Sono oltre 500 mila le persone a Milano e provincia impegnate in un’attività imprenditoriale, tra titolari, amministratori, soci, record nazionale col 6,7%, seguono Roma (432 mila) e Napoli (328 mila). Ma tra questi, meno 1 di 2 è un milanese doc (il 47,8% del totale), il valore di autoctonicità più basso in Italia. Il resto è originario di altre città italiane (in particolare Monza e Brianza, Varese e Napoli). I nati a Milano sono però i primi in Italia per numero di cariche in impresa esportate nelle altre province: ben 116 mila, superando quest’anno per la prima volta Napoli (fermo a 108 mila). I napoletani si rifanno per il numero complessivo di cariche in imprese presenti in Italia: tra titolari, soci, ecc., oltre 406 mila gli originari proprio di Napoli, precedendo i romani (369 mila) e i milanesi (355 mila).
Le province più “autoctone” sono tutte concentrate al Sud: a Bari il 91% degli imprenditori è originario della città, un dato simile a Lecce e a Napoli. Mentre, oltre a Milano, le province in Italia che attirano più imprenditori sono Monza e Brianza (solo il 49,1% degli imprenditori a Monza e Brianza sono brianzoli), Prato (51,1%) e Novara (54%).
In media in Italia oltre 1 persona coinvolta in una carica di impresa su 4 (il 27,8%) è originario di una altra provincia rispetto a dove è nato. Una percentuale che raggiunge il suo massimo a Crotone, dove 1 imprenditore su 2 originario di Crotone “espatria”. Seguono Vibo Valentia (46,6%), Vercelli (43,7%) ed Enna (43,5%). Scarsa invece la mobilità a Bolzano, Trento, Aosta.
Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2011 (escludendo dall’analisi le cariche tenute da cittadini non italiani).
“Il segreto della forza e della vitalità dell’economia milanese - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano – è sempre stato quello di essere in grado di accogliere il contributo di chi arriva da fuori e di estendere, poi, su tutto il territorio nazionale questa voglia di fare impresa. Questo diventa ancora più vero in una realtà che si fa sempre più globale, dove la mobilità tra persone supera anche le barriere fisiche e territoriali. Ecco perché occorre puntare sempre di più sulle infrastrutture, territoriali e umane, sulla capacità di attrarre, tutti elementi determinanti per il decollo di un’impresa. Perché proprio sulle persone e sulla partecipazione si costruiscono progetti importanti, necessari per ritrovare un’identità nuova e moderna che parte dall’apertura e dalla condivisione”.