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studi » Project Financing, in 10 anni promossi oltre 13.660 interventi

  • DATA:
    04-10-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    04-10-2011
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66 miliardi di euro a fronte di oltre 13.600 gare. E’ il bilancio di 10 anni di esperienze maturate dagli enti pubblici nella realizzazione di opere pubbliche attraverso la formula del partenariato pubblico-privato (PPP). Di questi, rispettivamente,  13,5 miliardi e circa 3.000 gare si riferiscono al 2011. Nel 2002 - anno nel quale ha preso le mosse  l’Osservatorio Nazionale del Partenariato Pubblico e Privato promosso da Unioncamere, DIPE-UTFP e ANCE e realizzato da CRESME Europa Servizi – i bandi di gara erano stati appena 339, per un valore complessivo di 1,4 miliardi di euro. E’ un vero e proprio boom di domanda stimolata dalla progressiva riduzione, in questi anni, delle risorse pubbliche e che vede coinvolti un numero di attori in forte aumento.

Complessivamente, tra il 2008 ed il 2011, gli investimenti per opere pubbliche del settore pubblico allargato si sono ridotti del 24% (in valori costanti) e del 27% se si considera la sola PA. Stando ai dati disponibili, gli investimenti della PA sono destinati a ridursi ancora in misura pesante nei prossimi anni: le stime del Ministero dell’Economia, aggiornate a settembre 2011, parlano di una riduzione degli investimenti della PA del –18% in valori correnti (da 30,7 miliardi a 25,1) nel 2012 e poi di una ulteriore riduzione del 5,8% (da 25,1 miliardi a 23,7) nel 2013.

In questo contesto diventa ancora più vitale la collaborazione tra pubblico e privato. Senza il PPP lo scenario delle opere pubbliche dei prossimi anni sarebbe caratterizzato da una profonda ulteriore contrazione che colpirà in particolare gli Enti Locali. Stando alle prime stime, la possibile ripresa del settore nel prossimo triennio è legata solamente agli investimenti dei gestori pubblici e privati di reti e infrastrutture per il trasporto, per l’energia e per l’acqua, nonché al contributo privato per la realizzazione di altre opere pubbliche o di pubblico interesse. Ed è in questo contesto che il PPP è destinato a crescere ancora a patto di entrare nella piena fase operativa.

Nei 10 anni di attività dell’Osservatorio è continuamente cresciuta l’incidenza del nuovo mercato sul totale del mercato delle opere pubbliche, sia in termini di numero di opportunità per le quali si passa dall’1% del 2002 al 16% del 2010, sia in termini di valore, passando dal 6% del primo anno di rilevazione al 32% del valore dell’intero mercato delle opere pubbliche in gara nell’anno passato. Un incremento che non è stato lineare, ma per “salti” successivi, soprattutto dal 2009.

I primi risultati relativi al 2011, aggiornati a settembre grazie all’efficacia del sistema informativo realizzato dal Cresme e promosso da Unioncamere, Dipe-Utfp e Ance - che consente di fornire tempestivamente i dati, fotografando la situazione in tempo reale e diventando uno strumento ancor più utile per gli operatori – indicano che tra gennaio e settembre l’incidenza del PPP sull’intero mercato delle opere pubbliche sale al 17% per numero e al 44% per valore. Le quote più alte registrate da quando è operativo l’Osservatorio. Va precisato però che solo il 50% della domanda trova un contratto. Serve quindi una importante azione che incida sulle problematiche che riguardano l’efficacia e la certezza dei procedimenti di gara, la qualità tecnica della PA e delle imprese, una chiara assunzione dei rischi tra i diversi attori del PPP e in fondo la cultura di settore.

 
ELEMENTI DI SINTESI

Il mercato del PPP in Italia 2002-2011: circa 13.600 gare per un volume d’affari di oltre 66 miliardi di euro
Il mercato del Partenariato Pubblico e Privato (PPP), in base ai dati disponibili dell’Osservatorio Nazionale del Partenariato Pubblico Privato (www.infopieffe.it), un sistema informativo e di monitoraggio degli avvisi di gara e delle aggiudicazioni sull’intero panorama del PPP, nel periodo 2002-2011 cresce e si afferma.

