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studi » Monza e Brianza: La ricetta delle imprese contro i costi della politic

  • DATA:
    05-12-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    05-12-2011
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Se i “tagli” alla politica coincidessero con il sentiment degli imprenditori, sarebbero i comuni i meno penalizzati. Quasi la metà degli imprenditori lombardi si identifica, infatti, con il proprio comune (48,9%), il 18,8% si riconosce nella regione e il 6,7% con la provincia. Anche se oltre 1 imprenditore lombardo su 4 non si immedesima con nessuna realtà territoriale specifica. Anche senza le province, poco meno della metà degli imprenditori lombardi crede che gli enti con competenze provinciali (Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, Prefetture, ecc.) dovrebbero continuare ad esercitare le proprie competenze, anche riorganizzandosi attraverso un consorzio per ridurre i costi. E la ricetta “pratica” degli imprenditori lombardi per intervenire efficacemente sui costi della politica centrale passa attraverso la riduzione del numero di parlamentari e il taglio dei benefits e dei rimborsi: quasi l’80% delle imprese coinvolte nell’indagine ha indicato la diminuzione dei parlamentari come prima misura di intervento, seguita appunto dalla riduzione delle spese (66%) e dal ridimensionamento dell’indennità di carica e lo stipendio dei parlamentari (60,6%). A livello locale, la riduzione del numero di consiglieri ed assessori di regioni, province e comuni, è condivisa da quasi 3 imprenditori su 5 in Lombardia (60%), così come la possibilità di ridurre i rimborsi e le indennità è stata indicata rispettivamente dal 57% e dal 53,7%. E se gli imprenditori potessero suggerire qualcosa al neopremier, nell’agenda del nuovo Governo ci sarebbe in primis la “caccia” agli evasori fiscali (che raccoglie il 74,9% dei consensi tra gli imprenditori), seguita dalla riforma del pubblico impiego e l’introduzione della patrimoniale con, rispettivamente, il 66,2% e il 36,9% di preferenze.
È quanto emerge dall’indagine “I costi della politica”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1700 imprese lombarde.

I risultati per provincia
Le imprese di Monza e Brianza, in linea con la media regionale, si identificano maggiormente con il comune (43,6%), mentre è più forte il legame con la regione (21,1%) rispetto al dato lombardo. Più alta la percentuale degli imprenditori che non si riconoscono in un territorio specifico (28,4% contro il 25,6% regionale). Anche senza le province, poco meno della metà degli imprenditori lombardi crede che gli enti con competenze provinciali (Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, Prefetture, ecc.) dovrebbero continuare ad esercitare le proprie competenze, anche riorganizzandosi attraverso un consorzio per ridurre i costi. Per il 36,7% invece le loro funzioni dovrebbero essere delegate alle regioni e per il 16,2% ai comuni. Più opportuno “mantener lo status quo” per gli imprenditori di Monza Brianza, Bergamo, Pavia, Sondrio e Lecco: 1 su 4 circa vorrebbe comunque la presenza di questi Enti. È quanto emerge dall’indagine “I costi della politica”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1700 imprese lombarde.

I “tagli” alla politica
Passando dal sentiment alla pratica, la riduzione del numero di parlamentari e il taglio dei benefits e dei rimborsi rappresentano la “ricetta” degli imprenditori per intervenire efficacemente sulle spese associate alla politica centrale: quasi l’80% delle imprese coinvolte nell’indagine ha indicato la diminuzione dei parlamentari come prima misura di intervento, seguita appunto dalla riduzione delle spese (66%). Tra le risposte più selezionate vi è anche la proposta di ridimensionare l’indennità di carica e lo stipendio dei parlamentari (60,6%). Per gli imprenditori di Milano meglio meno parlamentari che parlamentari con uno stipendio più basso. A livello locale, la riduzione del numero di consiglieri ed assessori di regioni, province e comuni, è condivisa da quasi 3 imprenditori su 5 in Lombardia (60%), così come la possibilità di ridurre i rimborsi e le indennità è stata indicata rispettivamente dal 57% e dal 53,7%. È quanto emerge dall’indagine “I costi della politica”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1700 imprese lombarde.

Dove recuperare le risorse economiche
La “caccia” agli evasori fiscali riscuote il 74,9% dei consensi tra gli imprenditori: i più accaniti sostenitori del rafforzamento di tali controlli sono i bergamaschi (77,7%) e i brianzoli (77,2%). Tra le altre misure indicate dagli imprenditori e i suggerimenti al Governo, spiccano la riforma del pubblico impiego e l’introduzione della patrimoniale con, rispettivamente, il 66,2% e il 36,9% di preferenza. È quanto emerge dall’indagine “I costi della politica”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1700 imprese lombarde.

Camera di commercio di Monza e Brianza, Ufficio stampa, e-mail: ufficio.stampa@mb.camcom.it
Fonte: Camera di commercio di Monza e Brianza

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