Nel 2005 il Prodotto interno lordo della provincia di Lodi a prezzi correnti è stato pari a 5.111,5 milioni di euro, su un ammontare regionale di 30.429,8 milioni di euro. Con il 2,24 % della popolazione e il 2,14 delle forze lavoro, il Lodigiano concorre quindi alla produzione del Prodotto interno lordo della Regione nella misura dell' 1,8 %, quota che di anno in anno oscilla di poche frazioni di punto percentuale, in relazione all'impatto sulle diverse attività economiche del ciclo congiunturale. A seguito di tale "stima" Lodi ha perso nel 2005 36,8 milioni del proprio valore totale ed è scesa nella graduatoria dell'economia italiana dall'83° all'84° posto, essendo stata superata dalla provincia di Terni che ha prodotto un valore maggiore di quasi 75 milioni. Il Pil per abitante del Lodigiano (24.275,9 euro) si conferma sensibilmente distante dalla media regionale (30.429,8 euro), dominata dal pro-capite di Milano (35.776 euro) mentre, sia pure di stretta misura, supera quello nazionale (24.152,1 euro). A livello regionale, rispetto al Lodigiano presentano un Pil pro-capite inferiore le realtà economiche di Pavia e Como. Da tali aspetti riepilogativi e dai dati generali dell'indagine svolta dall'Istituto Guglielmo Tagliacarne, si possono ricavare una serie di indicazioni rilevanti. Questi, in sintesi, gli elementi salienti dell'approfondimento condotto dall'Ufficio Studi della
Camera di Commercio di Lodi. La perdita di prodotto interno lordo nel 2005 è stata per Lodi dello 0,7 %. Una variazione che seppure negativa non va a intaccare troppo la performance del 2004 (+7,1 %), anche se non è comunque da sottovalutarsi il fatto che le stime del Lodigiano esprimano una controtendenza rispetto alle province più ricche della regione e ciò non fa che aumentare il differenziale economico esistente. Inoltre, insieme a Varese (-1,2 %), Lecco (-0,5 %) e Como (-0,4 %) - le altre tre realtà territoriali con il Pil totale negativo, Lodi ha contribuito a rendere pigra l'immagine di una ripresa produttiva regionale. La Lombardia ha messo a segno una crescita del valore prodotto dell'1,6 %, comunque inferiore a quella dell' economia italiana nel suo insieme (+ 2 %) e in ogni caso al disotto del +4,3 % ottenuto nel 2004. Alla riduzione del Pil provinciale ha contribuito in modo determinante il settore dell'agricoltura che ha sofferto un calo di valore aggiunto pari al 18 % rispetto all'anno precedente, ma in calo si segnala anche il settore manifatturiero in senso stretto (-2 %). Il restringimento del contributo delle due componenti è stato solo in parte arginato dal progresso messo a segno dalle costruzioni (+4,7 %), mentre si segnala fermo l'ampio settore dei servizi (+0,05 %), in movimento invece in tutte le altre province e quindi a livello regionale (+2,6 %).