Tra gennaio 2002 e dicembre 2010 sono state indette 10.617 gare di PPP e il valore complessivo del mercato, ovvero l’ammontare degli importi messi in gara, si attesta a quota 52,8 miliardi .  Si è passati da 339 gare per un ammontare di 1,4 miliardi del 2002 a quasi 3.000 gare per  oltre 10 miliardi nel 2010. Quantità queste ultime destinate ad essere superate nell’anno in corso stando ai primi risultati del periodo gennaio-settembre 2011 (10,5 miliardi per 2.156 gare) che fanno prevedere 3.000 gare e un volume d’affari di 13.500 milioni per l’intero anno 2011.

Ma la nota più importante è come il PPP diventi uno “strumento” sempre più utilizzato in Italia. Nei primi nove mesi del 2011 è arrivato a rappresentare il 44% del valore dell’intero mercato delle opere pubbliche in gara e il 17% del numero di opportunità. Le quote più alte registrate da quando è operativo l’Osservatorio, cioè dal 2002 anno in cui rappresentava meno del 6% per importo e appena l’1% per numero di opportunità.

Per quanto riguarda le aggiudicazioni, tra gennaio 2002 e dicembre 2010 sono state censite 2.925 aggiudicazioni per un importo complessivo a base di gara di oltre 30 miliardi.  Si è passati da 83 aggiudicazioni per un ammontare di appena 622 milioni del 2002 a 621 aggiudicazioni per  oltre 5 miliardi nel 2010, quantità anche queste ultime destinate ad essere superate nell’anno in corso stando ai primi risultati del periodo gennaio-settembre (558 aggiudicazioni per 6 miliardi) che fanno prevedere circa 700 aggiudicazioni, per un importo di 7,5 miliardi, alla fine del 2011.

L’analisi del mercato del PPP per gruppi omogenei di committenti evidenzia il ruolo centrale dei Comuni, con tante opere medie, a fronte di un protagonismo più limitato e concentrato su opere di maggiore dimensione degli altri enti pubblici. Il dinamismo dei Comuni emerge osservando sia il numero di gare, 8.686 tra il 2002 e il 2010, vale a dire l’82% del mercato, concentrate in interventi di dimensione media pari a 2,8 milioni, meno della metà dello standard delle opere di PPP (7,6 milioni), che l’investimento, con oltre 15,8 miliardi pari al 30% dell’intero mercato del PPP. 

Anche in questo caso la nota più importante è che in 10 anni l’incidenza del PPP rispetto all’intero mercato delle opere pubbliche dei Comuni è passato dal 10% del 2002 al 65% dei primi nove mesi del 2011, in termini di valore economico dei progetti, e dall’1% al 24% per numero di gare.

In relazione ai settori di attività, tra il 2002 e il 2010, il primato economico assoluto spetta al settore dei trasporti con oltre 22 miliardi messi in gara dei quali circa 13 aggiudicati ad oggi. Buono il risultato delle reti acqua, gas ed energia elettrica e termica, con circa 13 miliardi in gara dei quali 8 aggiudicati, e della sanità (4,6 miliardi in gara dei quali oltre 3,5 aggiudicati), ma anche di impianti sportivi, cimiteri, parcheggi e riassetto di comparti urbani (6,8 miliardi il valore complessivo delle gare, di cui 4,5 aggiudicati).

Riguardo ai territori, le regioni in cui il PPP, in termini di importi, è arrivato a rappresentare oltre il 20% del mercato delle OOPP nel periodo 2002-2010 sono nove: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna, Marche, Lazio, Campania e Sicilia. In Liguria, Toscana, Abruzzo, Puglia e Sardegna rappresenta quote comprese tra il 10% e il 20% del mercato OOPP, mentre nelle restanti non supera il 10%. Il dato diventa ancora più interessante se si guarda all’evoluzione del numero di interventi con regioni quali Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Abruzzo, dove nell’ultimo triennio il PPP è arrivato a rappresentare oltre il 20% degli interventi in gara, contro il 2% del periodo 2002-2005 (fase di avvio del nuovo strumento del project financing, caratterizzata da una forte domanda di proposte private che non trovava risposta) e il 6% del triennio 2006-2008 (fase di crescita e di sperimentazione delle diverse procedure di PPP).


 
 

Unioncamere, Ufficio Stampa, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere

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