approfondimenti » Unioncamere: giustizia alternativa, patrimonio del Mezzogiorno
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Visite:3316Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Napoli, Salerno, Caserta, Benevento, Messina, Palermo. La richiesta di una giustizia alternativa alle aule dei tribunali, rapida, sicura e poco costosa, continua a levarsi soprattutto dalle province meridionali. Come dimostrano i dati relativi al I semestre 2009 sulle conciliazioni gestite dalle Camere di Commercio, si conferma l’utilizzo di questo strumento di composizione extragiudiziale delle controversie insorte tra imprese e tra imprese e consumatori, quasi 7mila delle 10.307 conciliazioni gestite dalle Camere di Commercio nei primi sei mesi dell’anno hanno interessato il Mezzogiorno. Le conciliazioni camerali, pur non crescendo di numero rispetto al 2008 (quando nel primo semestre erano state 10.704), anche per effetto della costituzione in molte regioni del Sud dei CORECOM (i comitati regionali dell’Autorità per le Comunicazioni, competenti sul territorio a gestire le conciliazioni in materia di telefonia), riducono la loro durata (50 giorni contro i 56 dell’anno scorso) e, soprattutto, il tasso di “riuscita” del procedimento, risoltosi con un accordo tra le parti nel 52% dei casi (contro il 38% del I semestre 2008). E’ questo il bilancio presentato nell’ambito del convegno "La conciliazione in materia civile e commerciale", organizzato da Unioncamere, insieme all’UNCITRAL ed al Consiglio Nazionale Forense, quale evento nazionale della VI Settimana di promozione dei servizi di conciliazione delle Camere di Commercio. La Settimana della Conciliazione Il convegno “La conciliazione in materia civile e commerciale” Nel corso del convegno, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello ha evidenziato che: “Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo registrato un aumento significativo della fiducia delle imprese verso la conciliazione che evidentemente è risultata vantaggiosa anche per la rapidità della procedura, i cui tempi si sono ridotti sensibilmente. Sulla base dell’esperienza degli ultimi anni, però, è evidente che occorre fare di più. Pur nella convinzione che la caratteristica fondamentale della conciliazione sia la volontarietà, è necessario riflettere sull’opportunità di introdurre, nei decreti legislativi di attuazione della delega in materia di mediazione (art.60 legge 69/2009), la conciliazione obbligatoria, eventualmente in via sperimentale e solo per alcune tipologie di controversie. Questo passaggio può rivelarsi determinante per far conoscere meglio lo strumento e, in questo modo, contribuire in modo concreto a ridurre il contenzioso giudiziario civile che oggi, di fatto, ‘immobilizza’ le strutture della giustizia ordinaria. Per far questo è necessario che la conciliazione venga svolta da organismi indipendenti, qualificati e competenti iscritti in un registro tenuto dal Ministero della Giustizia, come le Camere di commercio”. “Nella mia esperienza imprenditoriale”, ha detto Costantino Capone, vice presidente di Unioncamere e presidente della Camera di Commercio di Avellino, “ho potuto direttamente verificare come i ritardi della giustizia non gravano solo sulle parti in causa, ma sull’intero sistema Paese, con un impatto ormai evidente anche sul mondo delle imprese. Secondo la Banca Mondiale, in Italia il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale è di 1.210 giorni. Questo colloca il nostro Paese al 13° posto della graduatoria generale (insieme allo Sri Lanka, alla Liberia e Gibuti), ben distante dalla Francia (331 giorni), dall’Austria (397) e dalla Grecia (819)”. I dati del I semestre 2009 Il valore medio delle procedure concluse nei primi sei mesi dell’anno è stato di 12.160 euro mentre la loro durata media di 50 giorni. Rispetto al 2008 si è registrata una diminuzione di entrambi gli indicatori che un anno fa si erano attestati, rispettivamente, a 29.348 euro e 56 giorni. Per quanto riguarda le controversie tra imprese, il valore medio è stato di euro 78.195 (contro i 58.277 del corrispondente periodo del 2008) e la durata media di 49 giorni (contro 58 nel 2008). Quelle tra imprese e consumatori hanno avuto un valore medio di euro 3.167 (nei primi sei mesi del 2008 era stato di 10.921) e una durata media di 51 giorni (contro 55). La lieve riduzione di conciliazioni in materia di consumo riscontrata nel primo semestre 2009 appare frutto in particolare dell’elevata concentrazione di queste nel settore delle telecomunicazioni (per le quali la conciliazione è obbligatoria) e dal fatto che nell’ultimo anno, in alcune regioni meridionali, siano stati costituiti i CORECOM (i comitati regionali dell’Autorità per le Comunicazioni, competenti sul territorio a gestire le conciliazioni in materia di telefonia), che hanno di fatto assorbito parte del contenzioso che precedentemente affluiva alle Camere di commercio. Considerando che – in base ad un progetto gestito dall’Unioncamere e finanziato dal Ministero dello sviluppo economico – dal marzo 2006 fino al 31 dicembre 2008 i consumatori avevano potuto usufruire della gratuità per le conciliazioni camerali, si può comunque affermare che anche senza la gratuità i consumatori hanno continuato a rivolgersi alle Camere di commercio per la soluzione delle loro controversie. Sono cresciute del 10% invece le conciliazioni tra imprese e per queste il valore medio si è quasi triplicato: questo significa che la conciliazione delle Camere inizia ad essere considerata uno strumento valido anche per le imprese e non più limitato a liti di modesto valore. Infatti i conflitti in materia di consumo risolti dagli enti camerali sono rimasti stabili rispetto al 2008 ma il loro valore medio si è notevolmente ridotto (circa del 60%). A livello territoriale, la Campania, con Napoli, Caserta e Salerno nei primi tre posti della graduatoria, mantiene anche quest’anno il primato della regione “più conciliante”: ben 4.043 le procedure gestite, 1.500 delle quali da attribuire al capoluogo di regione. Sicilia, Toscana e Calabria seguono a ruota. Con quasi 7mila conciliazioni, il Mezzogiorno si conferma l’area del Paese nella quale è più diffuso il ricorso a questa procedura extragiudiziale di composizione delle controversie. Segue il Centro, con 1.735 conciliazioni gestite, quindi il Nord-Ovest (865) ed il Nord-Est (709). Unioncamere, Ufficio Stampa, tel. 06.4704370, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere
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