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studi » La congiuntura manifatturiera in provincia di Pisa: I trimestre 2011

  • DATA:
    12-07-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    12-07-2011

In questo primo scorcio di 2011 l’andamento produttivo dell’industria manifatturiera nazionale conferma il progressivo allontanamento dal sentiero seguito dai paesi più virtuosi, primo fra tutti dalla Germania. Secondo Eurostat mentre la produzione manifatturiera  tedesca registra una crescita tendenziale che, nel primo trimestre, risulta ancora a due cifre (+13,7%), l’Italia segnala un ulteriore indebolimento che la fa crescere di soli 2,5 punti percentuali, mostrandosi sostanzialmente incapace di beneficiare dello stimolo proveniente dalla locomotiva tedesca. La Toscana, secondo la consueta indagine congiunturale condotta da Unioncamere Toscana sul territorio regionale, pur accelerando leggermente rispetto alla media nazionale (+3,7% tendenziale) si posiziona anch’essa al di sotto della media tedesca.
Per quanto riguarda Pisa l’indagine conferma lo stato di debolezza che, subito dopo la fine della fase più acuta della recessione, sta interessando il territorio provinciale e che fa crescere la produzione del primo trimestre 2011 di soli 0,6 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2010.
La crescita ancora deludente registrata dalla produzione manifatturiera in  provincia di Pisa non risulta generalizzata ma è, piuttosto, attribuibile a specifiche dinamiche settoriali. Nei primi mesi del 2011 continua infatti a pesare moltissimo la fase recessiva attraversata dal comparto dei mezzi di trasporto a cui vanno aggiunte le difficoltà della filiera edile e dell’industria alimentare.

Il fatturato dell’industria pisana, dopo un quarto trimestre in cui aveva segnato una flessione, torna ad avanzare del 2,2%. La crescita messa a segno dalla produzione e dal fatturato industriale è frutto dell’intonazione positiva che contraddistingue ancora la domanda internazionale e che, in provincia di Pisa, si traduce in una crescita ancora sostenuta delle esportazioni del manifatturiero (+13,8% nel primo trimestre). Ad ulteriore conferma di quanto affermato, una prima stima sull’andamento del fatturato per tipologia di mercato segnala una crescita della componente estera mentre quella nazionale, a causa della dinamica ancora deludente dei consumi interni, registra una contrazione.
Continua, sebbene ad un tasso più contenuto rispetto a quelli registrati nel 2010, la riduzione dell’occupazione manifatturiera a carattere industriale (-3,5% nel primo trimestre del 2011). Un dato che, a causa della flessione della grande industria, risulta notevolmente peggiore rispetto alla Toscana che invece segna una crescita dello 0,2%.
Dopo il rallentamento registrato nella seconda metà del 2010 accelera il recupero ciclico della produttività che, al netto dell’impatto della cassa integrazione, è stimato in 5,7 punti percentuali. Si tratta di un’evoluzione che segnala lo sforzo profuso dall’industria manifatturiera per aumentare la propria competitività.

Dopo un 2010 all’insegna della moderazione, l’inizio del 2011 vede un forte incremento dei prezzi alla produzione praticati delle aziende pisane (+3,1%). Ciononostante, la provincia si trova ancora al di sotto sia del dato medio regionale (+3,4%) che nazionale (+5,8%). Se, quindi, il rialzo dei prezzi alla produzione delle unità produttive pisane rappresenta una novità rispetto ai trimestri precedenti, rimane ancora sostenuta la crescita dei prezzi delle materie prime. Aumenti consistenti e prolungati nel tempo nelle quotazioni delle materie prime  hanno infatti costretto le imprese pisane a scaricare a valle parte degli aggravi di costo subiti. A livello settoriale questo avviene soprattutto per l’alimentare (+7,8%), per i minerali non metalliferi (+5,3%) e per i mezzi di trasporto (+4,8%).
In questo primo scorcio d’anno prosegue l’aumento del grado di utilizzo degli impianti che arriva a toccare il 73,2%. Nonostante ciò, è ancora rilevante il gap rispetto a quanto registrato nel corso della precedente fase espansiva (75,9% nel periodo I trimestre 2006 I trimestre 2008).

