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studi » Latina, imprese in aumento nel I semestre dell'anno

  • DATA:
    09-08-2010
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    09-08-2010
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Osserfare, l’osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, come consuetudine, rende noti i dati elaborati di Movimprese, relativi al primo semestre 2010.
Il bilancio demografico a livello nazionale per la prima porzione d’anno mostra un tasso di crescita dello 0,51%, in incoraggiante avanzamento rispetto allo 0,46% registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
Dai dati risultanti dal Registro delle Imprese della CdC di Latina, relativi al I semestre di quest’anno, le imprese iscritte risultano 57.733 di cui 47.729 attive (82,67% del totale). A livello provinciale il tessuto imprenditoriale evidenzia una crescita pari allo 0,78%, superiore al dato nazionale e al di sopra anche del tasso di crescita registrato al mese di giugno dello scorso anno (+0,72%). Tale risultato è la sintesi di una diminuzione in termini assoluti sia delle iscrizioni, che delle cancellazioni, queste ultime in misura più pronunciata. Il saldo ammonta a 448 unità, determinato dalla differenza tra le 2.213 nuove iscrizioni e le 1.765 cancellazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio) registratesi in questi primi sei mesi dell’anno. Il tasso di natalità si attesta al 3,83%, leggermente al di sotto di quello fatto registrare nei primi sei mesi del 2009 (4,00%), e quello di mortalità al 3,06% (contro il 3,30% del giugno 2009).

In definitiva, si conferma una maggiore prudenza nell’avvio di nuove attività imprenditoriali, senz’altro attribuibile al perdurante clima di incertezza economica. In termini di confronto territoriale, la crescita in provincia di Latina risulta inferiore al tasso di sviluppo laziale (+1,00%), influenzato prevalentemente dal dato capitolino (+1,16%); a seguire, sebbene a notevole distanza, si posiziona Latina, davanti a Rieti (+0,55%) e Frosinone (+0,50%).

Disaggregando l’analisi per settori di attività economica, l’agricoltura conferma la consueta tendenza in flessione, con un tasso di crescita negativo del -1,1%. Altro settore che evidenzia una contrazione è quello estrattivo (-4,2%) anche se tale valore è influenzato dalla minore numerosità delle imprese operanti. La crescita negativa si evidenzia anche per il settore delle attività finanziarie e assicurative (-0,7%), sicuramente influenzato dalle incertezze dei mercati che non favoriscono gli investimenti finanziari. In flessione si evidenzia, altresì, il settore dell’istruzione (-1,6%) che ricomprende, secondo la nuova classificazione, anche i corsi ai fini sportivi e ricreativi. Passando ai dati positivi, si conferma la crescita notevole in questi primi sei mesi dell’anno per il settore energetico (+34,2%), che si spiega con la liberalizzazione di tali forniture; si denota, inoltre, il buon risultato del settore “Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese” (+3,1%), nella precedente classificazione in parte compreso nel settore K dei servizi alle imprese, oggi limitato alle “Attività finanziarie e assicurative”. Buono anche il risultato evidenziato dalle “Attività immobiliari” e dalle”Attività professionali scientifiche e tecniche” che registrano una tasso di crescita del +1,8%. Quest’ultima classificazione comprende una serie di attività specialistiche legate al settore legale, contabile, agli studi professionali di architettura ed ingegneria, che in precedenza, con la classificazione ATECO 2002, erano compresi anche esse nel settore K dei servizi alle imprese.

Per quanto riguarda il settore del commercio si segnala una situazione pressoché invariata dall’inizio dell’anno (+0,1%); occorre sottolineare che, in questo settore, con la nuova classificazione, vengono compresi anche i riparatori di auto. Stazionario anche il settore manifatturiero.
Infine, nel settore maggiormente collegato al turismo, cioè le “Attività di servizi di alloggio e ristorazione”, si registra un dato positivo (+1,2%), sicuramente influenzato dalla stagionalità delle attività ad esso riconducibili.

Per ciò che riguarda le forme giuridiche che le imprese nella Provincia assumono, per svolgere le proprie attività, si denota un tasso di crescita delle Società di Capitali di gran lunga superiore a tutte le altre tipologie giuridiche, ed un dato di crescita invece negativo per le Imprese Individuali, come evidenziato nella tabella sottostante:
 
In termini percentuali, le forme societarie rappresentano, alla fine del semestre, ormai quasi il 40% delle imprese registrate.
Per quanto riguarda il comparto dell’artigianato si registrano al mese di giugno 9.712 imprese iscritte. Esse rappresentano il 16,82% del totale delle imprese registrate, in calo rispetto al dato relativo alla fine del 2009 (17,29%). A conferma di un trend negativo che si riscontra ormai da un biennio, a dimostrazione di una situazione di forte difficoltà per la piccola impresa, anche nel primo semestre 2010 registra un risultato negativo, con una flessione del numero delle imprese artigiane del -1,46%. Il saldo, negativo per 146 imprese, è la risultante di 336 nuove iscrizioni a fronte di 482 cessazioni. D’altronde, tale comparto è caratterizzato da una estrema polverizzazione delle imprese operanti, che per la maggior parte sono costituite da imprese individuali (80,99% del totale al giugno 2010) che, inevitabilmente, sono portate a risentire più delle altre delle situazioni congiunturali negative.
Si precisa che tutti i dati numerici e i relativi tassi calcolati, tengono conto delle cessazioni al netto delle Cessazioni d’Ufficio. Ciò è stato fatto per dare un quadro possibilmente più aderente alla realtà, considerando cioè le sole cessazioni derivanti da una manifestazione di volontà espressa dagli imprenditori, senza perciò tenere in considerazione le cessazioni derivanti da procedimenti amministrativi interni.

 

Camera di Commercio di Latina, Paola Trillò, e-mail: paola.trillo@lt.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Latina

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