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interviste » Programmi e priorità di Eurochambres, la parola a Alessandro Barberis

  • DATA:
    06-12-2010
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La crisi che ha attraversato i mercati internazionali ha profondamente mutato gli scenari economici che conoscevamo fino a qualche anno fa. L’Eurozona sembra fare più fatica degli altri paesi a risalire la china. E per il 2010 il Fondo monetario internazionale, a inizio ottobre, ha stimato per Eurolandia una crescita dell’1,7% contro un’economia mondiale che si muoverà a un ritmo del 4,8%. Se di ripresa dunque si può parlare per il Vecchio Continente, questa – si dice – sarà moderata e incerta. Come aiutare la locomotiva europea ad accelerare il passo per essere più competitiva nella sfida globale? A rispondere alle domande di Sviluppo è Alessandro Barberis, presidente di Eurochambres, l’associazione europea delle Camere di Commercio e dell’industria di 45 paesi del Vecchio Continente.

La vostra rete dà voce, presso le istituzioni dell’Unione europea, agli interessi di oltre 20 milioni di imprese. Quali sono secondo i vostri sensori le principali direttrici sulle quali occorre muoversi per stimolare il rilancio del sistema produttivo dell’Unione europea?
Per far fronte alle turbolenze dei mercati finanziari degli ultimi mesi, l’Unione europea e i governi nazionali hanno messo a punto una serie di iniziative urgenti e ad azione immediata – i cosiddetti piani di ripresa – per limitare l’impatto della crisi sull’economia reale. Ora, però, è necessario integrare queste manovre con riforme strutturali che ridiano slancio all’economia nel lungo termine. Europa 2020 e lo Small Business Act sono il quadro di riferimento nel quale si debbono inserire queste riforme.
Eurochambres ha stilato un decalogo delle priorità per la ripresa economica che dovrebbero guidare l’azione dei governanti europei e nazionali, dal contesto nel quale le imprese si trovano a operare alle risorse necessarie al loro sviluppo. Saranno i progressi fatti su questi grandi assi che permetteranno alle nostre imprese di trainare la competitività dell’Europa nei prossimi anni.

Dopo quarant’anni un italiano è stato eletto presidente di Eurochambres, che oggi può contare ai massimi vertici una guida tutta tricolore. Qual è il primo bilancio che si sente di tracciare a dieci mesi dal suo insediamento?
La ridefinizione delle priorità di Eurochambres è sicuramente un risultato importante di questi primi mesi. Grazie al nuovo Piano strategico, l’organizzazione sarà in grado di rispondere meglio alle attese dei propri membri e di interagire più efficacemente con gli interlocutori istituzionali.
Allo stesso tempo, abbiamo consolidato i nostri rapporti con altri attori della scena economica europea. In particolare, la firma di un protocollo d’intesa tra Eurochambres e BusinessEurope, la federazione delle Confindustrie europee, permetterà alle due maggiori organizzazioni di rappresentanza d’impresa di intensificare la propria collaborazione su temi cruciali quali l’educazione, il mercato interno, l’accesso al credito, il risparmio energetico e le relazioni internazionali. Infine, parlando di relazioni internazionali, molto è stato fatto per favorire l’internazionalizzazione delle imprese europee tramite il rafforzamento della rete di Camere di Commercio europee all’estero, e la gestione di centri per il sostegno alle imprese nei mercati emergenti.
L’esempio di Ebtc – il centro di supporto alle imprese europee in India – è la nostra punta di diamante in questo senso.

Per permettere alle aziende italiane di competere ad armi pari sul mercato globale il sistema camerale italiano è impegnato, tra l’altro, sull’approvazione in Europa di una proposta di regolazione sul “made in” e sulla tracciabilità dei prodotti. In che modo la vostra associazione si sta muovendo per sostenere questi progetti?
Quello del “made in” è un tema molto complesso e delicato, sul quale non esiste un consenso nemmeno in seno alla rete camerale europea. Mentre l’Italia è in prima linea per l’adozione di una regolazione sulla tracciabilità dei prodotti, altri paesi, che non hanno produzioni locali così pronunciate, non ne vedono l’interesse. Ciononostante, Eurochambres segue attivamente il dossier a livello europeo.

Quali sono i programmi che vi vedono impegnati nel prossimo futuro?
Proseguiremo il nostro impegno in difesa degli interessi delle imprese europee, sia con la presa di posizioni politiche, sia con la gestione di programmi che favoriscono lo sviluppo d’impresa a vari livelli.
A livello di mercato interno, vale la pena citare il programma “Erasmus per giovani imprenditori”, coordinato da Eurochambres, che permette a neoimprenditori di trascorrere un periodo di formazione all’estero presso un imprenditore affermato per perfezionare il proprio progetto commerciale.
A livello internazionale, oltre a Ebtc, ricordo programmi quali “Al- Invest” – per la cooperazione economica con l’America Latina – o “Understanding China”, un programma di formazione alla cultura commerciale cinese, nonché l’apertura prevista nel corso dell’anno di nuovi centri di supporto alle piccole e medie imprese europee in mercati emergenti.

 

 


Fonte: Sviluppo, periodico dell'Unione Italiana delle Camere di Commercio, e-mail: redazione.sviluppo@unioncamere.it

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