studi » Il fatturato medio delle società di capitale di Bergamo
I risultati dei bilanci delle società di capitale (e di altre forme giuridiche, in prevalenza cooperative, tenute al deposito del conto economico in Camera di Commercio) consentono di misurare ex post gli effetti della recessione del 2009 in provincia di Bergamo. Si tratta naturalmente di un sottoinsieme corrispondente a meno di un quarto del totale delle imprese registrate in CdC. I dati non sono ancora completi e definitivi, ma la numerosità comunque importante (poco meno di 20mila bilanci) e il fatto che si tratta di società capitalizzate dà significatività agli indicatori medi che ne risultano. La perdita d’esercizio, anch’essa per somma totale, è stata di -370 milioni di euro nel 2009, contro un utile pari a 372 milioni nel 2008 (in riduzione rispetto al risultato ancor più positivo del 2007: +1.251 milioni). Il valore aggiunto sommato è stato pari nel 2009 a 7.669 milioni di euro contro 11.577 nel 2008 e 11.889 nel 2007. Il valore aggiunto medio per società è sceso nel 2009 sotto i 400 mila euro, con una riduzione del 27% rispetto al 2008. I ricavi sommati di vendite e prestazioni sono di 41.264 milioni contro i 47.241 del 2008. Il fatturato medio per società scende da 2.613.901 € del 2008 a 2.283.169 € del 2009, con un calo del -12,7%. La disaggregazione per settore economico fornisce un primo quadro illustrativo del diverso costo della crisi e conferma l’impatto più forte della recessione internazionale sul settore industriale. Il fatturato tra 2008 e 2009 ha registrato un calo medio del -20,5% nell’industria manifatturiera, del -4% nell’edilizia, del -7,1% nel commercio; del -8,5% nei servizi. E’ invece aumentato del +7,4% nell’agricoltura e del +29,8% nel settore delle utilities (energia, gas, acqua, trattamento rifiuti), entrambi con una minore consistenza assoluta di società. L’ulteriore scomposizione per divisione di attività economica consente di individuare con più precisione la diversa reazione alla crisi dei singoli comparti. Pesanti invece le perdite di fatturato nelle industrie produttrici di beni d’investimento e intermedi. Le vendite della metallurgia e del settore auto calano di un terzo, la meccanica di un quarto (ma con l’eccezione di alcuni sottocomparti, ad es: la produzione di strumenti di misurazione e di precisione e di apparecchiature mediche,– che risultano in crescita). Molti altri settori, tra cui la gomma, la plastica e i minerali non metalliferi, registrano cali di oltre il 20%. Solo poco meno pesanti le flessioni di fatturato del tessile (-17,4%), della carta, del legno, dei mobili. La chimica “contiene” la perdita al -15,8%. Massima divaricazione nel commercio: alla pesante flessione del commercio all’ingrosso (-15,9%, con punte oltre il -25% nel commercio all’ingrosso di macchinari e altri prodotti industriali) e alla riduzione delle vendite nel settore auto (-7,8%) si contrappone una buona crescita (+6,1%) delle vendite delle oltre 700 società operanti nel commercio al dettaglio. Nei sottosettori l’alimentare specializzato vede contrarsi le vendite che aumentano invece nel commercio al dettaglio non specializzato (la distribuzione moderna), in alcuni comparti specializzati del non alimentare (articoli culturali e ricreativi e altri prodotti) e nella categoria del commercio al dettaglio via internet o per corrispondenza. Flettono i fatturati nel settore dei trasporti e dei servizi logistici. Altra divaricazione nei servizi turistici e di ristorazione: nei servizi di alloggio, cioè gli alberghi, si osserva una riduzione del fatturato del -13,4%. Tengono invece i servizi di ristorazione con un progresso del +2,4% (la moderata flessione delle vendite dei bar è compensata dall’ aumento per i ristoranti). Nei servizi editoriali e di information & communication crescono le vendite nelle attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici (+2,9% con buone progressi delle attività di elaborazione dati, hosting e portali web) mentre cala il fatturato nella produzione di software e consulenza informatica (-6%) e, in misure diverse, in tutte le attività di telecomunicazione e di produzione editoriale. Si riduce di quasi un terzo il fatturato dei servizi finanziari e del -24,2% quello delle società immobiliari (che comprendono oltre 2.600 società di compravendita di beni immobili effettuata su beni propri). Nell’arcipelago dei servizi alle imprese aumentano le vendite delle società di direzione aziendale e consulenza gestionale (+23,2%), delle attività di ricerca e selezione del personale (+4,8%) e delle altre attività professionali, tecniche e scientifiche (+3,3%). D’altro canto è invece in contrazione il fatturato delle società direttamente impegnate nella ricerca scientifica e sviluppo (-19,9%), nelle attività degli studi di architettura e ingegneria e nelle attività legali. Meno pronunciata (-1,4%) la flessione nel settore pubblicitario (calano dell’8% i fatturati delle attività di pubblicità in senso stretto ma aumentano del +10,7% le ricerche di mercato). Decisamente più rosea la dinamica del giro d’affari nelle società che erogano servizi alle persone: istruzione, sanità e assistenza sociale realizzano incrementi importanti, così come le altre attività di servizi per la persona (lavanderie, parrucchieri, estetisti, ecc.). Da notare i robusti incrementi di fatturato nelle attività sportive, di intrattenimento e divertimento (+23,9%) e l’aumento record (+81,9%) delle attività riguardanti lotterie, scommesse e case da gioco. Camera di Commercio di Bergamo, Cristina Belloni, e-mail: belloni@bg.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Bergamo Bergamoadempimenti
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