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approfondimenti » Il punto sull'amministrazione digitale in un seminario a Pordenone

  • DATA:
    26-10-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    26-10-2009
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Sala gremita di avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici all'Auditorium della Regione a Pordenone per il seminario “Il codice dell’amministrazione digitale e la conservazione sostitutiva nelle imprese e nella p.a.”, promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone, in collaborazione con il Comune, l’Ordine degli avvocati e l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, l’Associazione culturale per lo studio del diritto, l’Unione industriali, Ascom, Confartigianato e Coldiretti di Pordenone.

“In relazione al Codice dell’amministrazione digitale, mi preme sottolineare le opportunità che esso offre alle imprese, in particolar modo in questo momento economicamente difficile – ha aperto i lavori Giovanni Pavan - Presidente Camera di Commercio di Pordenone – penso, ad esempio, alla riduzione  dei costi per la gestione degli archivi cartacei e al notevole risparmio di tempo in relazione ai minori spostamenti logistici”.

Quanto si potrà risparmiare lo ha illustrato in concreto Glauco Riem – Presidente Associazione culturale per lo studio del diritto, riportando alcuni dati di Xplor Italia Research: “la conservazione analogica costa ogni anno dal 2 al 4% del PIL, ogni anno vengono buttati 10 miliardi di carta, il 7,5% dei documenti viene perso e il 3% archiviato erroneamente, e il personale della p.a. spende dal 5 al 15% del proprio tempo per leggere un'informazione e fino al 50% per la sua ricerca, per un totale di 400 ore in un anno per cercare documenti che non si trovano”. Da Roma, le ultime novità le ha annunziate, Floretta Rolleri – membro del Centro nazionale per l'informatica nelle p.a.: “sta cambiando la struttura del CNIPA, che si chiamerà DigitPA, ma avrà le stesse finalità, cioè dare supporto alla p.a., creare rete tra esse e sviluppare progetti ad alto impatto tecnologico e innovativo; per lo sviluppo dell'e-government in Italia si chiede alla p.a. di adoperare in modo congiunto le leve dell'innovazione, per mettere in pratico quello che è un vero e proprio diritto, di cittadini e imprese, ad avere di fronte una p.a. digitale”. Benedetto Santacroce – Tributarista in Roma, ha già convertito venti sistemi di gestione contabile delle imprese (ad es. tutta l'amministrazione dell'Enel) da cartaceo a digitale: “bisogna ragionare non per singoli documenti ma per processi, tenendo sempre al centro l'uomo, con le sue abitudini (non è facile e immediato perdere la consuetudine di chiedere una fotocopia..). L'evoluzione tecnologica condiziona il legislatore – ha concluso Santacroce – e  l'Italia è prima in Europa da questo punto di vista”.
“Le fasi del processo sono le seguenti – ha spiegato Serafino D’Ignazio - Infocert spa - il documento viene creato, gestito, archiviato e conservato e questo ultimo passaggio garantisce l'integrità del documento nel tempo, con la vantaggiosa eliminazione degli spazi di archivio”.

Nasce anche una formazioni ad hoc su questi nuovi temi:”in collaborazione con il gruppo di lavoro dell'avvocato Riem la Facoltà di ingegneria dell'Università di Udine darà vita ad un Master specifico – ha dichiarato il Preside della Facoltà di ingegneria Università di Udine Alberto Felice De Toni – che sfocerà in un titolo di studio ufficiale: 360 ore tra venerdì pomeriggio e sabato, perchè sia fruibile a chi già esercita e utile anche alle imprese; nel frattempo esiste un corso di 80 ore per chi vuole iniziare a trattare questi temi”.

Ha portato esempi concreti di dematerializzazione per privati e p.a. Paolo Vicenzotto – Docente di diritto delle nuove tecnologie: un'azienda che gestisce elettronicamente 90 mila fatture l'anno e il Progetto DEMA sui fascicoli dei dipendenti della Regione FVG che conta vantaggi da 500 mila euro annui e un risparmio di 1280 metri cubi di carta l'anno, permette l'ubiquità dei documenti e la dismessa del montacarichi.

I documenti elettronici si firmano con firma digitale, che “dà garanzie sulla provenienza e sulla integrità del messaggio”, come ha spiegato Stefano Corsini – Docente di diritto delle nuove tecnologie; “da dove cominciare: le imprese possono presentarsi da un ente certificatore e garantire per i propri dipendenti, e le p.a. possono chiedere di essere accreditate”.

Questi i tempi della questione: “entro tre anni dall'entrata in vigore del decreto legge 185/2008 - ha spiegato Luca Zenarolla – Docente di diritto delle nuove tecnologie - tutte le società dovranno dotarsi di una casella di PEC, mentre per i professionisti la scadenza è entro un anno, cioè entro novembre 2009; in un prossimo futuro anche il cittadino dovrà richiedere la PEC e riceverà così dalla p.a. tutti i provvedimenti che lo riguardano. Ma per le società nuove iscritte al Registro Imprese l’obbligo di dotarsi di una casella di PEC e di pubblicarla al Registro Imprese è già da ora operativo”.
Sul sito camerale, alla sezione comunicati, è on-line il materiale del seminario.

Camera di Commercio di Pordenone, Antonella Pitton, e-mail: antonella.pitton@pn.camom.it
Fonte: Camera di Commercio di Pordenone

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