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approfondimenti » Decreto Flussi

  • DATA:
    11-01-2008
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    11-01-2008
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Il “decreto flussi” è un provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri che, a cadenza almeno annuale, fissa il tetto numerico massimo di ingressi in Italia – le cosiddette "quote" – da parte di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato e autonomo, ed il numero di permessi di soggiorno per motivi di studio che possono essere convertiti in permessi per lavoro.
Da alcuni anni è diventato un istituto noto e di particolare interesse per le aziende, le associazioni di categoria e le famiglie. Ai sensi dell’art. 22 del D.lg.vo 286 del 1998 come modificato dalla L. 189/02 e dell’art. 30 DPR 394/99 e successive modifiche e integrazioni, per procedere all'assunzione dall'estero di un lavoratore straniero è necessario richiedere il nulla osta al lavoro subordinato. La domanda di nulla osta può essere presentata soltanto dopo l’entrata in vigore del provvedimento che, valutate le esigenze e possibilità lavorative in Italia, dispone le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato relative all'anno in questione tramite apposito Decreto Ministeriale, detto comunemente “decreto flussi”.
L’interesse in merito alla esatta data di uscita di tale decreto è determinato anche dal fatto che il datore di lavoro deve inviare la domanda non appena esso viene emanato. Infatti il criterio di selezione, in presenza dei requisiti richiesti, è quello della priorità di arrivo della domanda stessa, e i posti disponibili sono normalmente limitati.

L’emanazione di un decreto flussi non è un evento eccezionale, pur costituendo un momento significativo delle dinamiche dei flussi migratori e della economia e società nel nostro Paese. Il provvedimento in realtà rientra nella normale programmazione e gestione dei flussi migratori, e non è una regolarizzazione o una sanatoria di carattere straordinario.
Dal 2004 sono stati anche emanati distinti decreti flussi per lavoro subordinato per i cittadini dei Paesi di nuova adesione all’Unione Europea, che pur non essendo più stranieri ai sensi del Testo Unico Immigrazione, e pur avendo libertà di circolazione, ingresso e soggiorno non hanno ancora un libero accesso in Italia al mercato del lavoro subordinato.
Generalmente assieme al decreto flussi viene pubblicata una circolare (talvolta anche più di una) con le indicazioni operative per la presentazione delle domande, le condizioni e i criteri di ammissione per l’accettazione delle medesime e le successive fasi e modalità della procedura.
In occasione degli ultimi decreti flussi le circolari hanno disposto modalità che sono cambiate in vari elementi di anno in anno.
Tali disposizioni sono quindi di particolare importanza per la formale soddisfazione delle modalità, dei requisiti formali e documentali previsti per la corretta definizione della procedura di assegnazione delle quote determinate con il decreto flussi di riferimento.

Decreto flussi 2007
Per l’anno 2007 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardante l’ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali è entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 30 novembre.
La rilevante novità per questo anno riguarda le modalità per la presentazione della domanda di assunzione: non si deve più ricorrere alle poste, perché per la prima volta la domanda viene presentata via internet con conseguente riduzione di file e disagi. Resta valido il criterio dell'ordine di presentazione per l'assegnazione. Gli ingressi previsti per il 2007 sono 170.000.

La procedura è composta di cinque passi:
- registrazione (è necessario che l’utente effettui una registrazione al sito istituzionale del Ministero dell’Interno. Occorre soltanto un indirizzo di posta elettronica);
- richiesta del modulo (il sistema provvede a generare il modello da compilare. In questa fase è necessario fornire alcuni dati relativi al datore di lavoro);
- installazione del programma (sul proprio computer si deve installare uno specifico programma, scaricabile);
- compilazione (l’utente inserisce i dati richiesti. In questa fase non è necessario che il proprio PC sia connesso ad internet); invio (i moduli, correttamente completati, vengono inoltrati al server del Ministero;
- la mail di risposta fa da ricevuta).
L’invio telematico delle domande a norma di decreto prevede un preciso criterio di scaglionamento. Vincono le domande che arrivano prima. Tutte le altre restano comunque in graduatoria.

Redazione Camera di commercio
Fonte: Redazione Camera di commercio

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