni che rappresentano il 6,7% del totale mantovano, un dato molto minore di quello regionale (13,5%) e nazionale (8,5%). Riguardo alle tipologie di contratto proposte dalle aziende si nota come prosegua nel 2006 il ridimensionamento della richiesta di occupazione a tempo indeterminato, che cala di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2005 e subisce, per la prima volta, il "sorpasso" della domanda di tipologie flessibili (contratti a tempo determinato, contratti di inserimento, apprendistato e altre forme contrattuali). La somma delle assunzioni a termine, infatti, raggiunge il 50,8% di tutti i nuovi ingressi previsti dalle imprese mantovane per il 2006. Si riduce leggermente la richiesta di donne lavoratrici in provincia di Mantova, alle quali, nel 2006, è dedicato il 19,8% delle assunzioni, mentre gli uomini rafforzano la loro presenza nel mondo del lavoro andando ad occupare quasi il 50% dei posti ricercati dalle imprese virgiliane. La ricerca, disponibile presso il Servizio studi e informazione statistica economica della
Camera di Commercio di Mantova, è anche scaricabile dal sito Internet camerale all'indirizzo www.mn.camcom.it .