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studi » Abruzzo: Il quadro congiunturale nel I trimestre 2011

  • DATA:
    20-06-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    20-06-2011
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L’indagine sulla congiuntura industriale manifatturiera relativa al primo trimestre 2011 è stata condotta su un campione di 395 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti operanti in Abruzzo. Nel periodo gennaio-marzo 2011 la produzione industriale ha registrato una crescita dell’8,4% su base annua (3,8% rispetto al IV trimestre del 2010). Anche il fatturato è aumentato in maniera significativa, in particolare quello estero. Il recupero degli ordini è consistente sul versante interno (5,9%) ma ancor più su quello estero (13%). L’occupazione ha mostrato una modesta crescita congiunturale ma resta invariata rispetto al primo trimestre 2010. Le migliori performance sono da attribuire alle imprese di maggiori dimensioni, con un riscontro positivo anche in termini occupazionali. Le previsioni degli imprenditori abruzzesi per i prossimi mesi sono positive (soprattutto nella chimico-farmaceutica, nella metalmeccanica e nei mezzi di trasporto).

Le piccole e medie imprese
Le piccole imprese (10-49 addetti) mostrano nel trimestre in esame segni positivi, seppure di intensità inferiore alla media regionale. La dinamica del fatturato è stata superiore a quella delle grandi imprese. L’occupazione continua a flettersi nelle piccole a fronte di una sostanziale stabilità nelle imprese di medie dimensioni.
Le grandi imprese
La produzione delle grandi imprese (oltre 250 addetti) continua a mantenere ritmi di crescita piuttosto sostenuti. Gli ordini sembrano aver ripreso uno slancio apprezzabile da parte sia della committenza estera che di quella interna. L’occupazione ha fatto registrare una seppur debole dinamica positiva. Le aspettative degli imprenditori a sei mesi sono positive.

Il territorio
Chieti appare oggi come la provincia abruzzese con le più elevate potenzialità di ripresa: la produzione è cresciuta dell’11,4% su base annua e del 2,3% rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso. Delle altre province, solo Teramo si è tenuta al di sopra della media regionale ma il processo di recupero post-crisi si mostra relativamente più lento rispetto alla provincia chietina. Segnali sostanzialmente positivi arrivano anche da L’Aquila e Pescara, seppure con dinamiche meno toniche rispetto alle altre due province.

I settori
Alimentare, bevande e tabacco. Dopo un periodo di crescita, il settore sembra attraversare una fase di relativa difficoltà. Potrebbe trattarsi di un fenomeno temporaneo, considerando che gli ordini dall’estero hanno mostrato un andamento crescente. I saldi riferiti alle opinioni degli imprenditori sono positivi.
I principali indicatori confermano segnali di ripresa, più decisa in alcuni settori debole in altri. Le grandi aziende e i settori tecnologicamente più avanzati hanno mostrato una migliore capacità di recupero, quasi esclusivamente attraverso l’export. Resta incerto l’andamento dell’occupazione. Migliora il clima di fiducia degli imprenditori.

Tessile, abbigliamento e calzature. Il comparto appare in leggera ripresa. Tutti gli indicatori rilevanti sono volti in positivo, in particolare quelli riferiti alla componente estera i cui ordini sono aumentati di oltre il 25%.

Legno e mobili. Il settore conferma una certa variabilità. La negativa tendenza avviatasi nella seconda parte del 2010, dopo un primo semestre positivo, si è estesa ai primi mesi del 2011. Produzione e fatturato sono arretrati di quasi il 2% sia su base annua che trimestrale. Il fatturato legato alle vendite estere è rimasto stabile.

Lavorazione minerali non metalliferi. L’inizio del 2011 vede questo settore in leggera perdita dopo un 2010 positivo. Il calo dei livelli produttivi, tuttavia, è accompagnato da un aumento del fatturato e da andamenti soddisfacenti degli altri indicatori. L’occupazione, dopo un 2010 positivo, continua a svilupparsi su base annua, nonostante la leggera flessione congiunturale.

Metalmeccanica. La dinamica produttiva è stata debole, leggermente più vivace quella relativa al fatturato, soprattutto quello estero. Gli ordini interni si sono ridotti, mentre risalta la positiva dinamica congiunturale degli ordini esteri. L’occupazione ristagna e sembra non offrire margini per un ritorno alla crescita nel breve periodo.

Elettromeccanica ed elettronica. Il primo trimestre del 2011 è stato un periodo particolarmente felice. L’espansione del fatturato estero è stata pari al 42,2% e sembrerebbe destinato ad espandersi ulteriormente considerando gli ordinativi. L’andamento dell’occupazione è risultato negativo con riferimento all’anno, ma in recupero congiunturale.

Mezzi di trasporto. Nel settore più colpito dalla crisi finanziaria internazionale la ripresa va consolidandosi. La produzione tendenziale è aumentata del 23,9% (6% congiunturale). Anche la dinamica degli ordini mostra tendenze simili con riferimento sia al mercato interno che estero. L’occupazione, che era apparsa in calo per larga parte del 2010, ha fatto registrare un modesto incremento tendenziale.

Chimico-farmaceutica. Ha mostrato risultati superiori alla media della regione. Il fatturato connesso ai prodotti esportati è aumentato del 18% mentre crescono a ritmi ancor più elevati gli ordinativi esteri. La situazione occupazionale appare stagnante.

CRESA, Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali, tel. 086 225335, fax 086 2419951, e-mail: info@cresa.it
Fonte: CRESA, Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali

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