E’ in aumento il livello d’istruzione della popolazione varesina, con una percentuale di diplomati che arriva al 35%, in linea con la media regionale, mentre la quota dei laureati si attesta al 10%. Sono alcune indicazioni che emergono da un’analisi pubblicata su “OsserVa” (www.osserva-varese.it).
Il sito web curato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, dopo essere diventato un punto di riferimento per chi cerca dati economici riguardanti la nostra provincia, ha di recente inaugurato lo spazio ’Osservatorio Sociale.
Obiettivo della nuova sezione è quello di raccogliere le informazioni più significative sui vari aspetti della società, in modo che il portale possa costituire un unico punto d’accesso a tutti i dati e le ricerche utili a tracciare il quadro socio-economico completo della provincia varesina.
I primi dati pubblicati riguardano la demografia, con approfondimenti sull’andamento e la struttura della popolazione, l’ambiente, con le cifre relative ai rifiuti e ai trasporti, e appunto l’istruzione.
Scopriamo così che, con la già indicata quota di laureati pari al 10% su una popolazione vicina agli 880mila abitanti, Varese si posiziona a metà strada tra Brescia e Bergamo, dove è presente un mercato del lavoro che offre anche ai giovani senza laurea opportunità immediate di impiego, e Milano e Pavia, dove la cultura universitaria è valorizzata dalla presenza di atenei prestigiosi; Varese sembra coniugare i due aspetti.
Cambiamenti significativi si registrano poi nelle scelte della scuola superiore da parte dei giovani varesini. Dopo anni di crescita sostenuta degli alunni dei licei statali, praticamente ininterrotta dal 2001 al 2007 ad un tasso medio del 5%, in periodi più recenti s’è registrata un’inversione d tendenza a favore dell’istruzione professionale e, nell’ultimo anno, anche dell’istruzione tecnica. Modelli formativi che, in molti casi, rispondono a una domanda di professionalità espressa dalle aziende del territorio.
Considerando l’intero sistema di istruzione, statale e non statale, comunque, i licei,la fanno ancora da padroni con un numero totale di iscritti che rappresenta il 43,5% degli alunni della scuola secondaria di II grado mentre l’istruzione tecnica si ferma al 33,4% e l’istruzione professionale al 23%.
Questa la situazione complessiva, nonostante il 2009-2010 abbia registrato un calo degli iscritti al liceo delle scienze sociali/socio-psico-pedagogico (-5,4%) e al liceo classico (-3,5%) mentre la formazione professionale per il commercio e per l’industria e l’artigianato siano in crescita (rispettivamente +5,6% e +2,7%) così come in crescita sono agli istituti tecnici industriali (+1,8%).
Interessante è anche il confronto tra province. Dall’osservazione dei dati sugli iscritti 2009-2010 appare evidente che se a Varese, come anche a Como e a Milano, le famiglie sembrano prediligere una scelta orientata all’istruzione liceale, vi sono altre realtà dove la preferenza per l’istruzione tecnica è preponderante: Lodi, Lecco, Cremona, Mantova, Sondrio e Brescia.
La formazione professionale viene preferita nelle province di Sondrio e Brescia.