approfondimenti » Trieste, Osservatorio sulla crisi: focus sull'Ungheria
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Visite:6573Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Sono iniziati ieri i seminari del ciclo “Osservatorio sulla crisi – Economie reali e politiche per le imprese nei Paesi dell'Europa centrale e sud-orientale”, frutto della collaborazione tra Informest e Camera di Commercio di Trieste. I dati raccolti e le analisi compilate da Informest sono illustrate nel corso di conferenze-focus gratuite organizzate da Aries per gli operatori locali. In questo primo appuntamento con le imprese, Franco Battaglia, dello Studio Savino & Partners, assieme al moderatore Stefano Giantin, collaboratore del quotidiano “Il Piccolo” per i Paesi balcanici hanno preso in esame, assieme alle aziende partecipanti, l’Ungheria. Anche la Camera di Commercio di Trieste è da tempo attiva nell'analisi e assistenza alle aziende interessate a estendere la propria attività verso l'Europa orientale, tramite l'Azienda speciale ARIES. Consulenza su selezione d'impresa, selezione partner, assicurazione crediti, analisti dei sistemi legislativi i servizi offerti. Sistema pensionistico e retributivo da riformare, bassi livelli di occupazione e costante necessità di finanziamenti esteri, ma anche corposi provvedimenti anticrisi del governo. È questo il quadro della situazione economica in Ungheria dipinto da esperti e analisti di Informest e di Aries durante il primo seminario dell’iniziativa “Osservatorio sulla crisi – Economie reali e politiche per le imprese nei Paesi dell'Europa centrale e sud-orientale”. a crisi economica ha colpito Budapest evidenziando i problemi strutturali dell’economia ungherese, secondo Informest «il Paese dell’Europa centro-orientale sferzato con maggior virulenza dalla crisi finanziaria globale». I numeri dell’Ufficio Centrale di statistica confermano le difficoltà dell’Ungheria. Il Pil si è contratto dell’1,2% nell’ultimo trimestre del 2008 e le stime parlano di un -6% nel 2009. La produzione industriale è scesa del 26% su base annua, soprattutto a causa del calo della domanda estera presso i partner storici di Budapest, in primo luogo la Germania. Secondo la definizione dell'Area studi e ricerche ISDEE di Informest, Budapest è stata investita da un «doppio shock»: un calo contemporaneo della domanda esterna e interna. Anche il tasso di disoccupazione cresce: ha già raggiunto il 9% e nelle imprese con più di cinque addetti i licenziamenti sono aumentati del 4,1% nei primi quattro mesi dell’anno. Il timore maggiore è che l’Ungheria rappresenti la prima tessera di un effetto domino che potrebbe coinvolgere gli istituti di credito stranieri che controllano circa il 70% del mercato bancario. Il 62% dei prestiti alle famiglie sono in valuta estera - euro e franchi svizzeri in particolare - e con un fiorino svalutato del 41% rispetto al franco si acuiscono le difficoltà a ripagare le rate mensili. Il nuovo primo ministro Bajnai, sostenuto da socialisti e democratici liberali, ha varato a maggio una serie di drastiche misure anticrisi. Forte dell’appoggio di FMI, Banca Mondiale e UE, che hanno stanziato quasi 20 miliardi di euro per la difesa del fiorino e per ridare fiducia agli investitori stranieri, Bajnai sta cercando di ridurre la spesa pubblica per mantenere il deficit sotto il 3% e allo stesso tempo di salvaguardare il reddito delle classi medie e l’occupazione. Budapest vuole risparmiare 3,5 miliardi di euro in due anni tagliando i salari dei dipendenti pubblici, pensioni e servizi sociali. Bajnai scommette sulla costruzione di opere pubbliche e ha varato un piano di sostegno alle imprese, basato su facilitazioni creditizie e sovvenzioni per ottenere nuovi prestiti dalle banche. Il governo ha inoltre ricapitalizzato il settore bancario, stanziando quasi 4 miliardi di euro del prestito dell’FMI per aumentare la liquidità di alcuni istituti di credito. Camera di Commercio di Trieste, Andrea Bulgarelli, e-mail: andrea.bulgarelli@ts.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Trieste seminariapprofondimenti
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