L’allentamento delle tensioni, che pur permangono, sul versante occupazionale si leggono anche attraverso l’evoluzione delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate al settore manifatturiero. Sebbene si confermi la quarta riduzione consecutiva delle ore autorizzate (-22,4% la variazione tendenziale nel primo trimestre) a calare è soltanto la componente ordinaria (-43,4%) mentre crescono ancora la cassa integrazione straordinaria ed in deroga. Per queste due categorie è tuttavia da segnalare, in positivo, il calo dell’utilizzo effettivo.
Dopo la battuta d’arresto dell’ultimo scorcio del 2010, la media azienda (50-249 addetti) torna a primeggiare. La produzione ed il fatturato, infatti, registrano una crescita piuttosto importante: +5,0% e +8,1% rispettivamente.

Dopo una fine d’anno abbastanza positiva (+4,4% la produzione), nel periodo gennaio-marzo 2011 rallenta invece la crescita produttiva (+0,5%) delle piccole unità manifatturiere (da 10 a 49 addetti). Il fatturato del primo trimestre, grazie allo stimolo della componente nazionale, avanza dell’1%.
Decisamente negativa, ed in grado di compromettere la media provinciale, la performance delle grandi unità (oltre 249 addetti) che, nei primi tre mesi del 2011, arretrano del 3,8 percento in termini produttivi e dello 0,3% per il fatturato. Ancora rilevante, per la grande industria, la flessione occupazionale (-4,2% tendenziale).
L’analisi settoriale conferma lo stato di crisi che interessa ancora la Filiera Casa, l’alimentare (-5,3% l’andamento della produzione tendenziale nel primo trimestre 2011) e soprattutto, data l’importanza per il nostro territorio, quello dei mezzi di trasporto (-3,2%). Per contro, evoluzioni particolarmente positive si segnalano per il Sistema moda e in molte parti della Meccanica allargata.
Per quanto riguarda la filiera dell’edilizia, registrano flessioni produttive consistenti i minerali non metalliferi (-24,0% a causa del settore del vetro alle prese, oltre che con la crisi, anche con alcuni processi di ristrutturazione produttiva che hanno interessato alcune imprese operanti sul territorio pisano) ed il legno-mobili (-8,7%).
All’interno della Meccanica allargata continua la crescita dei metalli (+1,9%) e, soprattutto, della meccanica (+14,0% la produzione) mentre, dopo un trimestre fortemente recessivo, torna a crescere con forza l’elettronica (+13,6%)
Bene anche il variegato settore della chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+9,0%) e, all’interno del Sistema moda, è segnalare soprattutto la buona performance del tessile-abbigliamento (+7,9%). Positivi anche i tassi di sviluppo di settori particolarmente rilevanti a livello provinciale come il pelli-cuoio (+4,0%) e le calzature (+3,5%).

Le attese degli imprenditori industriali pisani relative al secondo trimestre del 2011, se si eccettua l’evoluzione occupazionale, permangono orientate ad un moderato ottimismo. Si raffreddano, invece, le aspettative per quanto riguarda l’evoluzione della domanda interna ed estera.
L’indicatore relativo alla produzione mostra infatti un saldo perequato tra “ottimisti” e “pessimisti” che da +9 punti percentuali passa, grazie ad una leggera riduzione dei “pessimisti”, a +12. Per contro peggiorano, pur rimanendo positive, le attese relative all’evoluzione della domanda estera (saldo positivo che passa da +15 punti percentuali a +7) e della domanda interna che, per quanto riguarda il periodo aprile-giugno 2011, vede il saldo ridursi a +4 p.p.. Recuperano, pur rimanendo in terreno negativo, le attese relative alla dinamica occupazionale: il saldo recupera da -9 a -5 punti percentuali.

Camera di Commercio di Pisa, Segreteria Presidenza/Relazioni esterne, Patrizia Luperini, tel. 050 512237, fax 050 512272, e-mail: patrizia.luperini@pi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Pisa

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