studi » Giornata dell'Economia: la situazione economico-finanziaria toscana
Ad oltre due anni di distanza dalla crisi finanziaria che, con il suo passaggio, ha profondamente modificato la struttura dell'economia mondiale, Unioncamere Toscana ha realizzato un'indagine presso un campione di pmi toscane rilevando alcuni indicatori che evidenziano la prosecuzione del percorso di uscita dalla crisi avviato nel 2010. Uscita, che, ad ogni modo, si presenta fortemente differenziata in funzione dei diversi settori presi in esame e soprattutto, all'interno di ciascun settore, delle diverse tipologie di imprese che vi operano. Il contesto in cui si inseriscono i risultati dell'indagine è quello di un 2010 in cui l'economia mondiale è tornata a crescere, anche se con caratteri fortemente disomogenei fra le differenti aree geo-economiche, ed in cui l'economia italiana conferma in pieno tutto il suo gap di competitività rispetto alle principali economie avanzate, mettendo a segno un tasso di crescita che risulta fra i più bassi (+1,3%) anche limitando il confronto ai soli paesi dell'Area Euro. Il miglioramento della situazione che caratterizza i mercati di riferimento ha fatto affluire nuove disponibilità presso le imprese, e ciò contribuisce a spiegare la riduzione dei casi di ricapitalizzazione dell'azienda con mezzi propri (dal 41% del 2009 al 27% del 2010) e di quelli in cui si è fatto ricorso all'indebitamento bancario (dal 30% al 17%). Tale ricorso resta tuttavia ancora legato, in prevalenza, alla necessità di far fronte alle necessità derivanti dalla gestione delle scorte e del capitale circolante, evidenziando persistenti problematiche sul fronte della gestione della liquidità e dei flussi di cassa che deriva da un rapporto fra tempi di incasso dai clienti e tempi di pagamento ai propri fornitori che resta squilibrato. Infine, analizzando le strategie delle aziende, una ulteriore conferma della seppur timida inversione di tendenza arriva dai comportamenti degli imprenditori, per i quali si segnala una diminuzione nel ricorso a misure "difensive": è comunque necessario sottolineare come resti comunque consistente la quota di imprese che stanno tentando di agire sulla compressione dei margini e sulla razionalizzazione dei costi per recuperare livelli accettabili di competitività e di redditività. La ricerca di maggiori livelli di efficienza si realizza peraltro operando un controllo lungo l'intera catena del valore, come testimonia una quota relativamente elevata di imprese che cercano di razionalizzare non soltanto i costi di produzione, ma anche quelli di di approvvigionamento e logistica. Più in generale, è infine necessario sottolineare come un crescente numero di imprese stia cercando di affrontare il dopo-crisi attraverso la realizzazione di programmi di investimento (22%), la cui diffusione appare nel complesso in significativa crescita rispetto agli anni passati (17% tanto nel 2008 che nel 2009). Si tratta di una propensione che non interessa soltanto il manifatturiero (27%), ma anche informatica e servizi avanzati alle imprese (26%). Su livelli leggermente inferiori si collocano invece l'agricoltura (23%) ed il turismo (21%), mentre decisamente al di sotto - seppur anche in questo caso in risalita - si attesta il commercio (15%, era al 12% nel 2009 ed all'11% nel 2008). Unioncamere Toscana, Ufficio stampa, e-mail: stampa.comunicazione@unioncamere-toscana.it
Fonte: Unioncamere Toscana
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