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"Tradizione e sapori di Modena" è il marchio che viene concesso in uso alle imprese sulla base di un regolamento che prevede, per ciascun prodotto, il rispetto di uno specifico disciplinare il quale definisce la zona di produzione, le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche, i metodi di coltivazione, produzione o raccolta, le modalità di conservazione, confezionamento ed etichettatura, oltre ai controlli sulla conformità del prodotto, demandati ad un organismo conforme alle norme UNI EN 45011 designato dalla Camera di Commercio.
Il marchio collettivo della Camera di Commercio è destinato ai prodotti che, pur essendo caratterizzati da grande tipicità, al momento non beneficiano di protezioni quali DOP o IGP, e che vengono realizzati secondo specifici disciplinari di produzione, con un sistema di controlli mirato al rigoroso rispetto degli stessi.
L'iniziativa è operativa dal 2003 e diversi sono i prodotti del paniere che si fregiano del marchio collettivo camerale. Il primo fu la "Patata di Montese" a cui seguirono i "Tortellini di Modena", la "Crescentina (tigella) di Modena", il "Nocino di Modena", il "Sassolino di Modena", gli "Amaretti di Modena", il "Mirtillo nero dell'Appennino modenese", il "Tartufo Valli Dolo e Dragone", il "Marrone di Zocca" ed il "Marrone del Frignano", il "Miele di Castagno, Millefiori dell'Appennino e della Pianura Modenese", il " Croccante artigianale del frignano", il " Salame di San Felice", la " Sfogliata di Finale Emilia" e lo "Gnocco Fritto di Modena".
(ultima revisione luglio 2011)