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studi » Acqua, energia e rifiuti, i costi per le pmi

  • DATA:
    26-09-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    26-09-2011
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Quanto gravano le spese per i servizi di rifiuti solidi urbani, idrico ed energetico sulle piccole e medie imprese della provincia di Cuneo?
Questo il quesito cui si è cercato di rispondere, lunedì 26 settembre in Camera di Commercio, con la presentazione di uno studio, voluto dall'ente camerale e realizzato dall'istituto Ref - Ricerche per l'economia e la finanza di Milano.

“Abbiamo promosso il progetto - ha spiegato il presidente Ferruccio Dardanello nella sua introduzione all'incontro - in aderenza al nostro compito istituzionale di contribuire alla trasparenza del mercato, attraverso il monitoraggio dei prezzi e delle tariffe. Nella consapevolezza che le nostre imprese, chiamate ad affrontare mercati globali, debbano poter competere anche sul fronte dei costi sostenuti per l’energia elettrica e per i servizi pubblici, quali l’idrico e i rifiuti”.

In tempi di congiuntura economica poco favorevole, l’analisi dei costi dei servizi pubblici locali oggetto di recente liberalizzazione, come avviene per il campo energetico, oppure gestiti in economia dagli enti presenti sul territorio, come accade per l'acqua e la raccolta e smaltimento rifiuti, si innesta perfettamente nelle competenze degli enti camerali, che possono così creare le premesse per costituire un osservatorio permanente, idoneo a tutelare i consumatori e gli utenti in genere.

Nella presentazione dei dati acquisiti, affidata ai responsabili della stesura dello studio, si sono ribaditi gli obiettivi della ricerca, riconducibili alla pubblicità delle tariffe, alla promozione di un uso più consapevole del mercato libero dell'energia da parte delle piccole e medie imprese e all'ampliamento della conoscenza sul sistema di regolamentazione delle tariffe pagate. “Le condizioni di costo che gravano sui bilanci delle imprese influenzano la competitività e la capacità di attrarre dei territori e sono un elemento determinante anche delle differenze nei prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie” - ha aggiunto Donato Berardi, responsabile scientifico del monitoraggio per Ref.

I numeri della ricerca
Per i servizi idrico e smaltimento rifiuti si sono prese in considerazione le tariffe a carico delle realtà produttive in 24 Comuni cuneesi con popolazione superiore ai 5.000 abitanti; per l'energia elettrica si è svolta, a cura dell'ente camerale e in collaborazione con le principali Associazioni provinciali di categoria, quali Coldiretti, Confindustria, Confartigianato, Confcooperative e Confcommercio, un'indagine campionaria. Sono state monitorate circa 200 imprese, con un numero di addetti tra 3 e 250, appartenenti a settori tradizionalmente “energivori”, quali lo zootecnico, il metallurgico e l’alloggio e ristorazione.

Alcuni risultati
I tre dossier scaturiti dalla ricerca fotografano la situazione.
Per quanto riguarda i rifiuti, è emerso che mediamente nel Cuneese un albergo di 1.000 metri quadrati spende 2.88 euro a metro quadro all'anno, un supermercato di 200 metri ne spende 5.02, un ristorante di 180 metri 9.41, un bar 7.73 e un'azienda di ortofrutta 10.15. Nel Comune capoluogo i costi sono più elevati, in qualche caso di pochi centesimi, in altri sino al doppio (è il caso dei supermercati e degli esercizi pubblici). Divari territoriali anche maggiori si ritrovano a livello nazionale: nel caso di un albergo di 1.000 metri quadri la spesa varia da meno di 2 euro al metro quadro l’anno sino al oltre 10 euro, per il caso di un supermercato di 200 metri quadri, si passa da meno di 3 euro al metro quadro l’anno a oltre 20 euro l’anno. Nella graduatoria nazionale il Comune di Cuneo si colloca sempre al di sotto della media dei capoluoghi italiani. 
Il servizio idrico integrato risente del rilevante processo di frammentazione gestionale e presenta variazioni tariffarie sostenute, diverse da Comune a Comune. Questo non impedisce di far sì che complessivamente in Granda, siano applicate tariffe più convenienti rispetto al contesto nazionale. Anche la città di Cuneo, che presenta prezzi generalmente più elevati, è al di sotto della spesa media dei capoluoghi italiani. Per citare un esempio, considerando la categoria “Bar/pub”, la spesa annua media per l’idrico sostenuta dalle PMI nei 24 Comuni cuneesi monitorati, è stata nel 2010,  di 860 euro per l'acquedotto, di 101 per la fognatura e di 276 per la depurazione che, aggiunti alla quota fissa, portano il totale a una media pari a 1.387 euro.

Il consumatore “tipo” di energia elettrica è un'impresa che utilizza meno di 300 Mwh all'anno a un prezzo che si riduce con l'aumentare dei consumi e va dai 25 centesimi di euro per kWh pagati dai micro consumatori ai 20,4 centesimi per i mini, ai 16,4 per i medi, fino ai 12,6 per i grandissimi consumatori. Interessante è il livello di soddisfazione degli utenti: buono per il 40 per cento degli interpellati, mentre gli altri lamentano scarsa trasparenza dei documenti di fatturazione e disservizi. Un'impresa su tre sarebbe disponibile a cambiare fornitore  per un risparmio di almeno il 15% sul costo della bolletta, mentre un altro 30% si accontenterebbe del 10 e il 22% effettuerebbe il passaggio indipendentemente dall'ammontare dello sconto. I risultati completi dello studio sono disponibili sul sito internet camerale: www.cn.camcom.it/tariffe.


Camera di Commercio di Cuneo, Segreteria di Presidenza, e-mail: presidenza@cn.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Cuneo

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