Da marzo 2011 per vari contenziosi fra imprese e fra imprese e consumatori non si potrà celebrare il processo senza aver tentato prima la conciliazione. Dalle controversie condominiali alla diffamazione a mezzo stampa, fino a quelle attinenti i diritti reali, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato, l’affitto di aziende, nonché il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, vi è l’obbligo di legge di non andare in tribunale prima di aver tentato la composizione del conflitto attraverso questo strumento di giustizia alternativa. Le novità introdotte dal dlgs 28 del 2010, che ridisegna il sistema delle regole in moltissime e frequenti controversie economiche, rilanciando il protagonismo delle Camere di Commercio nella regolazione di mercato, sono state al centro del convegno “La Mediazione Civile e Commerciale, un’alternativa alla risoluzione delle controversie” ospitato e promosso nel pomeriggio di oggi dalla Camera di Commercio di Bari.
“In Puglia la durata media per la soluzione di una controversia fra imprese e fra imprese e consumatori – ha spiegato in apertura il presidente della Camera di Commercio di Bari, Luigi Farace - attraverso la conciliazione nei primi sei mesi del 2009 è stata di 32 giorni, per una spesa media complessiva di 1.494 euro. In particolare nella regione le conciliazioni gestite dalle Camere di Commercio sono state 489, di cui 158 hanno riguardato controversie fra imprese e 331 le controversie fra imprese e consumatori. Secondo la Banca Mondiale, in Italia il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale è di 1.210 giorni. Tempi lunghi, ormai incompatibili con il dinamismo del mercato”.
“Cinque milioni e mezzo di processi è un carico pesante per un Paese. A questa nuova disciplina – ha detto Augusta Iannini, capo dell’Ufficio Legislativo del ministero della Giustizia – si è voluta attribuire sì una funzione deflattiva ma anche farne espressione di una scelta culturale: superare le contrapposizioni offrendo alle parti la possibilità di trovare il modo più appropriato per risolvere una controversia”.
Sugli aspetti formativi dei professionisti della conciliazione l’auspicio del sistema camerale nazionale è che venga gestita in modo puntuale, da organismi accreditati “nella consapevolezza, dati alla mano – ha detto Sabrina Diella, funzionario dell’area relazioni istituzionali di Unioncamere - che nel 66% dei casi un avvocato preparato sulla materia fa addivenire le parti alla conciliazione”.
I consumatori, dal canto loro, valutano molto positivamente la nuova normativa. “Un decreto innovativo – ha detto Pietro Giordano, segretario nazionale dell’Adiconsum – da leggere molto positivamente come tutto ciò che alleggerisce il carico della giustizia ordinaria”.