I temi del mercato del lavoro all’interno del sistema imprenditoriale, dell’occupazione, degli effetti della crisi e delle prospettive future sono stati analizzati giovedì 15 luglio in occasione della presentazione degli ultimi risultati di SMAIL- il Sistema di Monitoraggio Annuale delle Imprese e del Lavoro della Camera di commercio e dei dati Excelsior, relativi ai fabbisogni occupazionali delle imprese locali, elaborati per la prima volta a cadenza trimestrale con riferimento al periodo luglio – settembre 2011.
“Da anni la nostra Camera di Commercio si è dotata di questo strumento innovativo che incrocia i dati del Registro Imprese con i dati dell’INPS sull’occupazione – ha dichiarato il Presidente camerale Tarcisio Ruschetti - Si tratta di un patrimonio informativo unico, accessibile gratuitamente dal nostro sito. Inoltre, oltre al consueto aggiornamento annuale abbiamo ritenuto opportuno puntare sulla riqualificazione della serie storica 2004-2008 alla luce dell’introduzione da parte dell’Istat del codice Ateco 2007 con sono stati assegnati i nuovi codici di attività alle imprese iscritte al registro delle imprese di tutte le Camere di commercio. In questo modo SMAIL fornisce una fotografia accurata dell’evoluzione del
mercato del lavoro provinciale negli ultimi sette anni”.
Punto di partenza dell’incontro è stata la riflessione proposta dal dirigente camerale, Roberta Costi, su alcuni indicatori di sintesi del mercato del lavoro provinciale 2010 e 2011.
Se i tre "fondamentali" – tasso di attività, tasso di occupazione e tasso di disoccupazione - ci danno risultati nel confronto con le medie regionali, italiane ed europee rassicuranti, dall'altro vengono evidenziate criticità più volte sottolineate, con il progressivo aumento del tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile: Diminuisce la partecipazione al mercato del lavoro dei giovani, segnale chiaro non solo di una difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro, ma anche di una sostanziale sfiducia nella “ricerca” del posto.
La Cassa Integrazione Guadagni si attesta a 70 ore per occupato nei primi sei mesi dell’anno, contro una media regionale di 146 ed italiana di 78: il totale delle ore autorizzate è di poco meno di un 1.630.000 – erano circa 320.000 nel 2005.
A seguire Pietro Aimetti, economista e Vicepresidente del Gruppo Clas, ha illustrato la dinamica occupazionale provinciale negli ultimi anni, che vede da una parte la sostanziale tenuta nel numero di unità locali attive e dall’altra il permanere di criticità legate all’occupazione.
Nel 2010 i settori trainanti nel VCO si confermano il commercio al dettaglio, il turismo, assistenza sociale e i servizi (lavanderie, parrucchieri ed estetiste).
Di contro, anche nell’ultimo anno la crisi ha investito i comparti dell’industria e delle costruzioni: in primis la fabbricazione dei prodotti in metallo, la costruzione di edifici e la metallurgia.
Cresciuti in termini occupazionali, oltre le 1.000 unità, alcuni comuni del VCO: Villadossola, Domodossola, Stresa, Baveno e Crevoladossola.
Nel periodo 2004-2010 il numero degli addetti (dipendenti + indipendenti) del VCO è diminuito di circa 800 unità, passando da 41.262 nel 2004 ai 40.447 al 31.12.2010.
Rispetto al 2007 la crisi del mercato del lavoro è maggiormente sentita tra i dipendenti (in valore assoluto -1.268 unità).
Questo andamento si registra in tutte e tre le zone provinciali: il Verbano con i suoi 15.482 addetti è in flessione rispetto al risultato del 2007 (-1,85%) rispetto a -689 del Cusio (-7%, in totale 9.114 addetti al 31.12.2010) e -234 dell’Ossola (-1,4% con 15.851 addetti al 31.12.2010).
Sostanzialmente stabili le unità locali in provincia (+49 in v.a. rispetto al 2009, per un totale di 14.196 imprese).
Rispetto al 2004 cresce l’occupazione nel settore terziario (+9,7%), che pesa per il 34% del totale degli addetti. La crescita più sostenuta è nelle attività di servizi di alloggio e di ristorazione, +34 unità locali e +726 addetti.
Il comparto turistico, in termini di addetti, pesa per il 10% sull’economia locale. Con 8.375 addetti, cresce anche il settore del commercio (+532 addetti rispetto al 2004, +114 nell’ultimo anno).
Diminuisce invece l’occupazione nell’industria (-16%, in valore assoluto -2.320 addetti) e nelle costruzioni (-307 unità) rispetto al dicembre 2004. Questi due settori rappresentano quasi il 45% del totale addetti. Criticità, in linea con quanto più volte illustrato nei report trimestrali, si evidenziano in particolare per le attività manifatturiere (-2.247 unità in valore assoluto rispetto al 2004), dove sono occupati circa il 26% del totale addetti provinciali. Stesso andamento per le imprese di questo comparto, -262 unità locali in meno rispetto al 2004.
5.354 sono gli addetti nel settore delle costruzioni (13% del totale) in calo del 5,4% rispetto al 2004, pari a circa -300 occupati in v.a.
Il 35% delle imprese del VCO sono artigiane (5.022 in v.a.), in flessione rispetto al 2004 (-231 unità).
Sul fronte occupazione si registra invece una perdita di 1.150 addetti nell’ultimo anno in esame. Gli addetti occupati in imprese artigiane sono circa 10.100.
Il settore più colpito è quello delle attività manifatturiere (-20,5%) dove sono occupati 3.465 addetti, il 34% del totale degli “artigiani”. Erano 4.360 nel 2004 (-895 occupati).
Nel corso dell’incontro la dr.ssa Cinzia Gatti del servizio camerale “Sviluppo del Territorio” ha presentato anche alcuni dati relativi alle assunzioni programmate dalle imprese nel trimestre luglio – settembre 2011. L’analisi è stata fatta sulla base del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, condotto con la collaborazione delle Camere di commercio, presentato per la prima volta a cadenza trimestrale, con riferimento al periodo luglio – settembre 2011.
La rilevazione evidenzia nel periodo luglio – settembre i seguenti risultati:
- 320 le assunzioni previste, 46% con un contratto stagionale (54% non stagionale);
- le assunzioni previste corrispondono a 11,5 assunzioni ogni 1.000 dipendenti presenti nelle imprese ad inizio anno;
- il 17% delle assunzioni previste saranno a tempo indeterminato;
- richiesti soprattutto operai (81% del totale); le previsioni di assunzioni di impiegati e quadri sono il
- l’80% delle assunzioni previste è nei servizi;
- in un terzo del totale delle assunzioni le imprese non richiederanno una precedente esperienza lavorativa nel settore e nella professione;
- per il 50% delle assunzioni non stagionali sarà richiesta una laurea o un diploma;
- 1 su 10 delle assunzioni previste riguarda figure considerate di difficile reperimento (1 su 5 nel settore industriale);
- assunzioni di personale immigrato: 1 su 10
L’analisi completa dei dati è disponibile sul sito camerale all’indirizzo: www.camcom.it / banca dati SMAIL