Si è svolta quest'anno la quarta edizione della Settimana della conciliazione, promossa da Unioncamere. Si sono tenuti in tutta Italia eventi e iniziative per diffondere la conoscenza di questo strumento per la risoluzione extragiudiziale delle controversie. Ne abbiamo parlato con Tiziana Pompei, dirigente dell'Area per le Relazioni Istituzionali dell'Unioncamere.
Dal 15 al 20 ottobre si è rinnovato l’appuntamento con la Settimana della conciliazione. Quali iniziative hanno caratterizzato l’edizione 2007?
Diffondere in maniera sempre più capillare la conoscenza del servizio di conciliazione messo a disposizione dalle Camere di commercio italiane, strumento che permette un notevole risparmio di tempo e denaro nella soluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori. È stato questo l’obiettivo della quarta edizione della Settimana della conciliazione e il “filo rosso” che ha legato tutte le iniziative, prima fra tutte la campagna di informazione per sensibilizzare il grande pubblico.
Un importante elemento di novità dell’edizione 2007 è il fumetto sulla conciliazione: uno strumento di comunicazione semplice e immediata con cui si è voluto arrivare in modo diretto al grande pubblico. È stato organizzato un ampio piano di distribuzione del fumetto: infatti nel corso della settimana è stato distribuito in circa 400.000 copie dalle Camere di commercio e in 1.500.000 copie in allegato a importanti quotidiani nazionali (La Repubblica, Il Sole 24ORE, ItaliaOggi e Libero Mercato).
L’Unioncamere, inoltre, ha organizzato insieme alla Camera di Commercio di Firenze un convegno nazionale sulla conciliazione, che si è tenuto il 16 ottobre 2007. L'evento ha visto coinvolti rappresentanti del Sistema camerale, delle istituzioni e del Parlamento italiano ed europeo e ha offerto l'occasione per una riflessione sui potenziali sviluppi della conciliazione nel nostro Paese, anche attraverso il confronto diretto tra le esperienze più significative.
Qual è stato il riscontro delle Settimana della conciliazione nel corso degli anni?
Il bilancio delle passate edizioni è stato certamente positivo. Da un lato si è registrata una massiccia partecipazione da parte delle Camere di commercio, attraverso una serie di iniziative organizzate a livello locale. Dall’altro, invece, è stato riscontrato un interesse notevole da parte delle imprese e dei consumatori rispetto al servizio, che ha contribuito ad incrementare il numero delle domande di conciliazione depositate presso le Camere di commercio (confermando un trend di crescita medio del numero delle conciliazioni di circa il 50% negli ultimi tre anni).
D’altronde le campagne di comunicazione organizzate dall’Unioncamere nelle tre edizioni passate sono state molto efficaci. Sono stati realizzati 266 eventi insieme alle Camere di commercio (conferenze stampa, seminari, convegni, iniziative di formazione per i conciliatori). Sono stati pubblicati 434 articoli sulla stampa locale e nazionale. Ci sono stati 170 passaggi promozionali sulle radio nazionali (Rai Radio 2 e Radio 24), e 266 passaggi sulle Tv nazionali (Rai e Mediaset). È stato realizzato un videofilm sulla conciliazione, uno spot tv, uno spot radiofonico, brochure informative, annunci stampa e tutto il materiale necessario per l’organizzazione degli eventi.
Negli ultimi anni è aumentato il ricorso al servizio di conciliazione camerale da parte di imprese e consumatori?
Le ultime edizioni hanno portato già dei risultati in questo senso, con un trend costante di crescita del numero delle domande di conciliazione: nel 2006 le domande gestite dalle Camere di commercio sono state 9.326, di cui 1.936 relative a controversie tra imprese e 6.890 tra imprese e consumatori. Tuttavia c’è ancora molto da fare, se si considera che, nonostante l’insoddisfazione nei confronti della giustizia civile italiana a causa di tempi lunghi, dei costi elevati e degli esiti incerti, le imprese e i cittadini nella maggior parte dei casi ancora non ricorrono agli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, come l’arbitrato e la conciliazione.
Cosa può fare il Sistema camerale per rafforzare ulteriormente la diffusione della cultura conciliativa?
Il Sistema camerale ha già fatto molto quando ha deciso di investire su un aspetto determinante: la diffusione della cultura e della conoscenza dei vantaggi e delle potenzialità della conciliazione. Che è però il nodo di intervento più difficile e di riscontro non immediato: si tratta di cambiare per certi versi “le abitudini” delle imprese e dei cittadini, ma soprattutto dei rappresentanti degli ordini professionali. È proprio, dunque, con gli ordini professionali e con le associazioni di categoria che il Sistema camerale intende continuare a lavorare per trovare nuove strade e nuove forme di collaborazione, che contribuiscano a far decollare in modo significativo la conciliazione in Italia.