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interviste » Il sistema camerale e la crisi economica, ne parliamo con Ugo Girardi

  • DATA:
    05-03-2009

Le Camere di commercio, insieme agli altri attori del territorio, si schierano a fianco delle imprese in questo periodo di crisi economica e finanziaria. E lo fanno con iniziative volte ad attenuare la stretta creditizia. Le Camere di commercio dell’Emilia-Romagna, ad esempio, stanno realizzando una serie di interventi per far affluire liquidità delle imprese. Ne abbiamo parlato con il segretario generale dell’Unione regionale, Ugo Girardi.

Quali sono le azioni messe in piedi dall’Unione regionale a favore delle imprese in questo momento di crisi?
Le Camere di commercio e l’Unioncamere Emilia-Romagna hanno impostato interventi a sostegno delle imprese già dall’autunno 2008, fin dai primi segnali di rallentamento dell’economia. Hanno individuato le risorse  disponibili nei bilanci dell’anno in corso per ampliare e rafforzare l’operatività dei Confidi. La crisi finanziaria internazionale ha determinato anche in Italia difficoltà da parte delle banche a assumere rischi per trasferire denaro alle imprese; di qui la necessità di interventi straordinari in funzione anticrisi per contrastare la caduta degli investimenti e della domanda. Le Camere sono intervenute per la prima volta alla fine del 2008 per stanziare risorse aggiuntive al fine di integrare le garanzie rilasciate dai Confidi e far affluire liquidità per le esigenze a breve e medio termine delle imprese.
Nel 2009 hanno voluto aggiungere ulteriori fondi agli stanziamenti ordinari. Il budget annualmente stanziato per i Confidi è aumentato quasi di un terzo, dagli 8 milioni e 400mila euro del 2008 ai 13 milioni di euro del 2009. Si tratta di uno schema di intervento a favore dei Confidi riproposto anche nei tavoli anticrisi attivati dalla Regione, con la firma di due protocolli d’intesa grazie ai quali  le parti si sono assunte l’impegno di contrastare gli effetti della crisi finanziaria, garantendo la continuità nell’erogazione del credito alle imprese.

Qual è l’oggetto dei due protocolli d’intesa e quali sono gli enti coinvolti in questa iniziativa?
Si tratta di due protocolli di contenuto simile, stipulati dalla Regione,  dall'Unioncamere regionale e dai Confidi, il primo con l'ABI per le imprese del commercio e del terziario, e il secondo con 48 istituti di credito, sia locali che nazionali, che metteranno a disposizione un plafond complessivo di risorse pari a 1 miliardo di euro per i settori dell'industria e del'artigianato. Il tasso di interesse che le banche si impegnano ad applicare ai finanziamenti sarà pari all’euribor maggiorato di un tetto massimo prefissato. Il ruolo assegnato al sistema camerale è far convergere a livello territoriale le risorse di Comuni e Province in fondi integrati di intervento finalizzati a potenziare le garanzie prestate dai confidi regionali per agevolare l’accesso al credito delle PMI alle migliori condizioni possibili. Le due intese favoriranno l’attivazione di linee di finanziamento per favorire lo smobilizzo del capitale circolante delle imprese e soddisfare le esigenze di liquidità straordinaria a breve termine. I protocolli hanno validità fino al 31 dicembre 2009, ma qualora la crisi dovesse perdurare le parti potranno sottoscrivere eventuali atti aggiuntivi prorogando gli interventi.

Quali impegni si assume l’Unione regionale nell’ambito di questi protocolli?
Unioncamere si impegna a potenziare le attività di sostegno allo sviluppo e alla crescita dell’attività dei Confidi regionali e a rafforzare la condivisione di indirizzi strategici con le Camere di commercio per convogliare il supporto verso il sistema di garanzia regionale. Si tratta di indirizzi da tempo avviati per accompagnare il sistema dei confidi nei percorsi di razionalizzazione, concentrazione e specializzazione delle strutture necessari per l’iscrizione all’elenco speciale dell’articolo 107 del Testo Unico Bancario. Diventare intermediari bancari vigilati è considerata la scelta ottimale per adeguare le garanzie dei confidi ai nuovi criteri di rating di Basilea 2.

Ci sembra di capire che tutto ruoti attorno al sistema dei Confidi. Quali sono le ragioni di questo forte potenziamento del ruolo dei Confidi?
La decisione dell’intervento anticrisi sui Confidi nasce anche dalle riflessioni emerse dal Bilancio sociale del sistema camerale regionale 2007, appena presentato dall'Unioncamere Emilia-Romagna. Un Gruppo di lavoro intercamerale ha costruito il primo bilancio consolidato comprendente l'Unione regionale, le 9 Camere e le 5 aziende speciali: una realtà che nel 2007 ha prodotto un valore aggiunto – la ricchezza prodotta nei confronti degli stakeholder attraverso le attività camerali – pari a 92,7 milioni, l’82% delle entrate. Oltre i quattro quinti del valore aggiunto è stata distribuita al tessuto economico: in pratica, sono stati "restituiti" circa 148 euro a impresa. Il bilancio sociale mostra che tra gli interventi promozionali, il più rilevante ed apprezzato è proprio quello per potenziare i Confidi, che in Emilia-Romagna associano oltre 150mila imprese. Ecco perché in questo momento di grave crisi economica ci è sembrato opportuno incrementare le risorse per i Confidi che devono garantire alle imprese il carburante per restare competitive nonostante la recessione.


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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