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studi » Excelsior 2006, dati positivi per l'occupazione a Biella

  • DATA:
    05-03-2007
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    15-11-2007

Dopo tre anni di dati negativi finalmente il Progetto Excelsior fornisce per la Provincia di Biella indicazioni positive riguardo i flussi: è stato rilevato un lieve incremento dell'occupazione ed il tasso di variazione previsto nel 2006 è pari a +0,3%; infatti le imprese locali hanno previsto 2.710 entrate contro 2.590 uscite, con un saldo positivo in termini assoluti di 120 unità (i valori sono stati arrotondati alle decine). Per quanto riguarda sia il tasso di variazione atteso sia il saldo in valore assoluto, Biella si colloca al sesto posto nella graduatoria delle province piemontesi, seguita soltanto da Novara e Torino che registrano saldi negativi, la migliore performance piemontese spetta al Vco con +1,6% rispetto all'anno precedente. Confrontando i settori appare evidente, come per le passate annualità, la perdurante difficoltà del comparto industriale (decremento previsto pari a -2,5%, che segue al -3,7% dell'anno precedente), rispetto ai settori delle costruzioni (+1,7%) e dei servizi (+3,8%) che si presentano in crescita. In particolare, nel settore industriale, sia le Industrie tessili e dell'abbigliamento, sia le Industrie meccaniche, sia le Industrie alimentari, carta e stampa, del legno e del mobile riportano un dato negativo (rispettivamente -3,5%, -0,3% e -3,8%); mentre solo le Industrie dei metalli, chimica-gomma, lavorazione minerali, energia registrano un aumento pari all'1%. Nel terziario invece è prevista una crescita occupazionale che interesserà tutti i rami: maggiormente Sanità, istruzione e altri servizi alle persone (+8,2% rispetto al +2,7% del 2005), Trasporti, credito-assicurazioni, servizi alle imprese (+4,4% contro il +2,2% dell'anno precedente), Alberghi, ristoranti e servizi turistici (+5,2% mentre era +0,8% l'anno scorso) e in minor misura Commercio al dettaglio e all'ingrosso, riparazioni (+0,8%, in controtendenza rispetto al -1,2% del 2005). Esaminando i dati per classe dimensionale risulta che la crescita del saldo occupazionale ha interessato in particolar modo le piccole imprese (1-9 dipendenti) con +1,6% e le aziende di grandi dimensioni (50 dipendenti e oltre) con +0,7%, mentre risultano in flessione le medie imprese (10-49 addetti) con -2%. Per quanto riguarda le assunzioni previste dalle imprese biellesi per grandi gruppi professionali emerge quanto segue: maggiori assunzioni sono previste per impiegati, addetti alle vendite e servizi alle famiglie (33,7%) soprattutto nel terziario, per personale non qualificato - quali addetti alle pulizie, al carico e scarico merci e manovali edili - (26,3%) specialmente nei settori costruzioni e servizi e per operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (24%) prevalentemente nei comparti industria e costruzioni; mentre le rimanenti figure in entrata si indirizzeranno verso dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici (15,9%) nei campi dell'industria e dei servizi. Focalizzando l'attenzione sui titoli di studio richiesti, le imprese biellesi dichiarano sufficiente per il 35% delle nuove assunzioni, stesso dato dell'anno precedente, l'assolvimento dell'obbligo scolastico, mentre si è ridotta dal 34,8% del 2005 al 18,1% la domanda di istruzione professionale, è invece salita dal 22,9% dell'anno scorso al 31,2% la richiesta di diploma ed è più che raddoppiata l'esigenza di assumere personale con titolo universitario con un 15,7% rispetto al 7,1% del 2005. I titoli universitari più richiesti appartengono al gruppo "economico"; nell'ambito dei diplomi risultano particolarmente graditi quelli ad indirizzo "amministrativo-commerciale" e "turistico-alberghiero". Prendendo in considerazione il livello formativo equivalente si deve evidenziare l'aumento delle assunzioni per le quali viene richiesto il possesso di competenze corrispondenti a quelle legate al conseguimento di un titolo di studio (universitario 16%, diploma 33,8%, qualifica professionale 23,7%) a scapito della scuola dell'obbligo (26,5%). Osservando le forme contrattuali che le aziende locali prevedono di adottare nel corso del 2006 si nota una diminuzione del tradizionale rapporto a tempo indeterminato, previsto per il 49,3% delle entrate (nel 2005 era il 60,6%) ed una crescita del contratto a tempo determinato che si attesta al 37,9% (lo scorso anno era al 27,2%), il contratto di inserimento registra il 2,9%, mentre l'apprendistato verrà utilizzato nel 9,3% dei rapporti di lavoro. Osservando l'utilizzo di personale con contratti temporanei nel 2005 emerge quanto segue: il 22,9% delle imprese ha adottato contratti a tempo determinato, il 22,3% ha utilizzato l'apprendistato, il 7% si è rivolto ai collaboratori a progetto ed ancora il 9,8% ha preferito lavoratori interinali. Il part-time è previsto per il 10,5% delle nuove assunzioni (l'anno precedente era il 13,9%), con una maggior diffusione nel settore dei servizi rispetto all'industria. Nel 2006 negli organici delle aziende biellesi entreranno per il 54,6% persone senza esperienza specifica che verranno formate con corsi esterni e/o interni e/o affiancamento. Relativamente ai canali di selezione del personale indicati dalle imprese (che potevano segnalare più di una modalità) si può notare che il 42,6% utilizza banche dati interne, il 31,8% privilegia la conoscenza diretta, il 30,4% si avvale di segnalazioni di conoscenti e fornitori, il 16,8% si serve di quotidiani e stampa specializzata e il 13,3% si rivolge ai Centri per l'Impiego. Nelle imprese di piccole e medie dimensioni (1-49 dipendenti) aumenta la percentuale delle aziende che utilizzano i canali della conoscenza diretta e delle segnalazioni da conoscenti e fornitori; mentre nelle grandi imprese (con 50 addetti e oltre) sale il dato relativo alle banche dati interne e aumenta il ricorso alle società di lavoro interinale, alle società di selezione del personale e alle associazioni di categoria. In crescita, dal 22,7% del 2005 al 34,9% del 2006, il numero di figure previste in entrata e considerate di "difficile reperimento", principalmente per mancanza della necessaria qualificazione, per insufficienza di motivazioni economiche e per la ridotta presenza della figura.

Camera di commercio di Biella, Ufficio Studi, Statistica e Prezzi, Roberta Boggio Togna, tel 0153599326 - email: studi@bi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Biella

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