studi » Reggio Emilia: Il 43% delle imprese continua ad investire in ricerca e
Materiali innovativi, informatica, sostenibilità ambientale e consumi energetici, formazione del personale: sono questi gli ambiti di ricerca che secondo le aziende reggiane potrebbero creare i maggiori benefici per aumentare la loro competitività. Il Rapporto – realizzato nell’ambito dell’Osservatorio Innovazione coordinato da Unioncamere Emilia-Romagna ed al quale la Camera di Reggio Emilia partecipa - sintetizza le informazioni desunte da un’indagine realizzata tramite questionario, fra luglio 2010 e aprile 2011, su un campione di 1.841 imprese emiliano-romagnole, di cui 216 della provincia di Reggio Emilia. “In questi ultimi tre anni – sottolinea Enrico Bini, Presidente dell’Ente camerale - periodo in cui permane sullo sfondo la crisi economica globale, il 43% delle aziende reggiane ha continuato ad investire in ricerca e sviluppo. E’ un dato che esprime la capacità di reagire del nostro sistema economico che vede nell’introduzione di elementi innovativi gli strumenti che permettono all’impresa di rinnovarsi, di competere sul mercato globale, di penetrare in nuovi segmenti di mercato o di conquistare nuovi mercati”. Ad innovare sono state, in particolare, aziende di medie e di medio-grandi dimensioni, senza una forte differenziazione per settore di attività economica con un maggior grado di apertura e internazionalizzazione. L’introduzione dell’innovazione ha prodotto miglioramenti economici e della qualità dei prodotti/servizi, una maggiore efficienza nell’utilizzo di materiali e/o di materie prime, la conquista di quote di mercato. Circa un quarto delle aziende intervistate sia di Reggio Emilia sia dell’Emilia-Romagna ha innovato acquistando nuovi macchinari e attrezzature; il 23% (valore decisamente più elevato rispetto a quello registrato per le altre province e a livello medio regionale, probabilmente anche per effetto della forte presenza del tessile) ha sviluppato nuovi prodotti e/o nuovi design all’interno; una quota significativa di aziende ha inoltre investito in software, servizi informatici di consulenza/assistenza e in hardware. Di fronte alla crisi ed al rischio, percepito elevato, ad assumere nuovo personale, le aziende paiono in primo luogo interessate ad aumentare l’efficienza investendo sulle proprie risorse umane le cui professionalità sono ritenute di difficile reperimento soprattutto per le piccole e medie imprese e per quelle operanti nel settore metallurgico e della moda, nonché per quelle ad elevata specializzazione e dotazione tecnologica. Questa criticità è vissuta dalle imprese come uno dei principali ostacoli al processo innovativo cui si associano l’eccessiva pressione fiscale, segnalata dalla quasi totalità delle imprese interpellate sia a livello provinciale che regionale, il rischio d’impresa, percepito come troppo elevato in particolare dalla piccola impresa e in misura maggiore a Reggio Emilia; la difficoltà, più in provincia che in regione, nella definizione delle strategie di mercato (quali, ad esempio, difficoltà a comprendere il mercato e il settore, concorrenza di grandi imprese leader nel comparto) e di reperire finanziamenti; la scarsa comunicazione fra il mondo dell’impresa e il mondo dell’università e dei centri di ricerca. Permane, comunque, in concomitanza con l’incertezza globale che si sta attraversando, un 57% di imprese che ha dichiarato di non avere introdotto alcuna innovazione in azienda negli ultimi tre anni (valore in linea con quello medio regionale: 57,9%), con percentuali più elevate per le piccole imprese e le imprese con un minor grado di internazionalizzazione. La ricerca sull’innovazione, che contiene numerosi altri spunti di riflessione, è disponibile sul sito dell' osservatorio economico. Camera di commercio di Reggio Emilia, Ufficio Studi, Elena Burani, tel. 0522 796516, fax 0522 046451, e-mail: elena.burani@re.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Reggio Emilia Reggio Emiliaadempimenti
servizi
approfondimenti
studi
news
|
||
|
|
||
|
|
||